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Racconti da Stoccolma (2006)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Racconti da Stoccolma: minimo
Ritmo ritmo in Racconti da Stoccolma: presente
Impegno impegno in Racconti da Stoccolma: presente
Tensione tensione in Racconti da Stoccolma: presente
Erotismo erotismo in Racconti da Stoccolma: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Racconti da Stoccolma

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Racconti da Stoccolma (voti: 25 media: 3,76) 25

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La trama

Una giornalista televisiva di successo, una giovane ragazza figlia di immigrati mediorientali, il proprietario di un locale notturno alla moda. Persone che, all'apparenza, hanno in comune solo il fatto di abitare nella stessa città: la civile Stoccolma. In realtà hanno molto di più. Vivono - seppur in contesti e per motivi diversi - lo stesso dramma: sono tutte e tre vittime di violenze subite nell'ambiente domestico. E cercano di ribellarsi a situazioni cui molti altri invece soggiaciono. 

Con questo film, premio Amnesty International al Panorama del Festival di Berlino, la sensazione è quella di un piccolo passo indietro nella ricerca di talenti nordici che affrontino snodi centrali della società odierna: schematicità dei dialoghi, una certa prolissità e finali sommari. Lascia comunque il segno l’efficace spaccato dell’ambiente di immigrati.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Raffaella Giancristofaro - FilmTV n. 19/2008

Tre capitoli di violenza familiare nella civilissima Svezia. Qualche schematicità, ma da vedere

Tre storie di e contro la violenza nella capitale svedese. Leyla: mediorientale inurbata, assiste a una vera e propria sentenza di morte nei confronti della sorella Nina, accusata di aver infangato la reputazione del suo clan per aver frequentato un ragazzo. Carina, svedese, è una giornalista che subisce in silenzio la violenza del marito, cameraman che non si rassegna al successo televisivo della moglie. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di uccio scritta il 11/03/2011 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Il regista ci propone tre storie indipendenti l'una dall'altra che hanno come comune denominatore la violenza declinata in tre aspetti differenti, uno per ogni storia.

Leyla e Nina sono vittime delle tradizioni, delle maldicenze, della cultura e dell'ignoranza di una famiglia mediorientale ancorata a vetuste e pericolose credenze.
Rispetto e onore prima di tutto. Prima dell'umanità, prima della libertà, prima dell'amore per le proprie figlie. La vita legata ad un'invisibile catena tenuta salda da genitori/padroni.
Il padre di Nina si convince che la figlia non sia più vergine. Nel disonore viene coinvolta tutta la famiglia che deve riparare l'onta. La ragazza deve sparire, sorelle e fratelli devono dimenticarsi di lei. Se la ragazza non esiste allora anche l'offesa è cancellata.

Aram, proprietario di un ristorante, e il suo amico e compagno che si occupa della sicurezza, vengono coinvolti in una classica vicenda legata alla violenza "da strada". Uno stupido diverbio (tipo quelli che scoppiano davanti alle discoteche di cui sentiamo ai TG) con la gente sbagliata porta a un'escalation di brutalità e violenza nella quale saranno coinvolti parenti e colleghi di Aram. Cosa comporta in questi casi l'essere un cittadino e una persona onesta? Denunciare?, testimoniare? Paure, ritorsioni.... le scelte non sono facili.

La storia di Carina ci mette di fronte alla piaga della violenza domestica. Lei affermata giornalista, due figli, un marito che parte per la tangente ed esplode. Umiliazioni, percosse, gestione della difficile situazione davanti agli occhi dei propri figli. Carina poi pensa alla famiglia, all'amore e perdona. Perdona e poi tutto daccapo. Anche qui la scelta tra l'outing e il silenzio è dura e dolorosa.

Il film presenta argomenti purtroppo sempre attuali. Problematiche delle quali siamo tutti a conoscenza.
Manca purtroppo il coinvolgimento emotivo. Le storie risultano freddine piuttosto che no, si sta dalla parte dei deboli, ovviamente, ma si fatica a entrare nelle loro vicende.
Il sussulto e lo sdegno arrivano solo in un paio di sequenze particolarmente ben riuscite e angoscianti.
Si arriva comunque ai titoli di coda senza essersi annoiati, il film non disturba e può far riflettere sulle tematiche affrontate (anche se per riflettere su questi argomenti non c'era bisogno di Racconti da Stoccolma).

Buone le intenzioni del regista, un po' meno l'esito finale.

