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Opinione di Mathiasparrow su Control





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2009-04-19 15:27:41 voto al film: voto buono

Sul film

Il punk concede al cinema i propri uomini-simbolo, delle figure semidimenticate che si sono portate dentro un mare di sofferenza prima di terminare prematuramente vita e carriera. Corbijn può affermare di conoscere bene Ian Curtis: non lo dimostra ricostruendone minuziosamente la vita ma impostando il film all’insegna dell’afflizione che ha accompagnato il leader dei Joy Division per gran parte della sua breve esistenza. Nonostante farmaci, droghe, donne e tutti i “peccati” del giovane, l’unica vera malattia che egli non riesce a curare è il tormento dovuto alla consapevolezza del non sapere, non potere, non essere in grado di capire: un malanno profondo e radicato, contratto troppo velocemente. Un morbo che ha contribuito a contrassegnare la sua musica ma ci ha anche privato di essa troppo presto. La discrezione dei piani sequenza unita ad inquadrature accuratamente preparate costituiscono la giusta combinazione per svelare pian piano l’intimità di Curtis e i suoi segreti, ma l’intensità del film è soprattutto merito delle sfumature grigie della pellicola: gli unici colori possibili per tingere le solitarie meditazioni del cantante ed i suoi occhi colmi di passione. Un’opera sorprendentemente matura, nonostante sia firmata da un esordiente.

Sulla trama

la vita dietro le quinte di un ragazzo dimenticato troppo in fretta.

Sulla regia di Anton Corbijn

ottimo esordio.

Sull'interpretazione di Harry Treadaway

se la cava alla grande

Sull'interpretazione di James Anthony Pearson

bravo

Sull'interpretazione di Craig Parkinson

fa il suo dovere

Sull'interpretazione di Toby Kebbell

bravissimo

Sull'interpretazione di Joe Anderson

buona prova

Sull'interpretazione di Alexandra Maria Lara

buona prova

Sull'interpretazione di Samantha Morton

brava

Sull'interpretazione di Sam Riley

uno Ian Curtis credibilissimo. Eccellente.

Sulla colonna sonora

magnifica, naturalmente.


SI

Commenti

  • 20 aprile 2009, 14:56 di Daskabinett

    Non è dimenticato, forse è poco conosciuto e questo film (che a me è piaciuto poco) ha contribuito, speriamo, a farlo conoscere un po' più. Chi entra nel suo mondo e in quello dei Joy Division non può più scordarli. D'accordo con te che il suo male era più grande: come dice la moglie nella biografia, da cui il film è tratto, i malati di epilessia hanno una tendenza al suicidio di circa 5 volte maggiore rispetto al normale, ma leggendo i suoi testi, musicali e non, si capisce che il suo tormento tu era dovuto o, come dici tu, nel non essere in grado di non capire, o forse nel capire troppo bene... Bravissimo Sam Riley (tra l'altro difficile rendere il modo di muoversi di Curtis sul palco!).

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  • 20 aprile 2009, 14:57 di Daskabinett

    scusate i refusi.. "si capisce che il suo tormento era dovuto o, come dici tu, nel non essere in grado di capire, o forse nel capire troppo bene..."

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  • 20 aprile 2009, 23:45 di Mathiasparrow

    speriamo tu abbia ragione quando dici che non è dimenticato... Mi dispiace che il film ti sia piaciuto poco però vedo ugualmente che Curtis e il suo gruppo ti stanno a cuore, e in fondo è questo che conta :-)

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  • 21 aprile 2009, 14:58 di Daskabinett

    Ah certo, il film non mi è piaciuto ma pazienza, questione di gusti; i JD li ascolto da quando avevo circa 14 anni ed è uno dei miei gruppi preferiti. I testi di Curtis, (se hai il libro "Cosi Vicino Cosi Lontano" - che titolo stupidamente fuorviante - di Deborah Curtis, ed. Giunti presenta sono molti bellissimi indediti) secondo me dovrebbero essere insegnati all'università come poesia contemporanea, come fanno con Paolo Conte alla Sorbona.

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  • 21 aprile 2009, 21:41 di Mathiasparrow

    il libro non lo conosco (grazie per la segnalazione) però i testi ho cominciato a leggerli e impararli da quando ho scoperto i JD e in effetti sono impressionanti...

