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Il ladro di bambini (1992)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il ladro di bambini: minimo
Ritmo ritmo in Il ladro di bambini: forte
Impegno impegno in Il ladro di bambini: forte
Tensione tensione in Il ladro di bambini: forte
Erotismo erotismo in Il ladro di bambini: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il ladro di bambini

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il ladro di bambini (voti: 41 media: 3,83) 41

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La trama

Rosetta, (Scalici), una bimba di dieci anni di origine siciliana residente a Milano, deve essere scortata con il fratellino Luciano (Ieracitano) in un istituto per minori a rischio, a Civitavecchia, perché la loro mamma è stata arrestata. Motivo: istigazione e sfruttamento della prostituzione. L'accompagnamento viene affidato a una coppia di giovani carabinieri. Data la facilità dell'incombenza, uno si eclissa con la complicità dell'altro, Antonio (Lo Verso), che si mette in viaggio. A Civitavecchia però il direttore dell'istituto si rifiuta di accogliere i bambini appellandosi a una serie di cavilli burocratici e il viaggio deve così prolungarsi fino alla Sicilia, dove vivono i parenti dei piccoli. Durante questo secondo tragitto il militare decide di compiere alcune divagazioni, tra cui una visita ai propri parenti in Calabria e una breve sosta al mare.  

La pellicola acclamata da pubblico e critica, è tutta centrata sul delicato equilibrio dei rapporti tra i bambini e il carabiniere che li scorta (veramente bravissimo Enrico Lo Verso) e sulla psicologia della piccola "pretty baby". Vincitore del Gran Premio della Giuria a Cannes, il film è un esempio di cinema italiano sincero, serio, commovente, civile. La narrazione è fluida, l'interpretazione emozionante, la fotografia suggestiva.

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L'opinione più votata

Di nickoftime scritta il 26/12/2010 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

Rosetta e Luciano sono due fratellini che il destino mette nelle mani di Antonio, il carabiniere calabrese che li deve accompagnare all’istituto per minori, dopo l’arresto della madre, colpevole di far prostituire la figlia con avventori occasionali. Antonio è inizialmente distaccato, risentito (“ma non li potevano affidare all’assistente sociale” dice senza neanche conoscerli) rispetto ad un incarico che sembra sminuirlo agli occhi di un ego che guarda a quella carriera come un mezzo per emanciparsi dai problemi della terra natia. Poi, complice il rifiuto dell’istituto demandato all’accoglienza dei bambini ed al conseguente prolungamento del viaggio verso la nuova destinazione, inizia ad affezionarsi ai due ragazzi di cui nessuno sembra volersi curare. Dopo una serie di film in cui l’impegno civile si traduceva nella scelta di soggetti legati alla Storia del nostro paese (I ragazzi di via Panisperna, Colpire al cuore, Porte Aperte), Gianni Amelio cambia registro per fare i conti con le urgenze di una vicenda umana e personale, che solamente le necessità di consolidare un mestiere iniziato per scommessa e continuato per passione, avevano potuto rimandare. Così il trauma di un padre partito per Lamerica e mai più ritornato rivive nella trasposizione cinematografica negli occhi e negli sguardi dei due piccoli protagonisti, costretti a fare i conti con il dolore di un affetto negato e con un mondo che li punisce per una colpa che non hanno commesso. Amelio decide di raccontarsi e di raccontare la propria esperienza attraverso la storia di un infanzia violata, in cui l’indifferenza degli uomini, delle istituzioni e della loro leggi è ancora più dolorosa della causa che l’ha creato. Inizialmente separati dalle rispettive esperienze, i tre personaggi si ritrovano accomunati nella stessa condizione di umiliati ed offesi fino a quando, per una situazione contingente, anche Antonio, finalmente solidale con i due diseredati, dovrà fare i conti con i meccanismi di un sistema che scambia la sua solidarietà per un colpo di testa e lo costringe a rientrare nei ranghi, a diventare come gli altri, indifferente e duro, pena la messa a rischio del posto di lavoro. Girato con uno stile che sembra entrare in punta di piedi nella vita dei suoi personaggi (siamo lontani dal “combact film” che avrebbe caratterizzato il cinema d’autore degli anni successivi), “Ladro di bambini” è in realtà, anche sotto questo profilo un film capolavoro. Sintonizzato sulle note musicali che Francesco Piersanti riduce all’essenziale, suoni dell’anima che fanno da contraltare agli hit musicali dell’epoca (tra cui “I Maschi” di Gianna Nannini e “Le mani” di Zucchero), Amelio gira con tempismo eccezionale, utilizzando un procedimento a fisarmonica che espande e poi condensa l’anima del suo film all’interno di un intreccio volutamente esile, fatto apposta per evidenziare, senza dare la sensazione di farlo, i rami secchi di una società in decadenza: dal quartiere dormitorio che dà l’avvio alla vicenda, simbolo di un nord dove l’immigrazione non si è mai integrata, ai palazzi della capitale in perenne decadenza, e poi con le case abusive del paesaggio calabrese, il regista sembra voler concretizzare in maniera precisa lo sradicamento esistenziale che attanaglia i protagonisti: che si tratti della casa degli orrori dove i due bambini hanno trascorso la loro giovane vita, oppure di quella senza identità, presa in affitto dai colleghi di Antonio, così come l’abitazione della sorella, una specie di ibrido architettonico, con il ristorante al piano terra e le camere senza finestre al piano di sopra, il dramma si acuisce nella mancanza di un posto dove andare od uno in cui tornare. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Il ladro di bambini


