Opinione di PompiereFI su Niente velo per Jasira
Con Summer Bishil, Aaron Eckhart, Peter Macdissi, Toni Collette, Maria Bello, Eugene Jones III, Matt Letscher, Chase Ellison, Gemmenne de la Peña, Lynn Collins
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Sul film
Siamo nel periodo che comprende la fine del 1990 e l’inizio del 1991.
Jasira (Summer Bishil, meritatamente nominata come Migliore Attrice agli Indipendent Spirit Award) ha 13 anni, anche se sembra più grande. Suo padre lavora alla NASA, a Houston, è di origini arabe ed è favorevole alla Guerra del Golfo, nella convinzione che sia giusta e che presto sia capace di far capitolare Saddam.
Jasira riesce a trovare un posto da baby sitter presso la casa dei vicini. Lavora lì per risparmiare qualcosa per il College ma i suoi interessi sembrano preferire i primi turbamenti e desideri erotici, visto che è appena diventata una donna e intende scoprire la sua sessualità (la pellicola è stata fonte di dibattito tra alcune Associazioni dei Genitori per alcune sequenze senza sottintesi).
Fanno parte della storia altri dirimpettai, una coppia di freschi sposi tornati dalla luna di miele; lei (una Toni Collette deliziosamente allarmata, dallo sguardo angelico e in vena di istinti materni) è incinta e ha una spiccata simpatia per Jasira la quale, inconsapevolmente, sta andando incontro a un pericolo…
Alan Ball (sceneggiatore di “American beauty” e creatore delle serie tv “Six feet under” e “True blood”) esordisce alla regia cinematografica. Ci sono squarci di “American beauty” in salsa mediorientale sul percorso dei suoi primi passi verso il lungometraggio; ciononostante il film si regge in piedi da solo, è autonomo, prende bene le distanze dal capolavoro di Mendes, conserva una tenerezza intima e non lascia molto spazio ai voli pindarici dell’immaginario, restando attinente a un erotismo più reale e vissuto. E poi non cede al dramma fino in fondo.
Detto questo, a suo discapito va evidenziata una forzatura narrativa latente che mira a inglobare ineluttabilmente tutti i personaggi che entrano in contatto con Jasira, a favore di un mix multirazziale che poteva anche essere evitato perché generante solo inutili e prevedibili contrasti. L’espressività di un attore come Aaron Eckhart, limitata alle mimiche imbarazzate durante i viscidi approcci con Jasira, poteva essere utilizzata meglio.
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