Changeling - La recensione di FilmTv
Con Angelina Jolie, John Malkovich, Michael Kelly, Jeffrey Donovan, Jason Butler Harner, Devon Conti, Eddie Alderson, Gabriel Schwalenstocker, Jason Ciok, Kevin Glikmann, Anthony Giangrande
La recensione di FilmTv
Un’opera che cammina con il passo fermo e silenzioso dell’ultimo Eastwood uguale a quello di Henry Fonda in un film di John Ford. E con un’Angelina Jolie immensa, coriacea e affusolata come un cipresso
È difficile capire per quale ragione la critica americana abbia storto il naso di fronte al film e soprattutto perché non ne abbia riconosciuto la qualità più evidente: è forse il migliore di Angelina Jolie. Disperata, coriacea e affusolata come un cipresso o una stalattite, alterna immensità della sofferenza e feroce determinazione rievocando attrici del calibro di Barbara Stanwyck o Joan Crawford. Che altro avrebbe potuto fare una madre dopo che il figlio, ragazzino, scompare improvvisamente, la polizia ne ritrova uno a caso che spaccia come il suo per far tacere l’opinione pubblica e quando lei si ribella all’assurdità viene sbattuta in manicomio? È, in ogni caso, quello che fece la madre vera visto che Michael Straczynski ha scritto il copione attingendo alle cronache e agli atti giudiziari. In una Los Angeles alla fine degli anni 20 che i colori scabri e austeri della fotografia di Tom Stern (lo stesso di Million Dollar Baby) rendono più vicina al bianco e nero di Paper Moon che alla metropoli glamour di Chinatown, il film ha la polizia corrotta dei romanzi di Ellroy e un predicatore (John Malkovich), il cui fanatismo, è decisivo nella ricerca della giustizia e della verità: un ulteriore segno di quanto accanita e retta sia l’esplorazione morale del regista di Mystic River. Anche questo film, che cammina con il passo fermo e silenzioso dell’ultimo Eastwood uguale a quello di Henry Fonda in un film di John Ford, è un asciutto e desolante capitolo di ammissione d’impotenza nei confronti dell’intransigenza del fato e dell’ingiustizia. È un percorso sorretto dallo stile non meno che dalla paura e dallo sdegno per il sopruso e il dolore. Nell’evocare le gesta atroci di un serial killer, Eastwood sembra ispirarsi a un classico come A sangue freddo di Richard Brooks (tratto da Capote). Sia l’esecuzione disumana del mostro (Jason Butler Harner, ha anche tratti fisici simili al protagonista di quel film, il mitico Scott Wilson), sia le ombre e le notti terribili, lo ricordano da vicino.
Commenti
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22 novembre 2008, 11:12 di miawallace
Solo un appunto. Perchè due pallini sotto la voce "erotismo"? Cosa c'è di erotico in questo film?
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5 aprile 2009, 04:39 di Sal Paradise
Assolutamente d'accordo con Mario Sesti. Eastwood è oggi l'unico paragonabile a John Ford: a partire da Bird, i film di Clint sono tutti capolavori eccezionali, classici e di altissimo valore etico-morale.
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2 agosto 2009, 11:44 di pulp
CLINT EASTWOOD COME IL VINO MIGLIORA CON L'ETA' E SI AVVICINA SEMPRE PIU' AI GRANDI DEL PASSATO JOHN FORD JOHN HUSTON. IL SUO E' UN FILM PACATO E LINEARE CHE FILA VIA DRITTO FINO ALLA FINE CON UNA ANGELINA JOLIE AL SUO MIGLIOR FILM ANCHE SE E' FORSE TROPPO BELLA PER IL SUO RUOLO. E SICURAMENTE NON SARA' CASUALE CHE EASTWOOD PRENDA IN CONSIDERAZIONE IL PERIODO APPENA PRECEDENTE ALLA GRANDE DEPRESSIONE CON LE ANGHERIE DEI POTENTI COME A VOLER SOTTOLINEARE CHE SIAMO DI FRONTE OGGIGIORNO ALLO STESSO SCENARIO
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