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Opinione di grazia12 su This Is England





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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01/10/2011 voto al film: voto ottimo

Sul film

C’è lo sguardo di un ragazzino perso nei propri pensieri, la sedia che funge da comodino addossata ad una parete screpolata, la foto di un militare, che guarda fisso in macchina, l’identità cancellata non solo dalla visiera del cappello, ma anche da una morte precoce e violenta.
L’inizio di una giornata per quel ragazzino è un incubo, in una provincia inglese priva di stimoli e di denaro, dove i ragazzi cercano il divertimento tra edifici abbandonati, abbandonati anche loro tra le macerie morali, senza stimoli, ricchi solo di bisogni.
Il ragazzino è solo, i suoi pantaloni denunciano la sua inadeguatezza, e per questo si attira il dileggio dei suoi compagni, cui risponde con impotente avversione.
Finchè non s’imbatte in un gruppo di ragazzi più grandi di lui, che gli regalano una speranza di integrazione, staccano un biglietto per happyland, percorrono insieme a lui le tappe di un’esistenza bruciata precocemente tra esperienze sessuali, spinelli, incursioni negli edifici fatiscenti di una periferia desolata, ma che alla fine subisce una drammatica battuta d’arresto.
Il passatempo gioioso, vissuto al limite della legalità, ma figlio di una voglia di leggerezza per la quale ancora si riesce a provare empatia,  subisce una virata violenta: nel gruppo si inserisce un ex carcerato, che cerca di riscattare la povertà del suo carattere e dei suoi mezzi con l’alimento di un razzismo invadente contro tutte le realtà etniche “colpevoli” di inquinare la purezza dei valori e della razza inglese, infarcito di teorie sulla patria e sul sangue, un delirio di parole e di fatti, che fa dapprima intravedere al ragazzino una parvenza putativa di figura paterna, poi gli fa vivere l’immensa delusione  e le devastanti conseguenze di un modo di vivere, quando è portato alla sua estrema espressione.
Il film di Shane Meadows “This is England” è in sintesi questo: una denuncia coraggiosa senza la retorica dei discorsi, lasciata tutta invece, nel suo squallore, all’argomentazione della parte sbagliata. Semplicemente il racconto di una piccola vita scagliata dalla morte del padre in un universo troppo grande per lui, la sua vicenda personale diluita nel grande teatro della storia, che è quella dell’Inghilterra degli anni ’80, caratterizzata dalla politica della Lady di ferro e dalla guerra delle Falkland.
La storia con la “s” minuscola compressa, all’inizio ed alla fine, dalla Storia con la “S” maiuscola, laddove infatti il film si apre e si chiude con immagini di repertorio dei fatti, che hanno caratterizzato quel periodo e col sottofondo musicale di pezzi anch'essi d'epoca.
Una testimonianza preziosa, che si avvale dell’espressione “a muso duro” del piccolo Thomas Turgoose, con il contorno di figure quasi iconiche, rubate alle mode dell’epoca, come il trucco, a metà tra Madonna e Cindy Lauper, della ragazza che inizia il protagonista alle gioie del sesso.
Una bella occasione per fare della visione un pretesto forte di riflessione.


SI

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