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Lasciami entrare - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Andrea Fornasiero

Dall’omonimo romanzo di John Ajvide Lindqvist, un horror davvero prezioso, rigoroso, dettagliato, disturbante e originale. Un film che inquieta e che non ammicca a romanticismi in stile Twilight. Un racconto ricco di ambiguità, che non lascia scampo

Prima pellicola distribuita in Italia dello svedese Tomas Alfredson, Lasciami entrare è tratto dall’omonimo romanzo del 2004 di John Ajvide Lindqvist, anche autore della sceneggiatura. Dopo un notevole successo in vari festival (tra cui Torino dove è stato presentato fuori concorso) e una limitata distribuzione negli States, né è già annunciato un (probabilmente) inutile remake americano per mano del regista di Cloverfield. Ambientato nei primi anni 80 nel quartiere di Blackeberg a Stoccolma, durante un inverno particolarmente rigido, Lasciami entrare ci cala in un luogo buio, dove le speranze suscitate dalle ideologie sono tramontate e il razionalismo del quartiere costruito a tavolino, senza storia, si è mutato in uno scheletro urbano inospitale, attraversato dalle paranoie della guerra fredda e innaturale teatro di frustrazioni che sfociano in alcolismo o bullismo. Il dodicenne Oskar sogna appunto di vendicarsi dei suoi giovani persecutori, e nell’assenza di figure familiari significative o di amici importanti, trova un appiglio in Eli, una ragazzina quasi altrettanto sola, ma abituata a convivere con il gelo del mondo circostante. Del resto Eli è molto più vecchia di quanto non appaia, e capisce perfettamente i desideri più sanguinari e segreti del suo giovane amico. Non ci si aspettino però romanticismi in stile Twilight: il classico intrecciarsi d’amore e morte dei miti vampireschi è qui declinato senza ammiccamenti adolescenziali. La regia, infatti, non incede mai sui dettagli sanguinari né fa uso di convenzioni horror come le impennate di volume, e anzi preferisce tenere la scena più forte del film interamente fuoricampo, spingendosi fino a renderne ovattati i suoni attraverso una prospettiva subacquea. Il film inquieta per la giovane età dei protagonisti, che finiscono per colpire anche alcune vittime più o meno innocenti, in un racconto ricco di ambiguità, culminanti nel finale, dove una luce di ciclica simbiosi viene gettata sul rapporto tra Eli e Oskar. Rigoroso, dettagliato, disturbante e originale: Lasciami entrare è un horror davvero prezioso.


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