Il mondo di Horten (2007)
Con Peter Bredal, Bjørn Floberg, Nils Gaup, Peder Anders Lohne Hamer, Bjarte Hjelmeland, Per Jansen, Bjørn Jenseg, Henny Moan, Ghita Nørby, Baard Owe
La trama
Un viaggio in treno attraverso la campagna norvegese. Alla guida c'è Odd Horten, 67 anni, alla sua penultima corsa da Oslo a Bergen. Il giorno seguente compirà l'ultimo tragitto. Ma per la prima volta in quasi 40 anni, Horten arriverà in ritardo e mancherà la partenza...
Bent Hamer torna alla sua Norvegia, già ritratta per esempio in Kitchen Stories (il film che lo ha reso noto al pubblico nel 2003), e lo fa con una sorta di fiaba sulla senilità. Il risultato è originale e divertente, finestra sull’assurdo del mondo ma anche epifania, senza poeticismi, sulla rinascita di una vita.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 26/2009
Una finestra sull’assurdo del mondo ma anche epifania, senza poeticismi, sulla rinascita di una vita. Assolutamente da vedere
L'opinione più votata
Di pazuzu scritta il 24/08/2010 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Odd Horten è un uomo di 67 anni che tutte le mattine si alza presto e va a lavorare, pranza tutti i giorni presso la stessa tavola calda, ed è ospite fisso, durante i pernottamenti per lavoro, presso l'hotel di Svea, donna sola quanto lui che, oltre ad offrirgli una stanza, gli offre un pasto caldo e quattro chiacchiere in compagnia. Odd fa il ferroviere, è macchinista, e gli orari inflessibili imposti dal lavoro sono l'unico vincolo che ha scelto di accettare nella vita. Giunto alla pensione e dato l'addio alle proprie vecchie abitudini, avrà modo e tempo per guardarsi indietro e cercare la forza necessaria per sporgersi in avanti.
Il mondo di Horten è un film piccolo piccolo che sceglie di seguire passo passo, ma con pudico distacco, le mosse del protagonista che, smessi i panni del conducente di treni, inizia a chiedersi cosa sarebbe stata la sua vita, lui che per timore ha sempre rinunciato ad ogni salto nel vuoto, se solo avesse scelto di viverla anziché limitarsi ad osservare quelle degli altri. Gli incontri e gli eventi, che nel film si susseguono a ritmo lento e compassato, sono descritti con una freddezza che fa il paio con quella del protagonista, uomo cordiale con tutti ma incapace di provare empatia per alcuno. Con l'inseparabile pipa Lillehammer GL sempre in bocca (sua unica passione autentica), Odd presenzia imperturbabile all'imbarazzante cerimoniale di consegna della "Locomotiva d'argento" da parte dei colleghi, per poi finire, per caso e per volontà, a far da comparsa in altre vite marginali come la sua: da quella di Nordhal, un ragazzino capace di imitare con la propria batteria il rumore del treno sulle rotaie, a quella di Trygve, uno strambo inventore col vizio di guidare bendato, passando per quella di Opsahl, un vecchietto smemorato che perde sistematicamente la sua scatola di fiammiferi. Lambendo con apparente indifferenza queste diverse solitudini, Odd continuerà ad interiorizzare ogni re(l)azione in attesa di incappare in una molla che lo induca a fare quel salto di cui ha sempre temuto gli esiti. Ogni dialogo, ma anche, e soprattutto, ogni silenzio, faranno parte del percorso di crescita che Odd si troverà ad intraprendere, con colpevole ritardo, a 67 anni suonati; ogni conversazione ed ogni avvenimento, anche casuale (la nuotata notturna in piscina "insieme" ad una giovane coppia di amanti), lo costringeranno, di conseguenza, a fare i conti con una vita mai vissuta, fornendogli altresì gli strumenti utili a convincersi che provare ad aprirsi veramente agli altri è un rischio che va corso soprattutto per sé stessi.
Il mondo di Horten è il tenero racconto della ricerca dell'identità da parte di un uomo che per anni l'ha sfuggita e che con la pensione, ossia senza il lavoro, non ha più la compulsione necessaria per nascondersi ulteriormente. Dopo Kitchen Stories, Bent Hamer ci mostra un nuovo spaccato del suo universo fatto di uomini soli e alla ricerca di sé, e lo fa attraverso una poetica che richiama da vicino quella di Aki Kaurismaki, pur mantenendo un profilo più basso e senza raggiungere i medesimi livelli di lucida follia. Quelli proposti da Hamer sono una serie di bozzetti surreali, di ritratti freddi e solo apparentemente schematici che rendono a tutto tondo il piattissimo mondo in cui vegeta il protagonista. Leggero, stralunato e malinconico, il suo è un film imperfetto, che rallenta eccessivamente qua e là ma non ha mai dubbi sulla direzione da prendere, un film che va gustato scena per scena, che sceglie un approccio riflessivo e per questo richiede un piccolo sforzo allo spettatore, ma che è anche pronto a ricambiare la fiducia con diversi sorrisi ed un accorato invito a vivere la vita. ***½
- negative [3]
- sufficienti [5]
- positive [4]
- leggi tutte le opinioni
14 maggio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Il mondo di Horten"
Odd Horten, laconico macchinista Norvegese, riassume, simboleggia la vita/non vita troppo tipica della nostra era. Il film ci mostra i suoi ultimi giorni in servizio e i primi da pensionato, e fra un episodio grottesco e l'altro ci accompagna verso un finale di speranza e rinascita. Fin qui tutto bene, ma il viaggio è un po' troppo lento, alla Jarmusch diciamo pure, e penalizza quello che sarebbe potuto essere invece un film eccellente.
