WALL-E - La recensione di FilmTv
La recensione di FilmTv
L’ultima meraviglia della Pixar si focalizza su un robot che per 700 anni, vivendo in completa e totale solitudine, accumula rifiuti guardando all’infinito Hello Dolly! di Gene Kelly. Un vero capolavoro
Fiaba apocalittica, musical fantascientifico, satira commovente, animazione iperrealista, tutto questo e altro ancora in WALL-E, l’ultima meravigliosa pellicola della Pixar e il loro capolavoro, capace di scalzare dal podio anche Monsters & Co. Protagonista è WALL-E, un piccolo robot che erige colossali cumuli di rifiuti, più alti dei grattacieli della città abbandonata dove ha vissuto ben 700 anni in solitudine. Trascorre i secoli collezionando oggetti e rivedendo una vecchia vhs di Hello, Dolly!, il musical di Gene Kelly del ’69. Si innamorerà di Eve, robot giunto dallo spazio, elegante e accessoriato come un iPod, tanto quanto lui è spigoloso e arrugginito come un vecchio PC assemblato. E poi c’è la postumanità, quasi invertebrata, che viaggia incosciente nell’infinito, ipnotizzata sulla propria poltrona, senza memoria della Terra e cieca persino all’ambiente che abita. Se il critico Anton Ego di Ratatouille era rinsecchito, come gli aridi giudizi di chi non trova più piacere in quel che assaggia, allo stesso modo gli obesi postumani di WALL-E hanno smarrito la capacità di giudizio in un’ipernutrizione d’immagini, omogeneizzate come i cibi semiliquidi che fagocitano. Non a caso è un antiquato robot, che ha imparato l’umanità da un vecchio musical, a portare la salvezza a questo inquietante futuro. Senza punti deboli la qualità della produzione: Roger Deakins (collaboratore abituale dei Coen) consulente alla fotografia, Thomas Newman firma la colonna sonora e Peter Gabriel la canzone di chiusura. Alla regia Andrew Stanton alterna registri narrativi, citazioni e atmosfere arpeggiando le corde emotive dal riso al pianto con perfezione quasi manipolatoria. Ma il coefficiente di difficoltà nel realizzare una fiaba toccante popolata di uomini grotteschi e macchine quasi mute, in ambienti sterili oppure coperti dai rifiuti era davvero altissimo. Tanto che i più piccoli ne saranno un po’ confusi, e forse gli preferiranno il consueto corto d’apertura, Presto, piccolo gioiello d’impossibile comicità slapstick, che vede protagonisti un prestigiatore e il suo coniglio. Alla Pixar ora non resta che affrontare una nuova sfida, il prossimo Up sarà infatti una pellicola in tre dimensioni: «Verso l’infinito e oltre!».
Commenti
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21 ottobre 2008, 09:31 di rafangy2000
attenzione!!! l'esempio che sto per fare è indecoroso, imparziale e senza storia o senza sfida, un incontro ad armi impari. li prendo a caso, un film italiano ed uno americano. nel primo caso parliamo di una commedia agro-amara, No Problem di V. Salemme, con attori veri una struttura comica trita e ritrita (la grammatica sconclusionata di Rubini) e un bambino che è un vero c.... una madre un po pazza, (ma che non si decide mai se esserlo veramente o no) cmq una storia che aconti fatti un po di tenerezza poteva strapparla, se non altro almeno per compassione. il secondo caso, un filmetto americano (dico filmetto perchè qui in Italia i film d'animazione li chiamano ancora Cartoni animati, quindi secondo loro riconducibili ad una bassa cultura) Wall-e ennesimo gioiello Pixar (nobel per la letteratura assicurato tra 10 anni) plasmato su un idea semplicissima che va dritta al cuore. non importa che i protagonisti siano solo dei robot che nulla hanno a che vedere con gli umani, ma capaci di farti commmuovere e sognare....potrei aggiungere molto e molto altro ancora, mi fermo qui sperando che questo commento non vada perso come una piccola molecola nello spazio profondo del talento Italiano nello sfornare cazzate.....
