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Sanguepazzo (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sanguepazzo: assente
Ritmo ritmo in Sanguepazzo: presente
Impegno impegno in Sanguepazzo: molto forte
Tensione tensione in Sanguepazzo: forte
Erotismo erotismo in Sanguepazzo: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Sanguepazzo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Sanguepazzo (voti: 34 media: 3,44) 34

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La trama

La storia di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti, che negli anni del fascismo erano due celebri e fortunati attori e che vennero poi sommariamente processati e uccisi all’Ippodromo di San Siro a Milano, il 30 aprile 1945, accusati di aver torturato partigiani. 

Sanguepazzo si oppone allo sfaldamento culturale e rilancia l’ottica degli sguardi. Quello che conta, ci dice Giordana, è il punto di vista, dove ci mettiamo e come ci poniamo. La cronaca, che ha la sua simpatica importanza, può essere travisata, anche di fronte a prove regine. E la cinepresa (ora diremmo: la telecamera) è una meravigliosa e/ma pericolosissima macchina da guerra.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 22/2008

Se anche l’occhio vuole la sua parte, il cervello non scherza. la realtà e la finzione

Al di là della storia di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, star maledette del cinema mussoliniano, “depravati” ma accettati da un regime che sapeva nascondere bene la polvere sotto il tappeto, il nuovo film di Marco Tullio Giordana offre una serie di spunti per ragionare e riflettere sullo stato delle cose di ciò che una volta si chiamava Settima Arte e su ciò che, oggi, ci troviamo di fronte quotidianamente: il rapporto tra realtà e finzione. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 2008-09-11 18:35:18 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Allora, diciamo subito che il pallino di portare questa storia sul grande schermo Giordana lo teneva da un quarto di secolo. L’urgenza di raccontarla è quindi, prima che artistica, personale. La storia in questione è quella della coppia più nera del cinema italiano, quella formata da Osvaldo Valenti e Luisa Ferida. La scelta, probabilmente, non è casuale. A suo modo, Giordana è un regista legato al passato, le cui radici sono ben piantate nella solida tradizione del cinema sociale. Ha realizzato opere come “Maledetti vi amerò”, “Pasolini un delitto italiano”, “I cento passi”, “Quando sei nato non puoi più nasconderti”, il capolavoro “La meglio gioventù”. Cosa c’azzecca “Sanguepazzo”?, potrebbe essere la domanda scontata. Invece è una scelta coerente. Giordana è un autore che si lascia coinvolgere, accarezzare, affascinare dalle storie che decide di raccontare. Non fa eccezione dunque questo ultimo opus, progettato a lungo e di indubbio interesse. Innanzitutto stilistico, per come riesce a creare le giuste atmosfere del periodo, illuminato da fosche luci ed immortalate con torbida energia. E poi c’è il movente dell’operazione: riscattare due figure sicuramente discutibili, ma che sono rimaste vittime dell’odio, loro malgrado. Il rischio di essere tacciato di revisionismo è altissimo: ma chi conosce Giordana sa bene dove batte il cuore del nostro (certamente un po’ più a sinistra rispetto a quello di Valenti), e per questo decide di fare i conti con quelle zone d’ombra che avvolgono la vicenda, e che implicano in prima persona i partigiani. Intendiamoci, non si tratta di un pamphlet alla Pansa, contro le lotte partigiane e in difesa dei poveri fascisti. Giordana si limita a constatare che un errore, bando alle ciance, si fece: fucilare i due divi di regime. Questo è accaduto. Che poi si voglia far passare l’eccezione per la regola è un altro discorso, e non (deve) interessa(re) lo spettatore consapevole. Per il resto: la ricostruzione storica è accurata, specie nell’arredamento e nelle scenografie (molto raffinate), uno scrupolo quasi filologico. Non si può dire lo stesso della sceneggiatura, molto romanzata (è il limite e la forza del film) e piena di licenze interpretative. Non solo per le situazioni e i vari passaggi narrativi, specialmente nel disegno di alcuni personaggi: spicca la figura di Goffredo Golfieri (un incisivo Alessio Boni), regista aristocratico omosessuale e partigiano, vagamente ispirata a Luchino Visconti (ma molto vagamente – quasi per un beffardo gioco del destino è lui a dover uccidere i due attori, proprio lui che aveva messo in discussione le proprie tendenze sessuali per il sentimento nei confronti della Ferida), ma non è da sottovalutare il Cardi di Luigi Diberti (finissimo), capo di Cinecittà invaghitosi della Ferida, che si basa su più personaggi realmente esistiti. Discorso a parte merita il trattamento riservato a Junio Valerio Borghese, troppo abbozzato e poco approfondito. D’altro canto, fedeli risultano le rappresentazioni dei due protagonisti: Osvaldo Valenti, megalomane e tossicomane, è un esplosivo e scatenato Luca Zingaretti; Luisa Ferida, sofferta e dolente, è una Monica Bellucci volenterosa e credibile. Il sangue pazzo che scorre nelle loro vene è evidente, ma il film non fa palpitare, non strugge, non emoziona. È indubbiamente bello, a livello estetico e plastico. È fluido, scorrevole, non fa pesare le sue due ore e mezza. Però non colpisce, non entusiasma granché, si lascia vedere senza infamia e senza lode. Il Marco Tullio de “La meglio gioventù” non è lontano, ma neanche vicino. E a quasi a sottolineare una sorta di parentela (voluta, cercata, ma non concreta) col suo capolavoro, ecco che sbucano Sonia Bergamasco come prigioniera e Luigi Lo Cascio partigiano. Ferida e Valenti non sono la meglio gioventù. Sono il contraltare iconograficamente identificato come il peggio. Giordana vuole salvarli dall’oblio dell’odio. Ci riesce. Ma “Sanguepazzo” è un’occasione mancata. Oppure: non è che forse “Sanguepazzo” aveva sin dal principio i presupposti per essere un film utile ma non necessario?
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SI

