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Solo un bacio - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Silvia Colombo

Spruzzatine alla Allen ed echi rohmeriani, ma il gioco risulta freddo e la Ledoyen imbarazzata

Nessun bacio è innocente, nessun bacio è privo di conseguenze: un bacio – anche quello più lieve – può portare sofferenza, solitudine e inganno. Questo è il risultato del teorema sentimentale messo in scena da Emmanuel Mouret (Cambio d’indirizzo): Gabriel ed Emilie si incontrano per caso e quando lui le chiede un bacio, lei rifiuta. Per spiegare i motivi del suo “no”, Emilie racconta la storia dei suoi amici Nicolas e Judith e di cosa ha comportato il loro primo bacio, dato per gioco. Un film che sembra fatto apposta per dimostrare quanto possa essere raffinata la commedia d’Oltralpe: i personaggi filosofeggiano sull’amore e sul caso, l’intreccio sentimentale è un balletto dai passi precisi e automatici, la messa in scena - tutta giocata sui toni del beige e del bianco - è accurata, sobria, impeccabile. O semplicemente perfettina? Per la cinematografia di Mouret si sono scomodati i nomi di Woody Allen e Rohmer, e forse c’è qualcosa di alleniano, tra l’arguzia dei dialoghi e la malinconia del finale. Ma il minuetto amoroso della giovane borghesia parigina è un gioco freddo, dove ritroviamo una Virginie Ledoyen molto signora, tutta camicette di seta e smorfiette imbarazzate.


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