Palermo Shooting (2008)
Con Dennis Hopper, Giovanna Mezzogiorno, Milla Jovovich, Lou Reed, Patti Smith, Jana Pallaske, Sebastian Blomberg, Udo Samel, Campino, Melika Foroutan
La trama
Finn è un fotografo tedesco di fama mondiale che conduce una vita frenetica. A un certo punto però, quando la complessità della sua esistenza gli sta sfuggendo di mano, decide di dare un taglio con tutto e si reca a Palermo. Nella città siciliana gli accadono strane cose e si trova inseguito da un uomo in cerca di vendetta. Ma nel frattempo gli si apre anche una nuova vita grazie a un incontro con una giovane restauratrice siciliana con la quale sboccia l'amore.
Con un incipit che cita Cadaveri eccellenti, il Nosferatu di Herzog (la grande cripta dei Cappuccini) e Io ti salverò di Hitchcock (l’orologio liquido di Dalì), Wenders, almeno nella parte tedesca firma le sue riprese più interessanti da molti anni a questa parte. Da buon massimalista, non si nega nulla e nel suo film ci finisce pure la fotografa Letizia Battaglia. Tanto rock coi fiocchi, un’apparizione già leggendaria di Lou Reed e Dennis Hopper tristo mietitore armato di arco fanno di Palermo Shooting un film profondamente “sbagliato” che è impossibile non amare almeno un po’.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 48/2008
Tagliato di 16 minuti e rimontato rispetto alla versione presentata a Cannes 2008, l’ultima fatica di Wim Wenders procede tra errori e riprese assai interessanti. Camei di culto: da Lou Reed a Campino a Hopper
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 09/01/2011 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
“Tra il pensiero e l’espressione c’è il tempo di una vita”
Dopo i fischi alquanto ingenerosi della presentazione al Festival di Cannes del maggio di quest’anno, Wim Wenders ha ripreso in mano la sua ultima fatica Palermo Shooting, lavorando molto di lima e accorciando il metraggio di circa diciotto minuti. Il risultato finale è un film sorprendente, filosofico nella sua essenza (con una certa vocazione metafisica), che cerca di affrontare il tema del senso della vita dal punto di vista della morte. La storia è molto semplice ed è un pretesto per il 63 enne regista di Dusseldorf per fare una autoanalisi spietata dopo la parentesi americana de la Terra dell’Abbondanza e Non Bussare alla mia porta. Finn (interpretato in maniera convincente dalla rock star tedesca Campino) è un fotografo di successo che passa le notti insonni sotto lo scorrere incessante del tempo: la frenesia e la velocità nella quale vive sembrano nascondere una profonda inquietudine interiore. Guarda il paesaggio urbano fuori dalle sue finestre ma i riquadri nei quali è incasellata la sua vita lasciano intravedere pezzi mancanti. La realtà visibile sembra sfuggirgli di mano, le sue foto non colgono l’essenza del reale ma sembrano una sbiadita fotocopia, una illusione di realtà ricreata con le più moderne tecniche del digitale, in cui però affiora quello scarto tra percezione soggettiva e realtà oggettiva che va divaricandosi con il passare del tempo. Finn assomiglia un po’ al fotografo di Blow Up di Michelangelo Antonioni: cambia solo lo scenario, la Dusseldorf anno 2008 contro la swinging London di fine anni 60. Il problema ontologico della indecifrabilità della realtà visibile rimane invece lo stesso. Ma anche se il punto di partenza è comune, Wim Wenders sceglie la strada di un’ altra fuga, che è una sorta di inseguimento di sé stessi per provare a darsi un senso. Mentre il protagonista di Blow Up intuendo la vastità del nulla che sta attorno all’ esistenza, finiva per scomparire, Finn decide per un percorso non agnostico ma appunto metafisico e sulla scorta di un segno che compare su un battello (la scritta Palermo e una vecchia Fiat 500) si mette in viaggio verso la Sicilia, terra di contrasti e contraddizioni. Lo sguardo di Wenders su Palermo è davvero particolare e svela una città invisibile fatta di silenzi e canti funebri, di catacombe dei Cappuccini e del famoso quadro del Trionfo della Morte di Palazzo Abatellis, di teatri decadenti e vicoli tortuosi, della piazza dei Quattro canti e della zona portuale. Il Grande Porto (Panormus) accoglie il naufrago Finn, in fuga dalla figura materna (spesso visualizzata nei frammenti onirici), in cerca di una paternità impossibile (lo sguardo sul pancione della gravida è un misto di rimpianto e di invidia), riportandolo alla meditazione e al sonno ristoratore. ESPANDI +
- negative [7]
- sufficienti [4]
- positive [2]
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31 maggio 2012 Opinione di uccio su "Palermo Shooting"
Il film può piacere o può non piacere. Assunto questo valido un po' per tutti i film, per taluni però lo è in misura maggiore. Certo non si tratta di un capolavoro, qualche passaggio a vuoto c'è, qualche leggerezza, qualche dialogo didascalico o retorico o scontato se vogliamo. La pellicola però a mio avviso gode di una grande dose di fascino. I ritmi non sono frenetici e pure non annoia, parti oniriche non sempre comprensibili ma comunque attraenti, concetti metafisici e filosofici,...
