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King of New York (1989)

[King of New York, Italia, USA 1989, Drammatico, durata 103']   Regia di Abel Ferrara
Con Christopher Walken, Wesley Snipes, David Caruso, Steve Buscemi



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in King of New York: assente
Ritmo ritmo in King of New York: presente
Impegno impegno in King of New York: presente
Tensione tensione in King of New York: presente
Erotismo erotismo in King of New York: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a King of New York

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a King of New York (voti: 70 media: 3,73) 70

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La trama

Una limousine e due donne guardie del corpo attendono all'uscita dal carcere Frank White, boss della droga. A parte qualche screzio con la mafia italiana, la mente di Frank è occupata da un solo pensiero: raccogliere fondi per un ospedale del Bronx. Anche i rapporti con la mafia cinese non sono buoni, ma lo scontro cruciale avviene con due poliziotti (uno irlandese, l'altro di colore) che hanno deciso che i metodi legali non bastano più.  

Grande finale, banale e morale, disilluso e squallido: forse, la scena migliore del film. Il resto ha la lucidità di un incubo, tutto poggiata sulle spalle forti e sul volto da Nosferatu di Christopher Walken.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 25/08/2010 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto buono

Il boss del narcotraffico Frank White esce di prigione dopo un lungo periodo di detenzione. Ad aspettarlo fuori c'è una lussuosissima Limousine nera con due bellissime ragazze a bordo. Il suo progetto più impellente è quello di destinare parte del danaro dei suoi traffici illeciti per la costruzione di un ospedale nel Bronx. Per fare questo deve riprendersi gli spazi vitali di una volta, ridiventare il Re di New York. Intanto le bande nel quartiere sono cresciute a dismisura e ci sono due poliziotti (un irlandese e un afroamericano) che hanno deciso che con i metodi legali il crimine non può più essere combattuto. "King of New York" è una sinfonia in nero che risuona in una città tetra e imbrattata di droga e degrado su cui si staglia malefica la figura allucinata di Frank White (un Christopher Walken in stato di grazia), un principe della notte che si nutre di sangue su commissione e che ambisce a diventare l'unico beneficiario della pubblica acclamazione. Frank rivendica l'indispensabilità funzionale del ruolo sociale che ricopre, nonchè l'esclusività nel regolare le vicende criminali nell'unico modo che conosce. Lui si sente un uomo d'affari e i giochi sporchi che li reggono è necessario che ci sia uno che li faccia. Frank chiede il tacito rispetto di queste indispensabili regole del gioco, le uniche possibili in una società che reprime il crimine dei quartieri maleodoranti e regolarizza quello stipulato da gentiluomini in doppiopetto. Chiede di essere il gestore supremo del crimine della città e in cambio promette che non ci saranno più inutili spargimenti di sangue e nenche corti circuiti tra le diverse componenti della società civile perchè il tutto sarà organizzato in modo che non importerà più a nessuno sapere con quali mezzi si è arrivati a un dato fine. Un ospedale rimane un ospedale e chi l'ha fatto costruire nel quartiere più povero della città diventa un benefattore a cui verranno tributati tutti gli onori. Sarà così, indistintamente. A mio avviso, nessuno come Abel Ferrara ha saputo restituirci l'anima nera che alberga nella megalopoli newyorkese, la soffocante sensazione di impotenza che si prova nel carpire con lo sguardo la maledizione che un uomo è capace di evocare per il fatto di trovarsi  all'ombra del grande mercato globale, lontano dalla luce dei riflettori. Il cinema di Ferrara ha sempre esaminato il sociale concentrando l'attenzione sulla redimibilità dei cattivi e la corruttibilità dei buoni, sull'ambiente sociale che sceglie i primi e le possibilità di scelta sempre a portata di mano dei secondi. E' la rappresentazione di un confine dai contorni a dagli intrecci multiformi che mai come in questo caso era stato reso così labile nella sua specifica delineazione tra il bene e il male, il lecito e l'illecito, lo scegliere e l'essere scelto. Emblematica e bellissima la sequenza finale che antepone Frank White al tenente Bishop (Vicror Argo) : due poli contrapposti, due anime che si confrontano e nessuno che ha la meglio sull'altra. E' l'indifferenziazione dei valori in campo che ha preso corpo nella "Grande Mela". E' il pessimismo di Ferrara sull'irriducibilità del male che per questo film non trova neanche la presenza del sacro a rappresentare una possibile ancora di speranza.
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SI

Opinioni su King of New York


12 ottobre 2011 Opinione di mm40 su "King of New York"
mm40

King of New York è la perfetta esemplificazione di come si possa fare un bel film da una storia insulsa, insignificante ed eccessiva. Questo è il suo sesto lavoro, il quinto con una sceneggiatura dell'amico Nicholas St. John (nel mezzo c'era stato il prodotto 'su commissione' Oltre ogni rischio), ma purtroppo non si riescono a riconoscere passi avanti nella costante, banalizzante stereotipizzazione che lo scrittore adopera su caratteri e situazioni della Grande mela. Il manicheismo con cui...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a King of New York (1989)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

