Oxford Murders - Teorema di un delitto - La recensione di FilmTv
Con Elijah Wood, John Hurt, Leonor Watling, Julie Cox, Burn Gorman, Anna Massey, Jim Carter, Alan David, Dominique Pinon, Tim Wallers
La recensione di FilmTv
Giochino metalinguistico le cui sottigliezze non sono adeguate al passo guascone di De la Iglesia
I conti non tornano proprio. Oxford Murders mette in scena la presunta scienza esatta della detection come un teorema che si scontra con l’inafferrabilità della verità. Il film è una variazione del classico mystery britannico che esplicitando la struttura matematica di questo tipo di intrighi narrativi tenta di radiografare – niente di meno – le articolazioni che le rendono possibili. Giochino metalinguistico dunque, le cui sottigliezze non sono adeguate al passo guascone e sfacciatamente cialtrone del miglior De la Iglesia. Ostacolato da una sceneggiatura che declama con saccente compiacimento assiomi e paradossi logici, costellato di personaggi che si affannano a spiegare ciò che sta accadendo sullo schermo, non privo di inutili eleganze formali, Oxford Murders si compiace del proprio sfoggio intellettuale mettendo a dura prova la resistenza dello spettatore che volge il proprio pensiero a Morfeo piuttosto che a Fibonacci. Che il tutto si riveli ben poca cosa è scontato come può esserlo un film che cita Wittgenstein per legittimarsi, limitandosi però a una lettura a dir poco superficiale del Tractatus. Si segnano all’attivo del film la sola partecipazione di Alex Cox e la prorompente fisicità di Leonor Watling, bellezza decisamente non britannica. Per il resto, piuttosto che muertos de risa, muertos de noia.
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