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La seconda volta non si scorda mai - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Andrea Giorgi

Alessandro Siani imita Massimo Troisi ma siamo lontani anni luce. I soliti doppisensi e Eli sprecata

Ricomincia da due, Alessandro Siani, caratterista sia in Tv che nei cinepanettoni dell’ultima infornata, mattatore della napoletanità verace. Dopo l’esordio con Ti lascio perché ti amo troppo, accolto con significative pacche sulle spalle, l’attore-autore torna quasi da star, forte di un lancio in grande stile e con Elisabetta Canalis special guest, però più accollata che altrove. Produce ancora Mauro Berardi, che all’epoca aveva patrocinato i primi memorabili passi nel cinema di Massimo Troisi. Peccato che la commediola corra sui binari della fragile prevedibilità e che serva da palcoscenico al protagonista per emulare, quasi imitare, riti, miti e tic del grande Massimo. La (solita) storia è un triangolo: tra due trentenni vorrei ma non posso, c’è già un avvocato, che peraltro mostra la misura e il carisma di Enzo De Caro (non a caso). I due ragazzi barcollano ma non mollano. Lui, come da repertorio, è timido, impacciato, semplice, sognatore e lei ha già una figlia e sogna il posto fisso, anche nei sentimenti. Siccome a metà la liaison ha esaurito gli argomenti, largo agli sketch. Tra l’altro vedrete: il grande classico del pranzo in cui il giovane alla buona si attovaglia con i ricchi snob, zio prelato compreso e a seguire, doppi sensi puerili, serviti caldi, con una coppia di carabinieri che lo scambia per maniaco sessuale: invece lui parlava del suo pupazzetto portafortuna.


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