29 luglio 2011 Opinione di davide69 su "King of New York"
davide69

Ferrara al suo meglio e un Christopher Walken in stato di grazia in una parte che gli consente di esprimere i suoi tormenti e la sua vena istrionica. Il film è cupo, notturno, come i personaggi che lo popolano, buoni o cattivi che siano. Lo sguardo del boss perso nel vuoto esprime perfettamente lo stato d'animo della discesa agli inferi in una New York da incubo. Il finale è uno dei più belli e intensi che abbia visto.

voto al film: davide69 assegna il voto buono a King of New York (1989)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


21 febbraio 2011 Opinione di Tex Murphy su "King of New York"
Tex Murphy

Indeciso tra le tre e le due stellette. Lo "Scarface" di Ferrara sta in piedi solo grazie al carisma e alla bravura degli attori, il resto semplicemente non c'è, manca la storia, manca la tensione, manca il dramma.......sembra quasi una parodia in certi momenti. Decisamente sopravvalutato.

voto al film: Tex Murphy assegna il voto sufficiente a King of New York (1989)


5 settembre 2010 Opinione di urbangolfer su "King of New York"
urbangolfer

Il punto di partenza: l'orgoglio di tutti. Il punto d'arrivo: il profluvio di sangue. New York: il territorio dove sorge e cresce il conflitto. Il re nudo: vestito dall'acciaio e vetro della città. Il suo viso: vitreo, si confonde in quella architettura, e trascolora alle luci artificiali. Il suo corpo: schiantato sul retro di un taxi. La gloria dei filmmaker: Christopher Walken.   

voto al film: urbangolfer assegna il voto ottimo a King of New York (1989)



25 agosto 2010 Opinione di Peppe Comune su "King of New York"
Peppe Comune

Il boss del narcotraffico Frank White esce di prigione dopo un lungo periodo di detenzione. Ad aspettarlo fuori c'è una lussuosissima Limousine nera con due bellissime ragazze a bordo. Il suo progetto più impellente è quello di destinare parte del danaro dei suoi traffici illeciti per la costruzione di un ospedale nel Bronx. Per fare questo deve riprendersi gli spazi vitali di una volta, ridiventare il Re di New York. Intanto le bande nel quartiere sono cresciute a...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a King of New York (1989)

1 commento
[utile per 15 utenti]

14 maggio 2010 Opinione di supadany su "King of New York"
supadany

VOTO : 7++. Quello che mette in scena con questo film Abel Ferrara è un efficace affresco di violenza metropolitana e notturna che non lascia un attimo di tregua. Ottima la figura del gangster, sia per interpretazione che per come viene valorizzato in scena, che, uscito dalla prigione, mette a soqquadro il Bronx per riprendersi il potere. Il film procede tra vendette, prove di forza per raggiungere il potere, brama di grandezza e popolarità (l’intento di costruire...

voto al film: supadany assegna il voto buono a King of New York (1989)

nessun commento
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21 febbraio 2010 Opinione di bradipo68 su "King of New York"
bradipo68

Un immersione nei bassifondi di New York con stile virtuosistico a celebrarne l'anima nera e sanguinaria.Il boss del narcotraffico,Frank White, appena uscito di prigione deve solo regolare i conti con chi ha osato prendergli il posto.La lotta con la polizia in un primo momento è assolutamente secondaria poi in seguito a vendette incrociate diventa una lotta senza quartiere,all'ultimo sangue.Il personaggio di Frank White,il gangster, sembra un pezzo di ghiaccio anche grazie alla...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a King of New York (1989)

nessun commento
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10 ottobre 2009 Opinione di carlos brigante su "King of New York"
carlos brigante

Frank White (C. Walken) esce dal carcere e torna al comando della propria banda, ma desidera compiere almeno un'opera buona. Il suo lodevole obiettivo non ammette, però, mezzi termini e mezze misure. Tutto è "lecito" dove vige l'illecito; e Il fine giustifica i mezzi. "King of New York" è un noir notturno, desolato, sudicio, dove non esistono i buoni (o quanto meno quelli a tutto tondo). La città e il suo inferno di violenza non ammettono buone maniere. Se...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a King of New York (1989)

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28 agosto 2009 Opinione di Mathiasparrow su "King of New York"
Mathiasparrow

Ferrara ridisegna la propria città natale secondo una visione personalissima, ma è inevitabile che il suo affresco finisca per assomigliare almeno in parte a quello dei cineasti che l’hanno preceduto nel portare l’underground della Grande Mela sullo schermo. “King of New York” evita di ruotare attorno una figura precisa o di attaccarsi eccessivamente a un singolo ambiente: è un film che se fosse umano farebbe l’eremita nel Bronx, alimentato...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a King of New York (1989)


23 marzo 2009 Opinione di OGM su "King of New York"
OGM

Un noir dal pallore metallico, cosparso della cenere di uno splendore spento. Il redivivo re è esangue: è un sole che, dopo una lunga eclisse, non ha più ritrovato la sua luce. Il colore del declino irradia tutto il film, tanto che perfino il giorno ha la tonalità seppiata di un chiarore stanco. Alla perdita del prestigio criminale corrisponde, sul versante opposto, l'impotenza dell'apparato giudiziario; per questo, tra i due fronti non si combatte più una guerra regolamentare, ma si...

voto al film: OGM assegna il voto buono a King of New York (1989)

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