Opinione di Immorale su Harry Potter e il Principe Mezzosangue
Con Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Timothy Spall, Jim Broadbent, Robbie Coltrane, Bonnie Wright, Jessie Cave
- negative [11]
- sufficienti [20]
- positive [36]
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Sul film
La vita del maghetto occhialuto e dei suoi amici inizia a complicarsi; il sesto anno alla scuola di Hogwarts è appena iniziato e gli auspici non sono buoni, l’atmosfera è cupa e i nemici/avversari agguerriti. E in più Draco Malfoy si comporta in modo ancora più strano ed ambiguo del solito…
Il (finora) petulante mondo cinematografico di Harry Potter propone un guizzo. Si inizia ad intravedere, finalmente, un accenno di diversificazione dalla stantìa linea programmatica seguita finora dal veterano (della serie) David Yates. La storia permane ancora sugli acquisiti binari “college teen-movie for magicians” che tanto ha pagato al botteghino, ma ci introduce in ambienti meno rassicuranti e più torbidi: si profila, insomma, la perdita dell’innocenza fanciullesca e l’introduzione nella vita “adulta”. Senza particolari approfondimenti psicologici (il cinema d’autore abita in altri lidi) ma con sufficiente convinzione e con un chiaro cambio di registro. Tutti i personaggi si fanno infatti più interessanti ed iniziano a sviluppare i loro propositi, positivi o negativi che siano, senza più la frustrante e rassicurante “gabbia” sceneggiativa propria delle precedenti prove del maghetto, ovvero: “arrivo a Hogwarts/prime minacce/sviluppo avventuroso/vittoria sofferta su Voldemort/oscuro presagio finale"; gabbia che aveva prodotto una sorta di assuefazione e relegato il prodotto ad una sterile ed, a tratti, noiosa ripetitività. Il nostro Harry Potter, incantatore dalla faccia da ragioniere e dalla verve da impiegato delle poste, si confronta apertamente con le turbe adolescenziali ed amorose, idilliache in alcuni casi ma qui mostrate come causa di frustrazioni e sofferenze varie. Non mancano momenti di spensieratezza, in ogni modo, ma l’oscurità la fa da padrone in quasi tutte le sequenze, enfatizzata da una fotografia particolarmente smorta e gotica e da situazioni (volutamente) non risolte e lasciate in sospeso. Buono come sempre l’essenziale apporto di tutti i navigati caratteristi/comprimari di contorno, vera spina dorsale, a mio avviso, di tutta la serie.
Sulla trama
Dolorosa.
Sulla regia di David Yates
Rinata.
Sull'interpretazione di Daniel Radcliffe
Smorto.
Sull'interpretazione di Rupert Grint
Indeciso.
Sull'interpretazione di Emma Watson
Triste.
Sull'interpretazione di Helena Bonham Carter
Macchiettistica
Sull'interpretazione di Alan Rickman
Sempre più ambiguo
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