voto al film: 
1 maggio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Palermo Shooting"
Uno di quei film che ti fanno uscire dal cinema con un immenso punto interrogativo/esclamativo nell'immaginario fumetto soprastante. Ti chiedi: “Sono io il deficiente che proprio non afferra il messaggio dell'opera, o è che il film era solo una mera accozzaglia di immagini e suoni buttati lì alla rinfusa?”. A Wenders riconosco una gran maestria nel creare immagini affascinanti, ma anche una pauperrima vocazione narrativa. Ci sta che farebbe meglio a fare il cineoperatore per qualche...
voto al film: 
25 agosto 2011 Opinione di slim spaccabecco su "Palermo Shooting"
I film di Wenders non sono mai facili da digerire; non ci si può attendere questo. Anche qui non si smentisce, ma non si può proprio dire che non sia riuscito. Bravo Wim, ottima prova.
voto al film: 
9 gennaio 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Palermo Shooting"
ESSERE E TEMPO “Tra il pensiero e l’espressione c’è il tempo di una vita” Dopo i fischi alquanto ingenerosi della presentazione al Festival di Cannes del maggio di quest’anno, Wim Wenders ha ripreso in mano la sua ultima fatica Palermo Shooting, lavorando molto di lima e accorciando il metraggio di circa diciotto minuti. Il risultato finale è un film sorprendente, filosofico nella sua essenza (con una certa vocazione...
voto al film: 
21 febbraio 2010 Opinione di mm40 su "Palermo Shooting"
Che Wenders sia un grande regista è fuori discussione; che Palermo shooting sia un lavoro riuscito però non è proprio nemmeno da considerare: due ore (ma perchè non provare a contenersi?) in cui musica e dialoghi si fondono alla disperata e vana ricerca di un soffio esistenziale, di qualcosa che protegga l'artista (il fotografo, cioè per ovvia traslazione Wenders stesso) dalla morte. Se il regista si realizza così, girando questo film, ed il...
voto al film: 
13 novembre 2009 Opinione di peterpaul su "Palermo Shooting"
Non è compito facile lanciare certezze su un film simile dopo averlo visto una volta sola. Tale complessità può essere considerata una consuetudine della cinematografia di Win Wenders, sempre attento nella costruzione di personaggi complessi e impenetrabili, che spesso ostacolano il compito dello spettatore nello sfogo della sua carica empatica. Palermo Shooting è un film complesso, visionario, onirico, "brutto"; è inevitabile proporre un simile...
voto al film: 
1 ottobre 2009 Opinione di maldoror su "Palermo Shooting"
Il film credo sia una specie si minestrone delle ossessioni wendersiane, soltanto messe insieme in maniera un po' troppo didascalica rispetto al passato, e senza nessun particolare momento di bellezza o di grande cinema. Sicuramente non si tratta di un capolavoro, ci sono alcuni momenti un po' imbarazzanti (su tutti il dialogo finale fra il protagonista e la Morte, un Dennis Hopper pelato, con saio bianco e costantemente colpito da un fascio di luce bianca), ma a parte questo,...
voto al film: 
14 settembre 2009 Opinione di ico su "Palermo Shooting"
Quando un regista si innamora di una città, dei suoi monumenti, dei suoi vicoli, delle sue miserie e delle sue ricchezze, può fare molti danni a sè stesso e al cinema, perché quell'amore trasfigurato in pellicola diviene una sequenza di cartoline con e per la città, con una storia in sottofondo. Ma quando un regista di culto, vittima del culto per la propria personalità, si innamora di una città, può fare disastri. PALERMO SHOOTING non...
voto al film: 
18 aprile 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Palermo Shooting"
E’ desolante cercare di intraprendere una discussione costruttiva su un film del genere, perché ci si rende conto che si possono solo azzardare ipotesi campate in aria riguardo le intenzioni di chi l’ha concepito. La crisi artistica di cui Wenders soffre ormai da tempo pare essere giunta al punto più basso: difficile che in futuro il regista tedesco riuscirà a partorire qualcosa di peggio di “Palermo shooting”. I rappresentanti del mondo musicale qui radunati vengono sprecati in...
voto al film: 
23 marzo 2009 Opinione di OGM su "Palermo Shooting"
L'arte della fotografia è la dimensione in cui la realtà perde di sostanza e si assottiglia fino a diventare una patina impalpabile; ed è una forma di espressione che sfiora appena la superficie del mondo, con la folle leggerezza e l'acrobatica agilità del sogno. È il luogo ideale per chi, avendo paura della serietà dell'esistenza e dei pesanti interrogativi che essa pone, preferisce evadere in un universo fatto di illusioni provvisorie, estemporanee ed individuali, paragonabili a...
voto al film: 
- negative [7]
- sufficienti [4]
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