Dal mio blog: http://lafirmacangiante.blogspot.com/
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SI

Opinioni su Racconti da Stoccolma


11 marzo 2011 Opinione di uccio su "Racconti da Stoccolma"
uccio

Il regista ci propone tre storie indipendenti l'una dall'altra che hanno come comune denominatore la violenza declinata in tre aspetti differenti, uno per ogni storia. Leyla e Nina sono vittime delle tradizioni, delle maldicenze, della cultura e dell'ignoranza di una famiglia mediorientale ancorata a vetuste e pericolose credenze. Rispetto e onore prima di tutto. Prima dell'umanità, prima della libertà, prima dell'amore per le proprie figlie. La vita legata ad...

voto al film: uccio assegna il voto sufficiente a Racconti da Stoccolma (2006)

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26 dicembre 2010 Opinione di sillaba su "Racconti da Stoccolma"
sillaba

Un film molto incisivo, la parte iniziale è forte e realistica, poi si perde un po' nel voler considerare che la soluzione sia ad un livello più alto, cosa forse possibile solo in Svezia dove esiste un sistema sociale forte.

voto al film: sillaba assegna il voto buono a Racconti da Stoccolma (2006)



28 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "Racconti da Stoccolma"
barabbovich

Tre storie di e contro la violenza. Una ragazza di origine mediorientale, figlia di rigidissimi emigrati, decide di denunciare la propria famiglia dopo che questa ha costretto al suicidio la sorella, rea di essere uscita con un ragazzo. Una giornalista televisiva di successo deve vedersela con la violenza di un marito che non è alla sua altezza e con l'invidia dei colleghi. Il gestore di un ristorante di lusso subisce minacce per evitare che vada a testimoniare a favore di un...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a Racconti da Stoccolma (2006)

nessun commento
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12 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Racconti da Stoccolma"
Luke Vacant

Recensione col vecchio nickname Titanic900: "A parte una suddivisione degli episodi non molto lineare e che a volte irrita un pò, non è un film brutto, tut'altro. Gli episodi sono diretti con molta lucidità, riescono a farci indignare e sono un prezioso ritratto di una tremenda realtà. Da riscoprire."

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a Racconti da Stoccolma (2006)



5 settembre 2010 Opinione di herzog73 su "Racconti da Stoccolma"
herzog73

un film fondamentale per sancire la necessità di una riforma sociale di portata storica, di una radicale presa di coscienza collettiva tesa a far sì che finalmente siano le donne a lavorare e fare le leggi mentre gli uomini stanno a casa a preparare la cena, che le ragazzine si facciano scopare il prima possibile possibilmente da un ragazzo odiato dai genitori e che a spintonare fuori dalle discoteche ci stiano i finocchi dal cuore tenero.

voto al film: herzog73 assegna il voto mediocre a Racconti da Stoccolma (2006)


2 settembre 2010 Opinione di renzoarde su "Racconti da Stoccolma"
renzoarde

Gran bel film sulla condizione della donna e sulla giustizia che (in Svezia)funziona. Film da consentirne la visione nelle scuole con dibattito a seguire. Morale;i talebani sono anche fra noi.

voto al film: renzoarde assegna il voto buono a Racconti da Stoccolma (2006)



1 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "Racconti da Stoccolma"
chribio1

film ben girato,ottimamente recitato e con una trama d'impatto sociale e con scene che fanno rendere anche troppo bene l'importanza del film che si sta' vedendo.voto.8.

voto al film: chribio1 assegna il voto buono a Racconti da Stoccolma (2006)


31 agosto 2010 Opinione di emmepi8 su "Racconti da Stoccolma"
emmepi8

  Attenzione siamo in Svezia, ma violenza e leggi fanno lo stesso pensare alla globalizzazione, con i dovuti distinguo. La bilancia pesa più per la violenza sulle donne e naturalmente colpisce in particolare quello della ragazza vittima della famiglia. Un violenza che ci fa star male, e non ha riguardi per una visione edulcorata, la tensione è forte in certe scene, ma d'altra parte è solo così che si percepiscono i veri problemi, che una società come...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Racconti da Stoccolma (2006)



21 aprile 2010 Opinione di supadany su "Racconti da Stoccolma"
supadany

VOTO : 6,5. Tre storie di (triste) vita, distinte tra loro, in quel di Stoccolma. Tutte e tre con qualcosa, ed anche di più, da dire, ma il risultato complessivo, per quanto pregevole, mi ha lasciato qualche dubbio post visione. Una ragazza orientale, giovane ed intelligente, viene “osteggiata” (in realtà si va ben oltre) dalla famiglia solo perché ha, giustamente, imparato a vivere nel suo nuovo paese ed il suo incubo verrà rivissuto anche...

voto al film: supadany assegna il voto sufficiente a Racconti da Stoccolma (2006)


1 dicembre 2009 Opinione di Utente rimosso (Titanic900) su "Racconti da Stoccolma"
Utente rimosso (Titanic900)

A parte una suddivisione degli episodi non molto lineare e che a volte irrita un pò, non è un film brutto, tut'altro. Gli episodi sono diretti con molta lucidità, riescono a farci indignare e sono un prezioso ritratto di una tremenda realtà. Da riscoprire.

voto al film: Utente rimosso (Titanic900) assegna il voto buono a Racconti da Stoccolma (2006)




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