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  • 11 agosto 2010, 13:45 di papamama

    Ma cosa c'entra il "punk" con i Joy Division ?

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  • 12 agosto 2010, 11:50 di Mathiasparrow

    a quanto avevo letto all'epoca in cui approfondii i Joy Division, la loro musica rientra nel sottogenere dark-punk. Tra le varie fonti che consultai qualcuna affermava invece che si tratta di gothic rock. Purtroppo di musica non me ne intendo così tanto da poter affermare qualcosa di più, ma i testi di Curtis e lo stile della sua band effettivamente hanno senz'altro elementi in comune col punk delle origini, inteso come quello dei Sex Pistols, Clash, ecc.

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  • 12 agosto 2010, 12:06 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Non è esatto ciò che scrivi, Mathias - note più precise puoi trovare su "Onda Rock" o "Scaruffi". ciao.

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  • 12 agosto 2010, 12:27 di superficie 213

    New wave....post-punk

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  • 12 agosto 2010, 12:40 di Daskabinett

    Be', papamama, i Joy Division nascono come Warsaw come gruppo punk negli anni in cui questo era all'apice; poi, per il biennio'79-'80, che poi è quello in cui siconclude la loro breve storia, è più corretto dire post-punk, come giustamente rimarca superficie213.

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  • 12 agosto 2010, 15:37 di Mathiasparrow

    Ho seguito le segnalazioni di Marcello. Gli esaurienti articoli su Onda Rock e Scaruffi affermano che i JD nascono in pieno clima post-punk e la loro musica si staccherà in parte dai modelli di riferimento (Sex Pistols, Buzzcocks) per andare a costituire un sound che porrà le basi della corrente dark-wave. Nelle recensioni sui loro album viene frequentemente usato il termine "gotico" e si ribadisce più volte che la loro musica appartiene a gothic rock e dark punk; sotto quest'ultimo genere i suddetti album sono anche classificati. Inoltre, la band di Manchester porrà le basi del synth-pop, il quale sarebbe esploso poco più tardi. Insomma, per classificarli bisogna effettivamente stare attenti perchè nascono e crescono all'interno di un clima in evoluzione, adottano un determinato genere, se ne allontanano formandone un altro e influenzandone poi un terzo... a conti fatti appare indubbiamente corretto affermare, come Superficie e Dask, che Curtis e soci rientrano nel post-punk, ma dopo aver saputo tutto questo inviterei gli interessati ad approfondire oltre il semplice genere d'appartenenza, perchè una semplice classificazione non rende l'idea nè della particolarità del loro stile nè di quanto effettivamente siano stati rilevanti nella storia della musica... grazie a tutti per i commenti

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  • 13 agosto 2010, 01:57 di superficie 213

    I Joy Division non sono appartenenti ad un vero genere musiacle. Fanno parte di una corrente musicale - principalmente attiva dal 1977 fino al 1983 - che spezzava i canoni dei "dinosauri" del rock - anche grazie all'avvento negli anni precedenti del punk - , la cosidetta New Wave che andava da Patti Smith fino ai Bauhuas passando per i Pere Ubu, Talking Heads , Wire ,Tuxedomoon , Virgin prunes e tanti altri... I generi avevano ben poca importanza.

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  • 13 agosto 2010, 10:14 di Daskabinett

    E' vero - e come tanti di quei gruppi (penso anche a Siouxsie and the Banshees o ai Cure) venivano direttamente dal punk e almeno nei loro album d'esordio le tracce se ne sentivano eccome, pur con la nuova sensibilità.

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  • 13 agosto 2010, 10:36 di Mathiasparrow

    utilissime precisazioni, grazie ancora a Superficie e Dask

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  • 9 febbraio 2011, 22:54 di silvia25

    Mathias .. ho visto anche io il film!poi scrivo un'opinione.. ah joe anderson era anche in ACROSS THE UNIVERSE a mio parere più talentuoso degli altri!:)ciao..

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  • 21 febbraio 2011, 23:33 di Mathiasparrow

    ciao Silvia, e buona visione ;)

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  • 25 febbraio 2011, 20:42 di Florian Klose

    Quella di Candidate è la versione più bella che abbia mai visto, anche se naturalmente non è originale, tanto di cappello...

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