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Taxi to the Dark Side (2007)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Taxi to the Dark Side: assente
Ritmo ritmo in Taxi to the Dark Side: presente
Impegno impegno in Taxi to the Dark Side: presente
Tensione tensione in Taxi to the Dark Side: presente
Erotismo erotismo in Taxi to the Dark Side: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Taxi to the Dark Side

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Taxi to the Dark Side (voti: 7 media: 4,29) 7

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La trama

In Afghanistan nel 2002 un giovane tassista viene ucciso a percosse sugli arti perché la Cia sospetta si tratti di un terrorista. 

Ritmo incessante, ricerca a 360 gradi di fonti e documenti, cinema di robusta esecuzione. Presentato in anteprima europea al Festival di Roma 2007 e successivamente vincitore dell’Oscar e del Premio Ilaria Alpi, girato da una specie di marine del documentario di investigazione.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Mario Sesti - FilmTV n. 45/2008

Un tassista viene ucciso perché la Cia sospetta sia un “terrorista”. Un documento di robusta esecuzione

Li abbiamo visti sbarcare dagli aerei in tute caki, ammanettati insieme in un grottesco girotondo prima di finire in celle d’isolamento a Guantanamo dopo aver perso ogni senso d’orientamento e ogni legame con forme di umanità e legalità. Presentato in anteprima europea al Festival di Roma 2007 e successivamente vincitore dell’Oscar e del Premio Ilaria Alpi, girato da una specie di marine del documentario di investigazione (Alex Gibney, lo stesso di Enron. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di supadany scritta il 12/07/2011 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto buono

VOTO : 6/7.
Documentario ben costruito, ricco di informazioni e dichiarazioni, lontano dallo stile “scanzonato” del più famoso Michael Moore e incentrato su un argomento di respiro meno ampio, ma decisamente crudo e probabilmente alquanto rimosso (guardandolo mi sono venuti in mente i fatti che in effetti non mi ricordavo più) e per questo maggiormente meritevole, perché fatti del genere non possono essere dimenticati.
Tutto parte dalla figura innocua di Dilawar, giovane tassista che un giorno, uguale a tanti altri, parte per andare nella vicina città afghana e non farà mai più ritorno dalla sua famiglia.
Infatti viene arrestato da truppe americane e morirà per le percosse subite durante gli interrogatori, per l’accusa di fiancheggiare i terroristi.
Partendo da questo spunto Alex Gibney amplia il tiro sull’argomento e costruisce un’indagine incalzante, condita da documentazioni e testimonianze, dirette e non, sui soprusi perpetrati dai servizi di intelligence americana per ottenere informazioni sui terroristi.
Dalla violenza più cruda, si passa a quella prettamente psicologica (ad ogni modo tutte terribili) e vedere certi immagini, accompagnate dalla voce di chi la situazione l’ha vissuta, dalla parte del carnefice e da quella della vittima, stordisce e lascia allibiti.
Soprattutto perché non si parla di condannati, ma per lo più di semplici sospettati (spesso per caso), ridotti in situazioni disumane, a volte letteralmente uccisi dopo atroci sofferenze, senza che ci siano accuse reali e provate (la regola della presunta innocenza fino a prova contraria tanto sventolata dagli americani anche in processi nostrani, va a farsi benedire).
Come sempre chi ne esce con le ossa rotta, intendiamoci nella pellicola non nella realtà, sono i governanti, Bush e la sua squadra di governo, che prima impartiscono ordini e direttive (seguite a volte da battutacce da bar), poi quando il tutto viene a galla, se ne tirano fuori (una legge paraculo) ed alla fine chi rimane scottato sono persone normali, che in ogni caso hanno sbagliato, ma non possono certo pagare per tutti con mesi di prigione e disonore.
E così l’ultima dichiarazione del padre del regista fa pensare su quanto i tempi siano cambiati, mentre nelle guerre di una volta gli americani si sentivano dalla parte del giusto, oggi questo è più difficile da concepire (anche se dopo lo scandalo il 35% degli americani era ancora favorevole a questo tipo di comportamento).
Insomma un bel documento, teso, cupo e senza sconti, forse cinematograficamente parlando un po’ povero, ma decisamente efficace nel portare in scena i fatti e le colpe che non si possono negare.
Da vedere e rifletterci sopra.
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SI

Opinioni su Taxi to the Dark Side


21 dicembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Taxi to the Dark Side"
marcopolo30

A prescindere da qualunque considerazione di carattere strettamente cinematografico, opere come “Taxi to the Dark Side” aiutano a ricordare cose come pietà, umanità e decenza. E questo vale moltissimo.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a Taxi to the Dark Side (2007)


12 luglio 2011 Opinione di supadany su "Taxi to the Dark Side"
supadany

VOTO : 6/7. Documentario ben costruito, ricco di informazioni e dichiarazioni, lontano dallo stile “scanzonato” del più famoso Michael Moore e incentrato su un argomento di respiro meno ampio, ma decisamente crudo e probabilmente alquanto rimosso (guardandolo mi sono venuti in mente i fatti che in effetti non mi ricordavo più) e per questo maggiormente meritevole, perché fatti del genere non possono essere dimenticati. Tutto parte dalla figura innocua di...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Taxi to the Dark Side (2007)

nessun commento
[utile per 8 utenti]


26 novembre 2009 Opinione di XANDER su "Taxi to the Dark Side"
XANDER

Strepitoso ma durissimo nel vero senso della parola sulle torture da parte degli americani nei confronti dei presunti (spesso innocenti) terroristi. Purtroppo non ci vengono nenanche risparmiate scene di nudo integrale dei prigionieri. Da vedere assolutamente e poter riflettere.

voto al film: XANDER assegna il voto ottimo a Taxi to the Dark Side (2007)

1 commento
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3 luglio 2009 Opinione di emmepi8 su "Taxi to the Dark Side"
emmepi8

Non certo solo un film denuncia o un documentario scrupoloso, ma una riflessione forte sul ruolo americano in Afghanistan , e questo ci insegna che certi films in America si possono fare e che in Italia lo abbimao visto con due anni di ritardo. Una stretta di vite forte fino all'estremo per arrivare al nodo del discorso, eppure ancora oggi ci sono giornalisti e politici che appoggiano Bush nelle sue strategie; la stampa è libera, certamente, ma non di dire bugie e falsità ed i nomi e...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Taxi to the Dark Side (2007)

1 commento
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