Carnera. The Walking Mountain - La recensione di FilmTv
Con Andrea Iaia, Anna Valle, F. Murray Abraham, Antonio Cupo, Neculai Predica, Paolo Seganti, Kasia Smutniak, Paul Sorvino, Christopher Troxler
La recensione di FilmTv
La biografia del gigante del Friuli girata come se fosse l’ennesima puntata di Rocky. Melenso e...
Ma quanto somiglia a Rocky questo Primo Carnera che si sveglia alle 5 e si allena spaccando la legna, che fa le flessioni a ritmo di videoclip e può contare persino su Burt Young a bordo ring. Tanta roba, insomma, tripudio di effetti digitali per amplificare oltre misura i bagni di folla dell’eroe e le bandiere tricolori con stemma sabaudo. Tanta retorica, anche, tanto sentimentalismo, l’amore, la patria, il coraggio, l’orgoglio. Poca Storia (con e senza la S maiuscola), qualche inserto in bianco e nero. Lo spettacolo per quello che è (ma con in più F. Murray Abraham) in questo filmone prodotto da Medusa e lanciato, fiato alle trombe, a Cernobbio in una serata mondana padana con Bossi e la Santanchè. E al Madison Square Garden di New York alla presenza dei figli di Carnera, emozioni autentiche almeno per loro. Martinelli ha lavorato di anima e cuore e marketing per confezionare con tutta la magniloquenza possibile il biopic sul gigante buono, leggenda dello sport. Che era partito dal Friuli per tirare di boxe e tirare a campare ed era diventato campione del mondo nel ’33, simbolo del nuovo miracolo italiano fascista. Si esprimono concetti: «La vita non è un ring, è costruire una famiglia» ma anche tirate sui giornalisti «che parlano male di qualsiasi cosa perché sono invidiosi». Mélo e melenso, perfetto per il passaggio in Tv dove si vedrà in due puntate. Girato a Bucarest, così come Martinelli farà adesso con l’annunciato Barbarossa con Rutger Hauer.
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