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Il mio sogno più grande (2007)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il mio sogno più grande: assente
Ritmo ritmo in Il mio sogno più grande: presente
Impegno impegno in Il mio sogno più grande: minimo
Tensione tensione in Il mio sogno più grande: minimo
Erotismo erotismo in Il mio sogno più grande: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Il mio sogno più grande

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Il mio sogno più grande (voti: 11 media: 2,64) 11

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La trama

Il regista di "Una scomoda verità", di Al Gore, firma "Il mio sogno più grande": lo sport come riscatto dal dolore e dal sessismo.

Gracie Bowen è una graziosa adolescente che vive nel New Jersey. In casa la maggior parte delle attenzioni è riservata ai suoi tre fratelli dei quali solo Johnny, il maggiore - che è anche un ottimo e appassionato calciatore -, è il vero alleato e confidente della ragazza. Purtroppo Johnny resta ucciso in un incidente, gettando la famiglia nella disperazione. Sarà Gracie a prendere sulle spalle il lutto di tutti cercando di trasformarlo con un'azione simbolica: prendere il suo posto nella squadra di calcio del college per cercare di segnare il goal che avrebbe voluto segnare lui. Ma per farsi accettare dovrà compiere un lungo e difficile percorso. 

Ispirato a una storia vera, a metà strada tra _Sognando Beckham_ e _Il bacio che aspettavo_, il film di Davis Guggenheim offre diversi spunti interessanti: il pudore del dialogo tra un padre e la figlia adolescente, un universo maschile rappresentato dalla squadra di calcio, che diventa l’emblema dell’esclusione sessista. Peccato che tutti i temi siano appena sfiorati, e le idee accennate e mai davvero prese sul serio.

La recensione di FilmTv

Di Silvia Colombo - FilmTV n. 29/2008

Una ragazza cerca di entrare nella squadra maschile di calcio per onorare il fratello morto

Anni 70, New Jersey: la quindicenne Gracie ha il sogno di giocare a pallone in una squadra di calcio maschile. Ispirato a una storia vera, a metà strada tra Sognando Beckham e Il bacio che aspettavo, il film di Davis Guggenheim (Una scomoda verità) offre diversi spunti interessanti: il pudore del dialogo tra un padre e la figlia adolescente, un universo maschile rappresentato dalla squadra di calcio, che diventa l’emblema dell’esclusione sessista. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di gene55 scritta il 13/03/2012 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Il sogno più grande di Gracie,ragazzina bionda e peperina,è quello di riscattare l'umore della famiglia e le sorti della squadra di calcio di cui era capitano il fratello,prematuramente scomparso in un incidente stradale.
Medicina di questo riscatto dovrà essere il calcio,le sue regole,i sacrifici,le corse di prima mattina;come se non bastasse a complicare un percorso già di per sè ginkanesco,ci si mettono tutti i pregiudizi e le incompresioni che vedono da sempre il calcio come uno sport fatto per maschi e che mal si addice alla coda da cavallo e al reggiseno di Gracie.
Metteteci un padre che si rifiuta di allenarla e un'amica che (giustamente) pensa ai ragazzi e all'agognata 'prima volta' ed il gioco è fatto...

Tralasciando dialoghi spesso vuoti e mal doppiati,qualche salto temporale non accuratamente giustificato,ed un passo nel racconto tremedamente prevedibile,il film lascia buone sensazioni ed affronta temi come l'emarginazione ed il disagio sociale in modo leggero ma spesso efficace.
La rivalsa finale di Gracie (...che ad un certo punto si lancia in una serpentina che manco Hollyver Hatton
dei tempi d'oro...) può essere colta come la rivincita della volontà,del lavoro che infine paga,della bellezza che s'inchina (prima o poi,questa l'ho letta!!) alle capacità.
Certo il capitano che subentra al fratello scomparso sembra Maxi Lopez e vuole fare Ibrahimovich,l'allenatore assomiglia al vecchio Fatih Terim che allenava il Milan,salvo poi rivelarsi un Serse Cosmi dè noantri,il papà-trainer un Marco DelVecchio post derby perso 4-0 dalla Roma,ma il film non fa lode al sesso maschile,non si fa carico di questo obiettivo.
Ne esce,invece,alla grande il gentilsesso;  
Attraverso -per esempio- gli occhi della madre e nelle sue misere aperture di bocca.
Zitta e pronta a fare gli straordinari per permettere alla figlia di illudersi dell'invincibilità,nel sentire possibile e realizzabile una scommessa,un sogno per l'appunto.
Quante ne vediamo,d'altronde,ogni giorno di queste mamme...!?
Loro si sà,danno da campare a cento figli....
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SI

Opinioni su Il mio sogno più grande


13 marzo 2012 Opinione di gene55 su "Il mio sogno più grande"
gene55

Il sogno più grande di Gracie,ragazzina bionda e peperina,è quello di riscattare l'umore della famiglia e le sorti della squadra di calcio di cui era capitano il fratello,prematuramente scomparso in un incidente stradale. Medicina di questo riscatto dovrà essere il calcio,le sue regole,i sacrifici,le corse di prima mattina;come se non bastasse a complicare un percorso già di per sè ginkanesco,ci si mettono tutti i pregiudizi e le incompresioni che vedono da sempre il calcio come uno...

voto al film: gene55 assegna il voto sufficiente a Il mio sogno più grande (2007)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

27 agosto 2010 Opinione di chribio1 su "Il mio sogno più grande"
chribio1

insomma dai,non e' cosi' malaccio,ricorda da vicino ovviamente "Sognando Beckham".voto.6.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a Il mio sogno più grande (2007)



11 settembre 2008 Opinione di superficie 213 su "Il mio sogno più grande"
superficie 213

Grande successo in sala negli States approda anche da noi questa storiella di calcio e crescita. Purtroppo pero' il film non ha una vera identita',non riesce a far commuovere,non esalta per le scena fasulle di calcio e non riesce neanche ad intrattenere senza annoiare. Regista di questo pastrocchio e tal Davis Guggenheim che seppur dotato di una buona tecnica non riesce a far salie le quotazione di un film francamente debole ed inconsistente. La voglia di arrivare della ragazzina...

voto al film: superficie 213 assegna il voto mediocre a Il mio sogno più grande (2007)


28 luglio 2008 Opinione di silent1978 su "Il mio sogno più grande"
silent1978

Un onesto film sul coraggio del volersi affermare per scoprire se stessi. Il calcio è uno sport per soli maschietti? e chi lo dice?....anche se qui lo sport più amato nel mondo è solo l'ennesimo pretesto per appunto confezionare l'ennesima pellicola ibrida e "multifunzione". Il film scorre via liscio, non ha nessuna pretesa e nonostante tutto diverte ed emoziona quel tanto che basta. Una pellicola onesta ma di sicura "transizione" in attesa di qualcos'altro di ben più...

voto al film: silent1978 assegna il voto sufficiente a Il mio sogno più grande (2007)




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