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21 ottobre 2008, 10:22 di rafangy2000
attenzione!!! l'esempio che sto per fare è indecoroso, imparziale e senza storia o senza sfida, un incontro ad armi impari. li prendo a caso, un film italiano ed uno americano. nel primo caso parliamo di una commedia agro-amara, No Problem di V. Salemme, con attori veri una struttura comica trita e ritrita (la grammatica sconclusionata di Rubini) e un bambino che è un vero c.... una madre un po pazza, (ma che non si decide mai se esserlo veramente o no) cmq una storia che aconti fatti un po di tenerezza poteva strapparla, se non altro almeno per compassione. il secondo caso, un filmetto americano (dico filmetto perchè qui in Italia i film d'animazione li chiamano ancora Cartoni animati, quindi secondo loro riconducibili ad una bassa cultura) Wall-e ennesimo gioiello Pixar (nobel per la letteratura assicurato tra 10 anni) plasmato su un idea semplicissima che va dritta al cuore. non importa che i protagonisti siano solo dei robot che nulla hanno a che vedere con gli umani, ma capaci di farti commmuovere e sognare....potrei aggiungere molto e molto altro ancora, mi fermo qui sperando che questo commento non vada perso come una piccola molecola nello spazio profondo del talento Italiano nello sfornare cazzate.....
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17 marzo 2009, 13:53 di kubritch
CARI CRITICI, CI RIUSCITE A STACCARVI DALLE OPINIONI CHE ARRIVANO DA OLTRE OCEANO? CE LA FATE AD AVERE UN'AUTONOMIA DI PENSIERO E STACCARVI DALLA STAMPA AMERICANA GIUDICATA LIBERAL DEMOCRATICA SOFISTICATA? CI RIUSCITE A NON SUGGERE DALLA MAMMELLA DELLE GRANDI MULTINAZIONALI DELL'INTRATTENIMENTO? CI RIUSCITE A NON FARVI ABBAGLIARE DAL LUCCICHIO E DAI FUOCHI D'ARTIFICIO COME GLI ZOMBIES DI UN ALTRO FILM? CE LA FATE A NON AVERE UN'IDEA CONVENZIONALE DELL'ESSERE BAMBINI? CE LA FATE A NON FARE DISTINZIONI TRA FILM PER BAMBINI E FILM PER ADULTI? CE LA FATE A DISTINGUERE EMULAZIONE DA IMITAZIONE, COPIA DA ISPIRAZIONE? WALL-E LA DICE LUNGA SULLA CRISI DELLE IDEE DELL'INDUSTRIA DELL'INTRATTENIMENTO MADE IN USA. SE DEVO DISEGNARE UN ROBOT SIMPATICO E TENERO COSA FACCIO? MICA MI METTO A TROVARE UN'IDEA ORIGINALE, NO, VADO SUL SICURO: E.T. SE DEVO TROVARE UN ANTAGONISTA ROBOT ALLORA PRENDO HAL9000 E LO RENDO MENO STATICO. E TUTTI I CRITICI FANNO OH! OSSIA ABBOCCANO ALL'AMO. CHE CAPOLAVORO! CITA I GENI DEL PASSATO. UNA REAZIONE PREVEDIBILE IN QUALUNQUE STUDIO DI MARKETING. IO VOGLIO SFUGGIRE ALLE STATISTICHE. TUTTO IL RESTO DEL RACCONTO SEGUE UNA STRUTTURA STANDARD DI SUCCESSO. SOLO NELLA PRIMA PARTE DI WALL-E SI TROVA QUALCHE IDEA TRASGRESSIVA. MA SOTTO CI HANNO MESSO UN BEL MATERASSO. IL FILM E' STATO ADATTATO CHIARAMENTE AD UNA CERTA IDEA DELL'INFANZIA DEGLI ADULTI E PRODOTTO NEL RISPETTO DI STATISTICHE DI MERCATO. IL TUTTO, POI, PER BILANCIARE LA PUZZA DI MERCATO E DI CONVENZIONALITA' E' STATO AVVOLTO IN UNA FASULLA DIMENSIONE DI IMPEGNO CIVILE. COSI' ANDIAMO ALLA ROVINA. HO LETTO L'ARTICOLO DI ROBERTO VITTORI, IN FILM TV N.10 PAG. 49, BEH, DI TUTTO SI PARLA TRANNE DEL FILM IN SE PER SE. DICIAMO CHE L'ASTRONAUTA PRENDE A PRETESTO IL FILM PER CHIEDERE SOLDI PER L'AGENZIE SPAZIALI.
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4 aprile 2009, 02:02 di Inside man
Un'ottima recensione questa di Fornasiero, su cui concordo in pieno.
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