Lezione 21 (2008)
Con John Hurt, Natalia Tena, Joseph Mawle, Noah Taylor, Leonor Watling, Michael Jibson, Clive Russell, James Payton, Mimoun Oaïssa, Rasmus Hardiker
La trama
Il professor Mondrian Killroy è un universitario inglese eccentrico e geniale. Adorato dai suoi studenti, ha tenuto per anni dei corsi fuori dal comune, tra cui la famosa Lezione 21, interamente dedicata alla genesi della Nona sinfonia di Beethoven, che ha profondamente segnato le giovani menti. Ma ora Killroy è scomparso e soltanto Marta, una studentessa da lui molto stimata, sa dove si trova. La ragazza vuole sentire un’ultima volta dalla sua bocca questa straordinaria Lezione 21.
Come in Jumper, ci troviamo catapultati dalle bianche nevi del Trentino (portati per mano dal violinista Noah Taylor di Shine), alla Vienna del 1824, dove incipriati parrucconi vengono intervistati a proposito di Rossini e Beethoven. Ci vogliono una trentina di minuti per accettare la compresenza di così tanti narratori, la prima immagine per amarne l’affascinante visionarietà.
La recensione di FilmTv
Di Cristina Borsatti - FilmTV n. 42/2008
Esordio nella regia di Alessandro Baricco sotto il segno di Ludwig van Beethoven. Un’opera visionaria
L'opinione più votata
Di Neve Che Vola scritta il 21/01/2010 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Nelle parole dello stesso Baricco, alla Nona accadde "un pò quello che è successo alla Gioconda, al Partenone, per fatti alle volte aleatori, alle volte di carattere politico, alle volte sono più di scontro culturale fra sette diverse, e poi assurta a monumento di proporzione immane e l'effettiva bellezza, o il valore, o l'equilibrio conta poi abbastanza poco perchè a questo punto è assai più rilevante il suo significato".
"Questo significa che sia stata sovrastimata? Non lo so, il professore nel film ogni tanto lo dice"..."E allora vai a capire veramente cos'è successo..."
Baricco sembra lui stesso incerto, ma il film mi sembra essere molto a favore di questa ipotesi di sopravvalutazione. Si batte molto sul tasto del "fuori moda", sarebbe stato questo a scatenare la volontà di Beethoven di riscattarsi con un'opera tesa più che altro a stupire. Ma non credo che Baricco abbia voluto parlare della Nona, quanto tratteggiare attraverso la sua storia una specie di critica - mi baso su quanto ho capito del libro "I barbari" - dell'atteggiamento cristallizzato di una fetta della società che si rifà a valori e morale di un ben individuabile gruppo di persone (chiamale sette, gruppi, tendenze). Secondo Baricco, in detto libro, saremmo forse ora di fronte ad una mutazione, quale quelle causate dall'incontro di una civiltà già cristallizzata con un gruppo "barbaro" appunto. La faccio breve perchè oltretutto - secondo me - l'idea di Baricco è appena tratteggiata, lui stesso mi pare considerarla semplice ipotesi e neppure esprimerla con chiarezza. Oggi, insomma, saremmo di fronte ad una mutazione, i nuovi barbari sarebbero i giovani dei quali con troppa furia - chi lo sa? - condanniamo l'operato rifacendoci inconsciamente a modelli decisi per noi da altri (appunto i gruppetti che hanno deciso, per esempio, il destino della Nona). Interroghiamoci su noi stessi, ci ammonisce Baricco, prima di crederci tanto superiori a chi al nostro occhio "viziato" dalla tradizione appare come "barbaro". Se un ragazzo - dice Baricco - ci appare superficiale nel saltare da un argomento ad un altro senza approfondire nulla - e chi non ha mai rimproverato l'apparente superficialità del proprio figlio quando scrive al computer, legge un libro, chatta, ascolta un brano tutto allo stesso tempo, richiamandolo agli antichi valori? - potrebbe essere un nuovo modo di conoscere in cui la velocità sostituisce la profondità , in cui colui che conosce è simile al surfista che saltando da un'onda ad un'altra traccia una traiettoria (e proprio in tale traiettoria, nel disegno finale di tante superficiali traiettorie se ho ben capito, sta l'arcano disegno dei mutanti) e non al minatore che scava scava per arrivare in profondità; questa della profondità - secondo Baricco - sarebbe un'idea introdotta quando alla nobiltà subentrò la borghesia etc etc. ESPANDI +
- negative [11]
- sufficienti [3]
- positive [12]
- leggi tutte le opinioni
16 maggio 2012 Opinione di negro su "Lezione 21"
Riuscire a mantenere alto l'interesse lungo tutta la durata del film di una trama breve e che in realtà risulta essere un monologo corale, non è da tutti. Se tutto questo viene raggiunto quasi per magia attraverso il buon gusto e una sottile ironia, il giudizzio non può che essere positivo.
