Racconti da Stoccolma (2006)
Con Oldoz Javidi, Bahar Pars, Bibi Andersson, Mina Azarian, César Saracho, Zeljko Santrac, Tony Haddad, Elián Jajjo, Amin Alabadi, Alice Dadgostar, Annika Hallin
La trama
Una giornalista televisiva di successo, una giovane ragazza figlia di immigrati mediorientali, il proprietario di un locale notturno alla moda. Persone che, all'apparenza, hanno in comune solo il fatto di abitare nella stessa città: la civile Stoccolma. In realtà hanno molto di più. Vivono - seppur in contesti e per motivi diversi - lo stesso dramma: sono tutte e tre vittime di violenze subite nell'ambiente domestico. E cercano di ribellarsi a situazioni cui molti altri invece soggiaciono.
Con questo film, premio Amnesty International al Panorama del Festival di Berlino, la sensazione è quella di un piccolo passo indietro nella ricerca di talenti nordici che affrontino snodi centrali della società odierna: schematicità dei dialoghi, una certa prolissità e finali sommari. Lascia comunque il segno l’efficace spaccato dell’ambiente di immigrati.
La recensione di FilmTv
Di Raffaella Giancristofaro - FilmTV n. 19/2008
Tre capitoli di violenza familiare nella civilissima Svezia. Qualche schematicità, ma da vedere
L'opinione più votata
Di uccio scritta il 11/03/2011 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
Leyla e Nina sono vittime delle tradizioni, delle maldicenze, della cultura e dell'ignoranza di una famiglia mediorientale ancorata a vetuste e pericolose credenze.
Rispetto e onore prima di tutto. Prima dell'umanità, prima della libertà, prima dell'amore per le proprie figlie. La vita legata ad un'invisibile catena tenuta salda da genitori/padroni.
Il padre di Nina si convince che la figlia non sia più vergine. Nel disonore viene coinvolta tutta la famiglia che deve riparare l'onta. La ragazza deve sparire, sorelle e fratelli devono dimenticarsi di lei. Se la ragazza non esiste allora anche l'offesa è cancellata.
Aram, proprietario di un ristorante, e il suo amico e compagno che si occupa della sicurezza, vengono coinvolti in una classica vicenda legata alla violenza "da strada". Uno stupido diverbio (tipo quelli che scoppiano davanti alle discoteche di cui sentiamo ai TG) con la gente sbagliata porta a un'escalation di brutalità e violenza nella quale saranno coinvolti parenti e colleghi di Aram. Cosa comporta in questi casi l'essere un cittadino e una persona onesta? Denunciare?, testimoniare? Paure, ritorsioni.... le scelte non sono facili.
La storia di Carina ci mette di fronte alla piaga della violenza domestica. Lei affermata giornalista, due figli, un marito che parte per la tangente ed esplode. Umiliazioni, percosse, gestione della difficile situazione davanti agli occhi dei propri figli. Carina poi pensa alla famiglia, all'amore e perdona. Perdona e poi tutto daccapo. Anche qui la scelta tra l'outing e il silenzio è dura e dolorosa.
Il film presenta argomenti purtroppo sempre attuali. Problematiche delle quali siamo tutti a conoscenza.
Manca purtroppo il coinvolgimento emotivo. Le storie risultano freddine piuttosto che no, si sta dalla parte dei deboli, ovviamente, ma si fatica a entrare nelle loro vicende.
Il sussulto e lo sdegno arrivano solo in un paio di sequenze particolarmente ben riuscite e angoscianti.
Si arriva comunque ai titoli di coda senza essersi annoiati, il film non disturba e può far riflettere sulle tematiche affrontate (anche se per riflettere su questi argomenti non c'era bisogno di Racconti da Stoccolma).
Buone le intenzioni del regista, un po' meno l'esito finale.
