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Opinione di morganalafata su Il Divo





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19/11/2009 voto al film: voto buono

Sul film

Il film colpisce perchè è potente e vitale, quando ormai in Italia siamo (sigh) troppo spesso abituati a sorbirci  zuppe riscaldate di minestroni che hanno l'unico merito (?) di essere prodotti esteri.
Il grottesco è un genere difficile da padroneggiare e penso sia riuscito quando rappresenta una maschera che non nasconde ma stravolgendo enfatizza e svela la verità che sta sotto le cose, altrimenti è inutile. Dopo aver visto il film mi sono chiesta: conosco meglio Andreotti ora? Mi ha detto la verità su Andreotti questo film (alla Melville: "the art of telling the truth")?
E qui mi sorgono i dubbi. Che Andreotti, complici silouette e orecchie, sia rappresentato come una specie di Nosferatu de noialtri è un'idea divertente, sicuramente voluta visto che anche la corrente andreottiana è rappresentata come una manica di tagliagole da Far West... Però... gli occhi socchiusi, le labbra serrate, il modo di muoversi, il modo di parlare... se si interviene su ogni cosa rendendola artificiale non si corre il rischio di rendere lo spettatore consapevole per tutta la durata del film che c'è un attore che sta rappresentando Andreotti?
Soprattutto le battute sono fastidiose, ammettiamo pure che Andreotti non sia intelligente come tutti dicono (tesi del film) è comunque uno che sa stare al mondo, invece l'Andreotti del film risponderebbe con un'arguzia e un jeu de mots pure se gli chiedono dov'è il cesso, facendoci la figura del deficiente.
Avevo avuto la stessa impressione vedendo un film su Oscar Wilde. Ora, in entrambi i casi lo sceneggiatore ha un vastissimo repertorio di battute e aforismi a cui attingere, ma se poi le battute dei comprimari non sono all'altezza i poveri Wilde e Andreotti di turno ci fanno la figura di due che non sanno rispondere a tono, cosa che non è vera né per l'uno né per l'altro. 
Che originale, azzeccata ed efficace che è la colonna sonora...


SI

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