voto al film: 
3 giugno 2011 Opinione di tontolo su "Lezione 21"
Un altro nemico di Beethoven in missione segreta! Un'ora e mezza di frizzi&lazzi per svelarci un grande segreto contenuto nella nona sinfonia del Maestro. Ma dopo avere pazientemente atteso la rivelazione, si scopre che è qualcosa nota a tutti gli appassionati di musica e lungamente spiegata da tutti i maggiori critici degli ultimi cent'anni.
voto al film: 
16 settembre 2010 Opinione di terresimo su "Lezione 21"
Quattro pattinatori neri hanno una bara in spalla. Qual'è la verità nella storia? Cosa viene tramandato dai vincitori? Cosa viene detto e cosa smentito? Il genio può essere vecchio, manierato, creato? Quattro pattinatori scorrono al suono di una musica bellissima. Le note si tramandono sui pentagrammi, le storie sulle parole.
voto al film: 
15 giugno 2010 Opinione di ed wood su "Lezione 21"
Favoloso! Difficile non esaltarsi di fronte a tanta ricchezza immaginifica e leggerezza poetica. Grande lezione di revisionismo storico-musicale, di mockumentary, di umorismo, di fantasia, di sovrapposizione polinarrativa. E di cinema, in definitiva. Per trovare immagini, sguardi, visioni, progressioni, accostamenti, ritmi, montaggi così liberi, così alieni, così lontani da ogni forma di omologazione audio-visiva, bisogna ricorrere ad Herzog, al compianto...
voto al film: 
6 marzo 2010 Opinione di emmepi8 su "Lezione 21"
Debutto agognato e voluto fortissimamente da Baricco, grande affabulatore, e scrittore più curioso o trend, che di successo. Che amasse il cinema era evidente in ogni sua esibizione, ma contatti diretti non li aveva avuto, se non prestando due sue opera a Tornatore e a François Girard, il primo con ottimi risultati il secondo meno che trascurabile. Qui Baricco si avventura anche nel cinema con il suo stile arabesco, ed intesse ricami , una serie di piani diversi,...
voto al film: 
18 febbraio 2010 Opinione di bradipo68 su "Lezione 21"
Baricco esordisce con un film difficile ,letterario che si pone idealmente come punto di raccordo tra il decoro formale (e la freddezza,non solo delle ambietazioni) di Greenaway,l'imponente apparato visivo di Fellini(diciamo quello soprattutto di Casanova) e la visionarietà pop del primo Ken Russell(quello di fine anni 60 e inizi anni 70).Il tutto inframezzato da finte interviste come in Zelig di Allen.In più la suggestione della parola,un racconto polifonico in cui ci si...
voto al film: 
21 gennaio 2010 Opinione di Neve Che Vola su "Lezione 21"
Indiscutibilmente Baricco è un uomo di grande intelligenza, anche al cinema mi sembra aver svolto un egregio lavoro sebbene non abbia capito esattamente dove volesse arrivare (non so neppure io perchè il film, se non piaciuto, non mi sia "dispiaciuto"). Aiutandomi con quello che ho letto nel suo libro "I barbari", arguisco che abbia inteso tracciare anche qui il disegno che secondo lui individuerebbe una mutazione attualmente in atto. Nelle parole dello stesso Baricco, alla...
voto al film: 
23 giugno 2009 Opinione di Digei su "Lezione 21"
Chi è Barricco?? La prima volta che ho letto un suo libro "Oceano Mare"con la sua galleria di strambi personaggi ho subito pensato a Dickens ,personaggi tagliati con l'accetta ,galleria di burattini che compiono azioni per il gusto d'inscenare le stramberie più assurde ....."Lezione Ventuno" ci ripropone tutto questo con la differenza che se Dickens riusciva ad emozionare qui non c'è la benchè minima emozione... ,,,Barricco che fa ,distrugge la nona di Beethoven perchè incapace di...
voto al film: 
15 giugno 2009 Opinione di riorob su "Lezione 21"
La prima volta che ho letto Baricco il mio modo di vedere le cose è cambiato. C'è un prima di Baricco e dopo di Baricco. Ed ora è diventato regista. Ed ha fatto un passo importante. Ed il passo è stato quello che mi aspettavo. Un film post-felliniano. Alla Greenway. Con la neve protagonista. Con personaggi superbi, particolari e poco ingombranti. Con tutto quello che c'è nei sogni ma che volendo ci potrebbe essere nella vita. Lezione ventuno è una lezione per sminuire la nona sinfonia...
voto al film: 
21 aprile 2009 Opinione di almodovariana su "Lezione 21"
Fa pensare a un Greenway e anche all'Amadeus di Milos Forman quest'opera prima di Baricco, lo scrittore. Visivamente perfetto ed emozionante, consente allo spettatore di "godere" la sinfonia, fatta di suoni ed emozioni, attraverso l'immagine. Gustosi gli intermezzi a mezzobusto di personaggi contemporanei al Maestro con tanto di parrucche e trucco!
voto al film: 
- negative [11]
- sufficienti [3]
- positive [12]
- leggi tutte le opinioni




























