Opinione di Peppe Comune su Sonetàula
Con Francesco Falchetto, Manuela Martelli, Antonio Crisponi, Serafino Spiggia, Gisela Volodi, Lazar Ristovski, Serafino Spiggia, Giuseppe Cuccu
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Sul film
Il film narra della vita di Zuanne Malune, un pastore del Nuorese detto Sonetàula (dal rumore del legno che scricchiola), nel lasso di tempo che va dal 1938 ai primi anni cinquanta. Da quando il padre viene mandato al confino perchè ingiustamente accusato di aver commesso un omicidio, fino a quando lui diventa uno dei briganti più ricercati dell'intera Sardegna. Nel mezzo c'è la dura vita da pastore insieme al nonno e allo zio, l'amore per Maddalena e l'amicizia con Giuseppino. Salvatore Mereu (al suo secondo film) trae dal romanzo del suo conterraneo Giuseppe Fiori, un film che ha la forma di un romanzo di formazione per come accompagna la crescita di un ragazzo avvinto dalla forza di un destino avverso, e i contenuti di un bel lavoro di antropologia culturale per come rappresenta, tanto l'asprezza della vita pastorale (che tanto rimanda al "Padre padrone" dei fratelli Taviani), quanto le trasformazioni delle abitudini agro-pastorali che intervengono sull'isola con l'arrivo della modernità. I cambiamenti che percorrono la vita di Zuanne e quelli che investono la Sardegna sono legati al filo doppio, mentre le vicende di Giuseppino rappresentano per contrasto ciò che sarebbe pututo essere e non è stato della vita del ragazzo. Entrambi sono figli di pastori ed entrambi sono legati ad un autentico ed inevitabile destino. Ma mentre la vita di Zuanne subisce all'improvviso un brusco strappo causato dalla perdita del padre, quella di Giuseppino segue il naturale flusso del divenire storico. Mentre Zuanne si incattivisce e porta dentro di se le stimmate della profonda ingiustizia subita, Giuseppino segue passo passo il lento pecorso che ingloba l'isola al resto del paese investito dal miracolo economico. Così, mentre Zuanne arriva a rispondere con la vendetta a uno sgarro subito e quindi a fuggire sui monti e diventare un temuto brigante che uccide con la ferocia che gli deriva dall'essere diventato una preda a cui tutti danno la caccia, Giuseppino prima fa il meccanico e poi l'autista per un'industria americana che si è stanziata sull'isola. Zuanne è fuori dalla storia, non è dentro i cambiamenti che sta producendo e ciò accresce il suo senso d'isolamento, l'estraneità dai segni della modernità (l'arrivo dell'elettricità e delle industrie), la percezione che il suo stesso milieu gli si sta diventando sempre più ostile."Sonetàula" è un film rigorosamente figlio della terra sarda. L'uso del dialetto (quelli lugodorese e campidanese della parte nord-ovest e sud dell'isola), una fotografia pulita e dei movimenti di macchina dovutamente ligi al loro compito di seguire con discrezione e senza retorica gli stati emotivi di Zuanne, hanno il merito di restituirci tutta l'atavica bellezza della Sardegna, la purezza quasi verginale delle sue terre e del suo mare. Bravissimi gli "esordienti" Francesco Falchetto (Zuanne) e Serafino Spiggia (il nonno). Grande film, da vedere e da consigliare.
Commenti
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9 marzo 2010, 21:00 di graffiodiluna
Bellissimo questo film, l'ho visto due volte. I posti sono poetici, sembra di respirare l'odore del mare e del mirto...ho una discreta raccolta di film in lingua perchè il sardo non e un dialetto ma una lingua. Bella anche la tua opinione.
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11 marzo 2010, 21:34 di hallorann
Una curiosità: il grande non professionista che recita nei panni dello zio Giobatta è il bambino di "Banditi a Orgosolo" di De Seta.
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12 marzo 2010, 01:00 di Peppe Comune
Grazie per la curiosa chicca. Sempre utile. Saluti.
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