Slipstream - Nella mente oscura di H. - La recensione di FilmTv
Con Anthony Hopkins, Stella Arroyave, Christian Slater, John Turturro, Michael Clarke Duncan, Lisa Pepper, Christopher Lawford, Kevin McCarthy, Aaron Tucker, Lana Antonova, Gene Borkan, Donna G. Earley
La recensione di FilmTv
Uno strano esperimento, interessante ma fallimentare. Malgrado le luci di Dante Spinotti
La spiazzante terza regia di Anthony Hopkins – anche attore, compositore delle musiche e, per la prima volta, sceneggiatore – è tutt’altra cosa rispetto al precedente August. Slipstream racconta di Felix Bonhoeffer e della troupe al lavoro sul film da lui scritto, intitolato Slipstream, ossia lo scivolare nei ricordi delle nostre vite precedenti. I molti personaggi però, nonostante gli ottimi attori coinvolti, presto si riducono a una folla di figure dai tratti caricaturali, schiacciati da una forma frammentaria e invadente, quasi sperimentale. Solo quasi, perché derivata da marche autoriali disparate: dal noir metacinematografico di declinazione lynchana, ai torridi deliri del Gilliam di Paura e delirio a Las Vegas, fino al montaggio convulso, con passaggi più o meno gratuiti al bianco e nero, à la Tony Scott. Non mancano poi le esibizioni cinefile con inserti da Eva contro Eva e il ricorrere di riferimenti a L’invasione degli ultracorpi. Il flusso di coscienza del protagonista bipolare finisce per essere puro pretesto di ricerca formale, e l’operazione, nonostante la pregevole fotografia di Dante Spinotti, lascia freddi. Certo un fallimento interessante, ma pur sempre un fallimento.
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