Opinioni su Sanguepazzo


2011-01-10 20:05:46 Opinione di slim spaccabecco su "Sanguepazzo"
slim spaccabecco

Esercizio stilistico di grande fattura, ma ne risente la visione per il pubblico. La storia sembra non finire mai, gli attori sono troppo ligi a non uscire dal seminato; forse si voleva omaggiare il cinema più che i personaggi. Già Tornatore ci aveva provato con il suo Baaria, ma anche lui era incappato nello stesso errore. Piccolo passo falso per Giordana.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto sufficiente a Sanguepazzo (2008)


2010-12-30 23:13:34 Opinione di barabbovich su "Sanguepazzo"
barabbovich

La tormentata vicenda amorosa di Osvaldo Valenti (Zingaretti) e Luisa Ferida (Bellocci), star del cinema durante il fascismo, accusati di collaborazionismo e torture dai partigiani. C'è da domandarsi cosa induca un regista che ha firmato capolavori come Maledetti vi amerò, I cento passi e La meglio gioventù a reclutare una attrice incapace come Monica Bellocci. Va bene che l'attrice umbra ne doveva interpretare una (Luisa Ferida) che probabilmente era ancora...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a Sanguepazzo (2008)

nessun commento
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2010-06-02 17:35:37 Opinione di chribio1 su "Sanguepazzo"
chribio1

film storico sufficientemente interessante e ben svolto.voto.6.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a Sanguepazzo (2008)


2009-12-04 21:10:09 Opinione di mm40 su "Sanguepazzo"
mm40

Il travagliato cammino verso la distruzione, nel nome di una coerenza non sempre saldissima. La questione principale che sorge dal film va indirizzata ai partigiani: Valenti e la Ferida, una coppia di attori: a che pro eliminarli fisicamente? Giordana ha coraggio nell'aprire un simile squarcio nel dibattito revisionista, ma è ben chiaro che si tratta di una domanda piuttosto retorica, destinata a non avere una risposta effettiva. C'è però una morale, che è quella...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Sanguepazzo (2008)



2009-12-01 20:05:07 Opinione di supadany su "Sanguepazzo"
supadany

VOTO : 6/7. Marco Tullio Giordana conferma con questa opera di essere un artista capace e che soprattutto non ama le storie semplici ed affabili verso il grande pubblico. Realizza infatti un melodramma scorbutico, su due personaggi di spettacolo popolari durante la Seconda guerra mondiale, sul loro tormentato amore, tra vizi e virtù con sullo sfondo un'Italia che dopo il boom economico dell'era fascista si apprestava a crollare, insieme alla superpotenza tedesca, sua alleata. Il...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Sanguepazzo (2008)

1 commento

2009-10-22 17:13:05 Opinione di maxcalifornia su "Sanguepazzo"
maxcalifornia

Sanguepazzo, decimo lungometraggio dell’acclamato regista de “La meglio gioventù”, non si scorda facilmente. Quando si incontra una persona apparentemente squilibrata con tendenze sadiche, è da coprire la bocca aperta con le proprie mani. Quella persona è Osvaldo Valenti, un famoso attore degli anni del fascismo, un erotomane e, soprattutto un sanguepazzo! Luca Zingaretti mette da parte il personaggio di Montalbano e, a sangue freddo, resuscita un...

voto al film: maxcalifornia assegna il voto buono a Sanguepazzo (2008)



2009-03-30 21:47:23 Opinione di sasso67 su "Sanguepazzo"
sasso67

L'inizio, di stilizzato realismo, faceva prevedere qualcosa di meglio. Non era facile raccontare la fine della coppia di attori Valenti - Ferida, uscendo al tempo stesso del già raccontato, del "l'ha già detto Pasolini". Ed in effetti il film, specialmente nei flashback, vivacchia, nonostante una prova quasi sovrumana, tutta d'interpretazione, di un ottimo Zingaretti, che, fisicamente, con Valenti ha ben poco a che vedere. Per fortuna Giordana non è Faenza (mi sento molto lapalissiano...)...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Sanguepazzo (2008)


2008-12-12 23:46:02 Opinione di Mr Blonde su "Sanguepazzo"
Mr Blonde

Voto 7,5!

voto al film: Mr Blonde assegna il voto buono a Sanguepazzo (2008)



2008-12-08 09:56:04 Opinione di OGM su "Sanguepazzo"
OGM

Film di interesse limitato, che di cinema, fascismo e Resistenza parla poco e male. Inoltre, anziché essere incentrato sulle personalità dei due protagonisti, ne mette a fuoco solo i vizi, le perversioni, e, in generale, i tratti caratteriali più oscuri. Ne risulta un quadro parziale, frammentario e discontinuo, formato per lo più da eventi secondari, che nulla veramente spiega dei rapporti tra arte e politica nel ventennio. Assai discutibili la recitazione e la scelta degli interpreti.

voto al film: OGM assegna il voto mediocre a Sanguepazzo (2008)


2008-10-12 12:32:33 Opinione di salusso su "Sanguepazzo"
salusso

Un regista da sempre schierato che non può che guardare con empatia due artisti come lui che però stanno dall'altra parte...

voto al film: salusso assegna il voto buono a Sanguepazzo (2008)




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