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Signora per un giorno (1933)

[Lady for a Day, USA 1933, Commedia, durata 95', b/n]   Regia di Frank Capra
Con May Robson, Warren William, Guy Kibbee, Walter Connolly



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Signora per un giorno: presente
Ritmo ritmo in Signora per un giorno: presente
Impegno impegno in Signora per un giorno: minimo
Tensione tensione in Signora per un giorno: minimo
Erotismo erotismo in Signora per un giorno: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Signora per un giorno

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Signora per un giorno (voti: 20 media: 3,80) 20

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La trama

Una venditrice di mele si finge ricca per salvare la faccia con la figlia.

Apple Annie, una venditrice ambulante di Broadway, riesce a mantenere con grandi sacrifici la figlia in un collegio spagnolo, facendole credere di essere una gran signora. Un giorno, però, la ragazza le annuncia che verrà presto a farle visita insieme al fidanzato, un conte. Dave, un gangster del quartiere, soccorre Annie preparando una messa in scena per non far emergere la misera verità. Perfino la polizia collabora all'inganno... 

Tenero, bizzarro, commovente: l'ironia con cui Capra guarda all'arrivismo un po' patetico della madre popolana non gli impedisce di schierarsi decisamente dalla parte della povera gente, irridendo la pompa magna degli aristocratici. Con un ”autoremake”: _Angeli con la pistola_ (1961).

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L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 13/10/2011 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto buono

"Le giuro che non farò niente di illegale questa sera: ne riderebbe, se sapesse tutta la storia".
"Oh, ma certo, non vede che sto già ridendo?".
"Aspetti! Prima che parli col sindaco, le racconterò tutto quanto: mi prenderà forse per pazzo, ma le giuro che è la verità. Mi dica: lei crede nelle favole, è vero, commissario?".
"In che cosa?".
"No, è tutto inutile... Mi farei impiccare, piuttosto che raccontarlo a lei. Su, parli con il sindaco, parli con chi le pare".
[Warren William e Robert Emmett O'Connor]

New York, primi anni Trenta, quelli della crisi ("Non lo senti il presidente alla radio?"), la Grande Depressione, anche se Roosevelt ha appena acceso la luce del New Deal iniziando a emanare la serie di provvedimenti che rilanceranno l'economia statunitense. La "vecchia strega" Annie (May Robson) sopravvive a stento vendendo qualche mela per le strade di Broadway e trascorrendo le sue serate solitarie in compagnia dell'alcool. Ha una figlia, Louise (Jean Parker), che vive in collegio a Barcellona e crede che sua madre sia una dama facoltosa che risiede in un albergo di lusso. Quando, però, Louise le scrive che sta partendo per New York per presentarle il suo fidanzato Carlos (Barry Norton) e il futuro suocero, il conte Romero (Walter Connolly), che vuole incontrarla e conoscerla prima di acconsentire al matrimonio, Annie sprofonda nel panico, tanto che il suo primo impulso è quello di farsi credere morta. Non è ancora detta l'ultima parola, però, perchè Annie è la prediletta di Dave the Dude (Dave "lo Sciccoso" nella versione italiana, interpretato da Warren William), lo scaramantico gangster del quartiere, che non conclude un "affare" se prima non ha comperato una mela beneaugurante da lei: sarà proprio Dave ad accorrere in suo aiuto, trasformandola in una ricca signora, con tanto di marito di classe, il giudice Blake (Guy Kibbee), in realtà amabile truffatore con la passione per il biliardo. L'impresa sembra impossibile, ma l'inventiva e la tenacia di Dave, spalleggiato dal suo braccio destro Happy McGuire (nella versione italiana diventa Sorriso, interpretato da Ned Sparks), da quello sinistro - e anche un po' idiota - Shakespeare (Nat Pendleton) e dalla scatenata e affascinante Missouri Martin (Glenda Farrell), riusciranno a salvare la reputazione di Annie, dopo aver innescato una travolgente escalation di inganni (che causeranno altrettanti e spiacevoli contrattempi), con stampa e polizia sempre alle calcagna dei protagonisti, fino al colpo di scena risolutore e al festoso happy end.
Tratto da Robert Riskin, sceneggiatore di fiducia di Capra, dal racconto Madame La Gimp (pubblicato nel 1929 su Cosmopolitan) di Damon Runyon (l'ex giornalista che raccoglierà gran parte delle sue migliori short stories nel celebre Bulli e pupe), Signora per un giorno, insieme ai precedenti La donna di platino e La follia della metropoli e al contemporaneo L'amaro tè del generale Yen, contribuirà a lanciare definitivamente il nome di Frank Capra tra i registi di punta della Hollywood dei primi anni Trenta e a spalancargli le porte del meritato successo: qui la commedia resta ancora sospesa tra favola e miserie quotidiane, "realisticamente" osservate da uno sguardo sempre ironico e appuntito (e senza eccessive pretese di plausibilità), denotando, per brio, divertimento e raffinatezza stilistica, la mano sicura e ispirata del suo autore. ESPANDI +
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Opinioni su Signora per un giorno


