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L'ultima missione - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Cristina Borsatti

Chiusura del cerchio di un’affascinante trilogia in cui Daniel Auteuil è ancora una volta magnifico

Daniel Auteuil torna sulle strade di 36 - Quai des Orfèvres, diretto ancora da Olivier Marchal, che con MR 73, da noi L’ultima missione, porta a compimento un’ideale trilogia della solitudine iniziata nel 2002 con I gangsters. Crepuscolare come i precedenti, meno attento al ritmo e agli ingranaggi del racconto, quest’ultimo capitolo ha più di un pregio e un solo difetto. Un serial killer insanguina le strade di Marsiglia e un poliziotto alla deriva conduce l’indagine tra fantasmi del passato e colleghi corrotti. Archetipi da poliziottesco francese, ambienti tetri e piovosi che rimandano all’interiorità del personaggio. Certo, il poliziotto fallito sarà anche un cliché, ma l’anti-eroe interpretato da Auteuil è ancora una volta magnifico. Cupo e disperato, dannatamente corretto fino alle estreme conseguenze. Ex poliziotto, Marchal conosce bene il mondo che va raccontando e la sua macchina da presa vi si aggira con trasporto. E il difetto allora? Il coinvolgimento è tale da tradursi in eccesso. E alla fine la parola d’ordine è troppo. Troppo personale, troppo disperato. Troppe le trame, parallele e non sviluppate. Ne sarebbe bastata una sola, probabilmente ci avrebbe straziato il cuore.


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