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Opinione di PompiereFI su Niente velo per Jasira





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27/09/2010 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Siamo nel periodo che comprende la fine del 1990 e l’inizio del 1991.
Jasira (Summer Bishil, meritatamente nominata come Migliore Attrice agli Indipendent Spirit Award) ha 13 anni, anche se sembra più grande. Suo padre lavora alla NASA, a Houston, è di origini arabe ed è favorevole alla Guerra del Golfo, nella convinzione che sia giusta e che presto sia capace di far capitolare Saddam. 
Jasira riesce a trovare un posto da baby sitter presso la casa dei vicini. Lavora lì per risparmiare qualcosa per il College ma i suoi interessi sembrano preferire i primi turbamenti e desideri erotici, visto che è appena diventata una donna e intende scoprire la sua sessualità (la pellicola è stata fonte di dibattito tra alcune Associazioni dei Genitori per alcune sequenze senza sottintesi).
Fanno parte della storia altri dirimpettai, una coppia di freschi sposi tornati dalla luna di miele; lei (una Toni Collette deliziosamente allarmata, dallo sguardo angelico e in vena di istinti materni) è incinta e ha una spiccata simpatia per Jasira la quale, inconsapevolmente, sta andando incontro a un pericolo…

Alan Ball (sceneggiatore di “American beauty” e creatore delle serie tv “Six feet under” e “True blood”) esordisce alla regia cinematografica. Ci sono squarci di “American beauty” in salsa mediorientale sul percorso dei suoi primi passi verso il lungometraggio; ciononostante il film si regge in piedi da solo, è autonomo, prende bene le distanze dal capolavoro di Mendes, conserva una tenerezza intima e non lascia molto spazio ai voli pindarici dell’immaginario, restando attinente a un erotismo più reale e vissuto. E poi non cede al dramma fino in fondo.
Detto questo, a suo discapito va evidenziata una forzatura narrativa latente che mira a inglobare ineluttabilmente tutti i personaggi che entrano in contatto con Jasira, a favore di un mix multirazziale che poteva anche essere evitato perché generante solo inutili e prevedibili contrasti. L’espressività di un attore come Aaron Eckhart, limitata alle mimiche imbarazzate durante i viscidi approcci con Jasira, poteva essere utilizzata meglio.


SI

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