voto al film: 
15 dicembre 2010 Opinione di leporello su "Il mondo di Horten"
Il mondo gira intorno a Horten e alla sua pipa, lui ne è solo il testimone muto e mite, protagonista involontario, pretesto per quella descrizione dei rapporti umani che è uno dei motori della poetica filmografia di questo piccolo, bravo, delicato e intelligente regista norvegese. A presto al cinema, Bent, per il tuo racconto di Natale....
voto al film: 
20 settembre 2010 Opinione di PompiereFI su "Il mondo di Horten"
Per Horten (il valido attore Bard Owe, già visto al servizio di Lars von Trier) si avvicina l’ultimo fine settimana di lavoro come macchinista ferroviario. Lui non sogna di andare in Thailandia come i suoi colleghi, c’è qualcosa che lo lega indissolubilmente a quello che fa, non ama stare sotto i riflettori ed è isolato come le sterminate pianure norvegesi che vede dal locomotore. Un’onorificenza lo attende, per il grado di esperienza raggiunto e...
voto al film: 
24 agosto 2010 Opinione di pazuzu su "Il mondo di Horten"
Dopo la parentesi americana di Factotum, Bent Hamer torna alla sua Norvegia e alle atmosfere sospese che hanno fatto del precedente Kitchen Stories un piccolo fenomeno di culto. Il mondo di Horten non vale il predecessore, è bene chiarirlo subito, ma, pur non riuscendo a riproporre appieno la stessa alchimia, si presenta comunque come un'opera di buona fattura. Odd Horten è un uomo di 67 anni che tutte le mattine si alza presto e va a lavorare, pranza tutti i giorni presso la...
voto al film: 
20 agosto 2010 Opinione di almodovariana su "Il mondo di Horten"
Un po' inferiore a "Kitchen stories" perché è molto più frammentario; film poetico sul ricominciare a vivere in età adulta; il regista comunica un messaggio d'umanità attraverso il protagonista
voto al film: 
10 luglio 2010 Opinione di bradipo68 su "Il mondo di Horten"
Mentre l'orologio biologico di Odd Horten scandisce il suo tempo sempre più lentamente adattandosi al processo di invecchiamento naturale,i suoi orari di lavoro continuano a essere sempre,aridamente gli stessi.La sua vita è sempre stata senza sussulti incanalata su percorsi decisi da altri. Dopo anni di onorato servizio,a 67 anni suonati è arrivato il tempo della sudata pensione.E la sua vita cambia,da un mondo scandito dagli orari ferroviari si passa a un...
voto al film: 
3 maggio 2010 Opinione di OGM su "Il mondo di Horten"
Il mondo di Horten è una comica senza ilarità, che della goffaggine nel rapporto con la vita coglie solo l’amarezza. Il protagonista, un ferroviere che è appena andato in pensione, da conducente del treno si ritrova improvvisamente passeggero di un’esistenza che non gli appartiene, e in cui vede solo transitare gli altri, in tanti modi che, dalla prospettiva della sua solitaria normalità, risultano alquanto misteriosi. Davanti ai suoi occhi...
voto al film: 
29 dicembre 2009 Opinione di riverworld su "Il mondo di Horten"
Sarà la distanza culturale con il mondo scandinavo, il loro tipo di ironia, il loro modo di vivere i rapporti interpersonali, ma questo film, pur partendo da ottime premesse come ambientazione e personaggi, alla fine risulta dimesso, troppo morbido, sospeso in un mondo tutto suo, con suoi linguaggi e significati anche un po' incomprensibili ed inaccessibili.
voto al film: 
9 ottobre 2009 Opinione di billykwan su "Il mondo di Horten"
Erano mesi che facevo la posta al vecchio Horten ed ora, dopo averlo mancato per l’intera estate, eccolo lì, in una visione infrasettimanale d’essai. Un’amica niente male mi invita a “Ricatto d’amore” ma io, sentendomi come Rick Blaine, rispondo: “Another time, baby …c’è Horten che mi aspetta!”. E così mi sono precipitato, dimenticando peraltro a casa un biglietto omaggio da sfruttare per l’occasione....
voto al film: 
21 agosto 2009 Opinione di cris1970 su "Il mondo di Horten"
I buoni propositi ci sono, interessante la storia di un uomo fin troppo timido e ordinario che cambia passo dopo la pensione trovando il coraggio che non ha mai avuto. Il problema è che è il film a non cambiare passo. Il ritmo troppo lento penalizza il risultato complessivo pur con qualche trovata interessante, la tragicomica serata con i colleghi per festeggiare la pensione su tutte.
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [5]
- positive [4]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:
































