The Alzheimer Case (2003)
Con Laurien van den Broeck, Dirk Roofthooft, Koen de Bouw, Werner de Smedt, Hilde De Baerdemaeker, Geert Van Rampelberg, Jan Decleir, Patrick Descamps, Anne-Caroline Suberville, Jan Dyck
La trama
Trama in preparazione
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 18/09/2011 - utile per 19 utenti
Voto al film: 
Con Wolfgang Murnberger, Van Looy è uno dei migliori cineasti di suspense al fulmicotone, niente meditazioni esistenziali (che affliggono le potenti leve di un Michael Mann in bilico tra azione e riflessione), al bando la finesse geometrique del neo-noir made in Hong Kong, solido impianto classico che è di casa in Francia - vedi Olivier Marchal più fortunato nell’esportazione ma non migliore di Van Looy.
Sono passati sette anni dall’uscita del Caso Alzheimer, molti perché si possano nutrire speranze di vederlo; per fortuna il film nasce vecchio, infatti, l’azione (brutale e veloce come una rasoiata) è declinata al 1995.
Il film inizia con una turpe scena di commercio sessuale: fingendo di essere un timido pedofilo, l’investigatore Eric Vincke (Koen De Bouw) della polizia del distretto di Antwerp uccide il laido padre di una ragazzina che usa la figlia come merce.
Cinque anni dopo, al killer veterano Angelo Ledda (interpretato da un grandissimo Jan Decleir), faccia tagliata sulla sagoma tosta di Dick Tracy, l’organizzazione criminale, che ha rapporti con le alte sfere, viene dato l’incarico di eliminare un gruppo di testimoni che è a conoscenza dei traffici sessuali pedofili del figlio di un eminente cittadino soprannominato “Il Barone”.
Ledda, esperto e ancora valido esecutore di crimini perfetti, si muove, nonostante l’età, con il vigore e la professionalità di un giovanotto. Di lui non sappiamo nulla, non ha un passato, alcune foto nel suo diroccato rifugio ai margini della città fanno pensare che deve avere una figlia, nient’altro.
Ledda è una macchina da guerra, possiede un quantitativo di armi sofisticate che neppure un terrorista, senza dire che ha braccia robuste quanto basta per spezzare il collo della vittima con la facilità con cui altri strangolerebbero un pollo.
Ledda ha praticato la violenza fisica come professione e sa bene che invecchiando il tasso di adrenalina è alto, il controllo dei nervi subisce una brusca flessione. Deve agire in fretta perché il lavoro che gli è stato affidato comporta dei rischi - gente importante guai in vista.
Dopo avere artisticamente fatto fuori due energumeni della lista, l’uomo è per strada in attesa della terza vittima. La vede, sta portando il cane a spasso. È una ragazza sui sedici anni, l’abbiamo vista all’inizio mentre frugava il poliziotto prima che questi giustiziasse il suo sporco genitore. ESPANDI +
25 maggio 2012 Opinione di bradipo68 su "The Alzheimer Case"
The Alzheimer Case ( titolo internazionale alternativo The memory of a killer, titolo originale De zaak Alzheimer) è un film belga targato Erik Van Looy che si situa tra il torbido thriller americano e il noir francese di cui , anche per ragioni geografiche, riprende alcune tonalità. Introdotto da un incipit adrenalinico in cui un malvivente sta vendendo per farla prostituire sua figlia a un tizio che si rivela essere un poliziotto, il film poi si snoda attraverso una storiaccia di...
voto al film: 
18 settembre 2011 Opinione di Marcello del Campo su "The Alzheimer Case"
De zaak Alzheimer (The Alzheimer Case) o The Memory of a Killer (2003) di Eric Van Looy è un missing film, come del resto anche The Loft del 2008. Il regista belga è oggetto di culto nel web, soprattutto tra gli appassionati del genere thriller che Van Looy sembra manovrare meglio degli stanchi film americani. Film robusti, ben diretti, magnificamente interpretati, Loft e The Alzheimer Case meriterebbero di essere visti e apprezzati anche in Italia, ma la censura del mercato è peggiore di...
voto al film: 
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:














