Miracolo a Sant'Anna - La recensione di FilmTv
Con John Turturro, James Gandolfini, D.B. Sweeney, Derek Luke, Laz Alonso, Michael Ealy, Walton Goggins, Robert John Burke, Malcolm Goodwin, Omar Benson Miller, Valentina Cervi
La recensione di FilmTv
Lee non racconta ma pontifica, dimenticando la lezione rosselliniana e avvicinandosi alla retorica del Rev. Farrakhan
«È nato nu criaturo niro niro»: niente più della Tammurriata nera rievoca l’epifania del colore portata dai soldati afroamericani in Italia. Miracolo a Sant’Anna ritorna sul sacrificio dei Buffalo Soldiers - soldati statunitensi che venivano definiti dai razzisti «Eleanor Roosevelt’s Niggers» - e alle vittime dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema nel quale 560 civili furono trucidati dai nazisti. Il problema è che nell’ultimo cinema di Spike Lee le sfumature risultano assorbite da una vocazione all’esemplarità priva di dialettica. Lee non racconta (più) ma pontifica, affermando così il principio base del suo cinema: è lui la voce dell’esperienza afroamericana. Ma chi meglio di Lee dovrebbe sapere che le cose non sono mai solo “bianche” o “nere”? Purtroppo Miracolo a Sant’Anna non diventa mai racconto filmico, limitandosi a illustrare un teorema ideologico. Non che manchino motivi d’interesse: un Pierfrancesco Favino di sofferta intensità; la faccia di Massimo Sarchielli; Walton Goggins redneck codardo; Turturro. Poco, però, per reggere le enormi ambizioni del film. Senza contare un misticismo dolciastro che conduce a un epilogo sconcertante. Davvero imperdonabile, poi, da parte di un regista che si è sempre scagliato contro gli stereotipi riguardanti gli afroamericani, la banalità del rapporto tra un “Marcellino pane e vino” scampato alla morte e un “gigante di cioccolata” superstizioso al quale il bimbo chiede una banana (!) appena lo vede. Spike polemizza inutilmente con John Wayne quale simbolo della rappresentazione monocromatica della guerra: i suoi soldati non valgono l’immenso Woody Strode de I dannati e gli eroi di John Ford. Così, mentre Obama invita gli Usa a mettersi alle spalle il colore reinventando l’utopia roosveltiana, Spike ricicla un approccio degno della retorica del reverendo Farrakhan. Utile dunque rivedere Paisà: nel dialogo tra Dots M. Johnson e Alfonsino Pasca, Roberto Rossellini aveva già messo tutto quello che avrebbe dovuto essere Miracolo a Sant’Anna.
Commenti
-
10 settembre 2009, 16:22 di kubritch
Lo storico Giovanni De Luna lamenta una narrazione stereotipata. Si tratta di una strage efferata le cui ragioni di fondo restano incomprensibili per gli studiosi; un buco nero della ragione che potrebbe essere colmato solo da una sensibilità poetica che non si trova in questo film. Lo storico fa il paragone con "La notte di San Lorenzo" dei Taviani. Gli americani pensano per stereotipi.
cancella commento cancella commento e blacklista kubritch -
11 dicembre 2009, 07:49 di lazar
grande film, ne esce fuori un'umanita e una sensibilità di alto livello, rappresenta l'eesenza dell'uomo di fronte alla guerra.
cancella commento cancella commento e blacklista lazar
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra




