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Sfiorarsi - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Aldo Fittante

Una commedia girata e ambientata a Roma ma molto “parigina”. Sensuale e unica la Carnelutti

Più piccolo di così... sarebbe stato un corto, ma Angelo Orlando, spogliato della sua programmatica e spesso fastidiosa timidezza, questa volta centra il bersaglio. Si veste da fotografo, si circonda di simpatiche fanciulle (possibilmente giovanissime e carine), tenta di (s)fuggire dalla stucchevole romanità di certi ambienti di cinema e dintorni e punta quasi tutto su Valentina Carnelutti, sua ex nella vita vera, e qui donna fatale che lo costringerà addirittura a Parigi, in un finale intenso e molto “francese”. I meriti dell’operina (uscito finora solo a Roma dopo due anni di anticamera: nel 2006 era nel cartellone della prima edizione della Festa di Roma...) sono proprio nell’aria da commedia parigina, un po’ Lelouch (citato esplicitamente) e un po’ Sautet, grazie alla citata Carnelutti, la Romy Schneider del cinema italiano, figlia d’arte coi controfiocchi (papà Francesco compare nel ruolo, purtroppo al limite del ridicolo, del regista bohémien, con tanto di cappello di traverso). Orlando è più bravo come regista e lo dimostra filmando una Roma bella ed estiva, che riesce miracolosamente a spostare il vento caldo di certe sue giornate fin nella sala, tra i capelli degli spettatori. Sfiorati appunto (era il titolo originario), da un’idea di cinema leggera, a cui avrebbero giovato un po’ più di coraggio alla Lelouch e meno carinerie all’italiana.


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