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Opinione di bradipo68 su Miracolo a Sant'Anna





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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04/01/2010 voto al film: voto mediocre

Sul film

La S.Anna del titolo è S.Anna di Stazzema teatro di un orrendo eccidio nazista(soprattutto donne ,vecchi e bambini) sul finire della guerra.Il motivo del contendere ideologico tra Lee e le orfanizzazioni dei partigiani sono alcune frasi oggettivamente superficiali del cineasta americano e il voler giustificare quella strage come una rappresaglia alla mancata consegna di un capo partigiano.E ho ancora nelle orecchie quello che hanno detto durante varie interviste i pochi reduci di quella strage,la descrizione di quello che successe quel giorno,di quell'odioso crimine perpetrato contro l'umanità.Ora fatta la tara a tutte le polemiche ideologiche che hanno investito il film(polemiche ad arte che hanno fatto aumentare gli incassi?) il problema di questo ultimo film di Spike Lee non è quello che dice ma come lo dice.Lee ci racconta di un esercito americano in cui la brigata dei Buffalo Soldiers è composta da neri trattati più o meno come carne da cannone,di ufficiali bianchi che in divisa americana continuano e perseverano nel loro razzismo bieco,di una popolazione italiana molto incline al folklore(vedi il personaggio veramente troppo emancipato della Cervi o quello del fascista di Antonutti o quello del partigiano di Favino) e di nazisti in cui si insinua almeno il dubbio se quello che stanno facendo sia giusto o meno.Discutibile certo ma non la vedrei come una rivalutazione dei nazisti(la massima parte sanguinari e fuori controllo) e una rilettura ideologica pansiana della resistenza.Pur se aleggia minacciosa la figura di un partigiano traditore.L'orribile strage,ingiustificata,sta lì a dimostrarlo.Non c' motivazione che tenga.Il problema è che questo war movie pur nella sua durata fluviale(due ore e quaranta circa) mai appassiona,è retorico e ridondante di inutili rivendicazioni ideologiche(Spike Lee finisce sempre per parlare del suo tema preferito,ossia la diatriba tra neri e bianchi anche se in terra straniera),i personaggi principali non hanno sufficiente fascino a tenere alto l'interesse e anche la svolta miracolistica suona fasulla come una moneta da tre euro.L'Italia nella fase bellica la stentiamo a riconoscere,è lasciata sullo sfondo,il disegno dei personaggi che fa da contorno ai protagonisti è confuso e non sempre convincente.Il qualunquismo la fa da padrone assieme al melodramma di grana grossa che al confronto fa apparire John Wayne come un fine politologo di destra.E poi fa macchia quel finale che giustifica l'incipit nell'ufficio postale negli anni 80 in cui un mite impiegato uccide a sangue freddo con una pistola tedesca(e nel film si vede anche chi gli ha dato quella pistola) un italoamericano(che scopriremo partigiano traditore).Una passeggiata sulla spiaggia di sabbia finissima delle Bahamas a ritrovare quella capoccia di marmo fiorentino....Quando è troppo è troppo.....

Sulla regia di Spike Lee

sopra le righe

Sull'interpretazione di John Turturro

poco più di un cameo

Sull'interpretazione di James Gandolfini

breve apparizione

Sull'interpretazione di D.B. Sweeney

a stento lo riconoscevo

Sull'interpretazione di Derek Luke

insomma

Sull'interpretazione di Laz Alonso

non irresistibile

Sull'interpretazione di Michael Ealy

mediocre

Sull'interpretazione di Walton Goggins

insomma

Sull'interpretazione di Robert John Burke

funziona

Sull'interpretazione di Malcolm Goodwin

boh

Sull'interpretazione di Omar Benson Miller

il gigante,faccia stranissima,inutilmente melodrammatico

Sull'interpretazione di Valentina Cervi

toppo spigliata per essere donna negli anni 40


SI

Commenti

  • 4 gennaio 2010, 01:41 di mm40

    Che succede, con l'anno nuovo ci scambiamo i ruoli? Ora sei tu l'incontentabile e io quello che cerca di rattoppare... eheh... Alcune cose che dici le condivido (es. la polemica sul razzismo, lievemente superflua ALMENO in questo film), in particolare credo che il punto critico cardine per entrambi sia la rappresentazione della nostra guerra civile (in fondo quella era, per l'Italia di quei giorni) da parte di uno statunitense: semplicemente un abbozzo, un quadretto, lontanissima dai film italiani sull'argomento. Però non ci vedo così tanto di superfluo e fasullo: le storie messe in scena da Lee (almeno l'ultimo Lee) sono sempre appassionanti, sicuramente la dote di narratore non gli manca. L'apertura pretestuosa per la chiusura dai lacrimoni facili? Eppure la logica c'è e la storia funziona...

    cancella commento cancella commento e blacklista mm40
  • 4 gennaio 2010, 11:12 di bradipo68

    ti dirò che l'incipit è stato un discreto colpo al cuore,secco e diretto.Il finale un colpo decisamente basso.A parte la messa in scena di una guerra civile di cui non sono stati colti gli aspetti a mio parere principali,questo film non mi sembra un suo film.E te lo dice uno che adora alla follia Spike Lee.In altri frangenti l'ho trovato anche eccessivo,qui lo trovo pretestuoso,senza misura.Quando riesce a trovare la misura Lee ci regala comunque grande cinema.A mio parere non è questo il caso,le sequenze prese singolarmente sono eccellenti,l'insieme a mio parere è molto meno eccellente.E'sempre un piacere disquisire con te..Al prossimo commento.Ciao Miguel!

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  • 4 gennaio 2010, 11:15 di bradipo68

    ti dirò che l'incipit è stato un discreto colpo al cuore,secco e diretto.Il finale un colpo decisamente basso.A parte la messa in scena di una guerra civile di cui non sono stati colti gli aspetti a mio parere principali,questo film non mi sembra un suo film.E te lo dice uno che adora alla follia Spike Lee.In altri frangenti l'ho trovato anche eccessivo,qui lo trovo pretestuoso,senza misura.Quando riesce a trovare la misura Lee ci regala comunque grande cinema.A mio parere non è questo il caso,le sequenze prese singolarmente sono eccellenti,l'insieme a mio parere è molto meno eccellente.E'sempre un piacere disquisire con te..Al prossimo commento.Ciao Miguel!

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