4 settembre 2011 Opinione di emmepi8 su "Il ladro di bambini"
emmepi8

Un film che ha fatto il suo cammino giusto, ma che nel proseguo  degli anni è stato messo da un parte, non riuscendo a comprendere il perché, se non la mancanza di presenzialismo  acuto da parte del regista nelle varie trasmissioni clou o intervistatori trend. Una storia delicatissima che ci fa attraversare diversi problemi della nostra società malata, ma in una maniera tutt’altro che didascalica, senza mai gridare niente, ma saper osservare e mostrar in...

voto al film: emmepi8 assegna il voto ottimo a Il ladro di bambini (1992)

nessun commento
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13 agosto 2011 Opinione di ed wood su "Il ladro di bambini"
ed wood

Probabilmente il miglior film di Amelio, forse l'unico pienamente riuscito nella controversa carriera del regista italiano. Forse perchè si tratta di un'opera certamente meno ambiziosa di "Lamerica" o di "Così ridevano" (quest'ultimo decisamente irrisolto per via della sua impervia struttura ellittica), per non parlare del recente "La stella che non c'è", pretenzioso film senza capo nè coda. Nel "Ladro di bambini" invece Amelio gioca in casa, trovandosi pienamente...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Il ladro di bambini (1992)

nessun commento
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9 agosto 2011 Opinione di wang yu su "Il ladro di bambini"
wang yu

Lungo lento e palloso.

voto al film: wang yu assegna il voto mediocre a Il ladro di bambini (1992)


9 gennaio 2011 Opinione di chribio1 su "Il ladro di bambini"
chribio1

vabbe' che sono rimasto un po' sbigottito a vedere la locandina del film:mi e' sembrata molto simile come stile a "Christiane F.-Noi i ragazzi dello zoo di Berlino",ovviamente la storia e' diversa pero' c'e' uno spunto sulla prostituzione che ne segue la via della pellicola citata da me anche se per vie traverse. Alla fine il film convince solo a meta',e' un triste-drammatico rabbioso che pero' non morde piu' di tanto.voto.5.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Il ladro di bambini (1992)



7 gennaio 2011 Opinione di mm40 su "Il ladro di bambini"
mm40

Amelio è ormai un autore piuttosto solido ed ha dedicato i suoi lavori migliori all'infanzia, analizzando in particolare i rapporti più complicati fra adulti e bambini (La fine del gioco, Colpire al cuore, Il piccolo Archimede); qui mette in scena la più classica delle (dis)avventure on the road, cioè il viaggio che unisce compagni improbabili, il viaggio che è il mezzo che conduce a questo rapporto forzato, ma che ben presto ne diventa il fine. E...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Il ladro di bambini (1992)

nessun commento
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26 dicembre 2010 Opinione di nickoftime su "Il ladro di bambini"
nickoftime

Rosetta e Luciano sono due fratellini che il destino mette nelle mani di Antonio, il carabiniere calabrese che li deve accompagnare all’istituto per minori, dopo l’arresto della madre, colpevole di far prostituire la figlia con avventori occasionali. Antonio è inizialmente distaccato, risentito (“ma non li potevano affidare all’assistente sociale” dice senza neanche conoscerli) rispetto ad un incarico che sembra sminuirlo agli occhi di un ego che guarda a...

voto al film: nickoftime assegna il voto ottimo a Il ladro di bambini (1992)

7 commenti
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23 agosto 2010 Opinione di bondjamesbond su "Il ladro di bambini"
bondjamesbond

Bellissimo, sincero e straziante, nonostante la sobrietà, road movie rosselliniano, un'Italia anno zero sulle ceneri e le rovine di una nazione che ha fatto della propria mancanza di morale una bandiera. Un film sull'utopia di poter desiderare anche il minimo, anche ciò che ci spetterebbe di diritto, dalla nascita. La fine dell'innocenza è l'inizio della fine, per Amelio, che accompagna personaggi e spettatori in un viaggio intimo ed enorme. 

voto al film: bondjamesbond assegna il voto ottimo a Il ladro di bambini (1992)


5 giugno 2010 Opinione di Artemisia1593 su "Il ladro di bambini"
Artemisia1593

Quando l'ho visto al cinema anni fa mi era piaciuto ed invece nel rivederlo l'ho trovato lento e noioso tanto che non ce l'ho fatta a finirlo.

voto al film: Artemisia1593 assegna il voto mediocre a Il ladro di bambini (1992)



2 aprile 2010 Opinione di Florian Klose su "Il ladro di bambini"
Florian Klose

8,5/10: se il cinema italiano fosse tutto così, potremmo davvero vantarci di essere fra i miglori al mondo. Grande storia, denuncia dell'infanzia violata e vittima dell'indifferenza; regia, scenografia e dialoghi di un'umanità straordinaria, Enrico Lo Verso interpreta magistralmente un personaggio di un eroismo semplice e mollemente virile, ma se senza concessioni patetiche. Bravissimi anche i due fratelli, stupendi gli scenari e le panoramiche sulla nostra meravigliosa...

voto al film: Florian Klose assegna il voto buono a Il ladro di bambini (1992)


12 agosto 2008 Opinione di LorCio su "Il ladro di bambini"
LorCio

Tempo fa lessi un’intervista a Silvio Orlando in cui diceva che “Il ladro di bambini” è il film simbolo della sua generazione. Se ne potrebbe appoggiare la tesi. Cerco di spiegarne il motivo. Questa dolce e triste storia di amore e di amicizia avvolge con intenso calore ogni aspetto della civiltà italiana più povera. È un film di umili, girato con umiltà. Tutto è veicolato verso la costruzione di qualcosa che dovrebbe essere accostabile alla serenità. Non è più mondo per...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Il ladro di bambini (1992)

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