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La classe - Entre les murs - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Mauro Gervasini

Dentro le mura di un’aula della banlieue un professore e i “suoi” ragazzi senza voler dimostrare che gli insegnanti in trincea siano bravi e quanto ideale sia la società multiculturale. Meritata Palma d’oro a Cannes

La prima “classe” del film, a dire il vero, è quella dei professori. All’inizio dell’anno scolastico si ritrovano, si studiano, accolgono i novizi dicendo loro «bon courage». E il coraggio serve quando lavori nella scuola pubblica, magari in una banlieue. Lo sa bene François Bégaudeau, ex insegnante autore della sceneggiatura (tratta dal suo libro omonimo, ora pubblicato in Italia da Einaudi) e protagonista nel ruolo di un quasi se stesso, docente di francese. Anche gli allievi sono veri, con i loro nomi di battesimo, complici di un gioco che li lascia molto liberi di essere quel che sono, con le loro asprezze e complessità. Adolescenti di seconda media che del mondo pensano di sapere già tutto, cresciuti in fretta smanettando su un computer, assecondando le prime pulsioni sessuali, sfogando le proprie repressioni familiari fuori casa e quasi sempre tra le mura della scuola. C’è poi il problema della lingua. Per alcuni di loro (il ragazzo cinese per esempio) il francese è terra straniera, da imparare quasi da zero. Del resto all’africano che tifa Francia e odia Materazzi si oppone il marocchino che pensa alla patria dei padri. Il prof s’ingegna, fa il progressista, cerca il dialogo, porge l’altra guancia ma poi è umano, crolla, li manda al diavolo, ha le sue simpatie e incastra il duro della classe forse al di là delle vere intenzioni. Un concentrato di umanità incandescente, troppo bello per non essere vero, mai edificante però, perché il regista Laurent Cantet tiene l’ideologia fuori dalla porta, non vuole dimostrare quanto siano bravi gli insegnanti in trincea e quanto ideale sia la società multiculturale ricreata in aula. Si soffre e ci si incazza, invece, perché l’impasto è nudo e crudo, il fallimento delle certezze pedagogiche dietro l’angolo. Grandissima operazione cinematografica che tratta la realtà e la finzione allo stesso modo, senza farti mai pensare neppure per un attimo che alla base di tutto ci sia un copione. Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, meritatissima.


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