13 ottobre 2011 Opinione di FABIO1971 su "Signora per un giorno"
FABIO1971

"Le giuro che non farò niente di illegale questa sera: ne riderebbe, se sapesse tutta la storia". "Oh, ma certo, non vede che sto già ridendo?". "Aspetti! Prima che parli col sindaco, le racconterò tutto quanto: mi prenderà forse per pazzo, ma le giuro che è la verità. Mi dica: lei crede nelle favole, è vero, commissario?". "In che cosa?". "No, è tutto inutile... Mi farei impiccare, piuttosto che raccontarlo a lei. Su, parli con il sindaco, parli con chi le pare". [Warren William e...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto buono a Signora per un giorno (1933)

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23 gennaio 2010 Opinione di ethan su "Signora per un giorno"
ethan

Un altro dei classici di Frank Capra:  attori in splendida forma - sia l'anziana protagonista May Robson sia i soliti caratteristi che hanno fatto grande il cinema americano negli anni '30 - ritmo indiavolato e, sotto l'apparente tono da commedia una certa amarezza di fondo, dovuta al periodo storico travagliato in cui l'America si trovava. Film visto in v.o. Voto: 8.

voto al film: ethan assegna il voto buono a Signora per un giorno (1933)



19 settembre 2009 Opinione di fornarolo su "Signora per un giorno"
fornarolo

Solo Capra poteva rendere così delizioso, divertente e tutt'altro che superficiale un feuilleton strappalacrime e banale, in cui persino i gangster collaborano al succeso dei buoni (ma sono proprio buoni?). Grande regia e direzione di attori.

voto al film: fornarolo assegna il voto buono a Signora per un giorno (1933)


13 luglio 2009 Opinione di bradipo68 su "Signora per un giorno"
bradipo68

La venditrice di mele e il gangster dal cuore d'oro.A molti potrà sembrare che Capra sia un regista abituato alle storie buoniste con lieto fine d'obbligo.Io francamente non mi ritrovo con questa lettura a mio parere abbastanza superficiale,sicuramente non rispecchia la complessità dell'autore.Anzi trovo che Capra si sottilmente inquietante e molto meno buonista di quello che appare.E questo film del 1933 a mio parere avvalora la mia ipotesi.La storia sembra la classica fiaba...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Signora per un giorno (1933)

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22 dicembre 2008 Opinione di jonas su "Signora per un giorno"
jonas

Un’accattona di New York, che è riuscita a far educare la figlia in un collegio spagnolo senza mai dirle nulla di sé, resta interdetta alla notizia che lei sta arrivando per farle conoscere il fidanzato aristocratico. Come di consueto in Capra, in più momenti sembra che ci si stia avviando verso il disastro ma il destino (o qualche suo rappresentante terreno) dà un’improvvisa sterzata: prima la barbona non vede altra via d’uscita che quella di farsi credere morta, e il gangster...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Signora per un giorno (1933)

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24 luglio 2008 Opinione di teaestefano su "Signora per un giorno"
teaestefano

Gustosa e divertente commedia di quel tipo unico che era Capra, ben costruita, che sa bonariamente e con levità prendere in giro sia i gangster che la polizia (e i giornalisti, ovviamente). Ma il bersaglio principale di Capra, più che i ricchi in sé - dei quali comunque non manca di sorridere - è la smania dei poveri di diventarlo, e il loro sciocco complesso di inferiorità, incarnato dalla madre della ragazza. Il suo castello di bugie provocherà una quantità di guai anche se - dal...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a Signora per un giorno (1933)



14 luglio 2008 Opinione di emmepi8 su "Signora per un giorno"
emmepi8

Commedia melodramamtica ed ironica, che prende anche certe posizione verso le classi benestanti. Si deve tenere conto che è un film dei primi anni '30, eppure manitiene intatto tutto il suo messaggio, capra ha chiarussimo quelo che vuole dire enon ha timore di farlo, sempre in maniera bilanciata. Ha rifatto il remake lui stesso negli anni '60, con un cast di lusso, e ha saputo rielaborarlo in manera eficace, sviluppando anche personaggi minori che hanno contribuito a dare più colore.

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Signora per un giorno (1933)


14 luglio 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Signora per un giorno"
Mathiasparrow

Ultimo film del Principe della commedia prima del periodo di grande successo inaugurato da “Accadde una notte”. L’ottimismo abbonda, le risate fioccano, i personaggi sono bellissimi. Il mondo borghese viene deriso ma senza troppa cattiveria; ciò che interessa realmente a Capra è mostrare il mondo così come lo vorrebbe lui, con un happy end a coronamento di ogni peripezia che la vita ci riserva.

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Signora per un giorno (1933)



18 gennaio 2004 Opinione di Luisa86 su "Signora per un giorno"
Luisa86

Non il film migliore di Capra, ma in ogni caso una bella commedia ottimista, decisamente d'altri tempi, sul trionfo dei poveracci (come giustamente scrivete nell'opinione di film tv), forse a volte poco ritmata, in ogni caso gradevole e coinvolgente proprio per il lieto fine a tutti i costi, forzatissimo, inventato, messo lì di sana pianta senza neppure cercare un'idea, ma convertendo tutti alla bontà e alla sensibilità, e in fondo molto meglio di tutte le commediacce attuali che si...

voto al film: Luisa86 assegna il voto buono a Signora per un giorno (1933)



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