Dal mio blog: http://lafirmacangiante.blogspot.com/
- negative [1]
- sufficienti [4]
- positive [13]
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11 marzo 2011 Opinione di uccio su "Racconti da Stoccolma"
Il regista ci propone tre storie indipendenti l'una dall'altra che hanno come comune denominatore la violenza declinata in tre aspetti differenti, uno per ogni storia. Leyla e Nina sono vittime delle tradizioni, delle maldicenze, della cultura e dell'ignoranza di una famiglia mediorientale ancorata a vetuste e pericolose credenze. Rispetto e onore prima di tutto. Prima dell'umanità, prima della libertà, prima dell'amore per le proprie figlie. La vita legata ad...
voto al film: 
26 dicembre 2010 Opinione di sillaba su "Racconti da Stoccolma"
Un film molto incisivo, la parte iniziale è forte e realistica, poi si perde un po' nel voler considerare che la soluzione sia ad un livello più alto, cosa forse possibile solo in Svezia dove esiste un sistema sociale forte.
voto al film: 
28 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "Racconti da Stoccolma"
Tre storie di e contro la violenza. Una ragazza di origine mediorientale, figlia di rigidissimi emigrati, decide di denunciare la propria famiglia dopo che questa ha costretto al suicidio la sorella, rea di essere uscita con un ragazzo. Una giornalista televisiva di successo deve vedersela con la violenza di un marito che non è alla sua altezza e con l'invidia dei colleghi. Il gestore di un ristorante di lusso subisce minacce per evitare che vada a testimoniare a favore di un...
voto al film: 
12 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Racconti da Stoccolma"
Recensione col vecchio nickname Titanic900: "A parte una suddivisione degli episodi non molto lineare e che a volte irrita un pò, non è un film brutto, tut'altro. Gli episodi sono diretti con molta lucidità, riescono a farci indignare e sono un prezioso ritratto di una tremenda realtà. Da riscoprire."
voto al film: 
5 settembre 2010 Opinione di herzog73 su "Racconti da Stoccolma"
un film fondamentale per sancire la necessità di una riforma sociale di portata storica, di una radicale presa di coscienza collettiva tesa a far sì che finalmente siano le donne a lavorare e fare le leggi mentre gli uomini stanno a casa a preparare la cena, che le ragazzine si facciano scopare il prima possibile possibilmente da un ragazzo odiato dai genitori e che a spintonare fuori dalle discoteche ci stiano i finocchi dal cuore tenero.
voto al film: 
2 settembre 2010 Opinione di renzoarde su "Racconti da Stoccolma"
Gran bel film sulla condizione della donna e sulla giustizia che (in Svezia)funziona. Film da consentirne la visione nelle scuole con dibattito a seguire. Morale;i talebani sono anche fra noi.
voto al film: 
1 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "Racconti da Stoccolma"
film ben girato,ottimamente recitato e con una trama d'impatto sociale e con scene che fanno rendere anche troppo bene l'importanza del film che si sta' vedendo.voto.8.
voto al film: 
31 agosto 2010 Opinione di emmepi8 su "Racconti da Stoccolma"
Attenzione siamo in Svezia, ma violenza e leggi fanno lo stesso pensare alla globalizzazione, con i dovuti distinguo. La bilancia pesa più per la violenza sulle donne e naturalmente colpisce in particolare quello della ragazza vittima della famiglia. Un violenza che ci fa star male, e non ha riguardi per una visione edulcorata, la tensione è forte in certe scene, ma d'altra parte è solo così che si percepiscono i veri problemi, che una società come...
voto al film: 
21 aprile 2010 Opinione di supadany su "Racconti da Stoccolma"
VOTO : 6,5. Tre storie di (triste) vita, distinte tra loro, in quel di Stoccolma. Tutte e tre con qualcosa, ed anche di più, da dire, ma il risultato complessivo, per quanto pregevole, mi ha lasciato qualche dubbio post visione. Una ragazza orientale, giovane ed intelligente, viene “osteggiata” (in realtà si va ben oltre) dalla famiglia solo perché ha, giustamente, imparato a vivere nel suo nuovo paese ed il suo incubo verrà rivissuto anche...
voto al film: 
1 dicembre 2009 Opinione di Utente rimosso (Titanic900) su "Racconti da Stoccolma"
A parte una suddivisione degli episodi non molto lineare e che a volte irrita un pò, non è un film brutto, tut'altro. Gli episodi sono diretti con molta lucidità, riescono a farci indignare e sono un prezioso ritratto di una tremenda realtà. Da riscoprire.
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [4]
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