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Tony Manero (2008)

[Tony Manero, Cile 2008, Drammatico, durata 98']   Regia di Pablo Larrain
Con Alfredo Castro, Amparo Noguera, Elsa Poblete, Paola Lattus



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Tony Manero: minimo
Ritmo ritmo in Tony Manero: presente
Impegno impegno in Tony Manero: presente
Tensione tensione in Tony Manero: forte
Erotismo erotismo in Tony Manero: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Tony Manero

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Tony Manero (voti: 54 media: 3,43) 54

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La trama

Dalla Quinzaine di Cannes 08, un thriller che racconta il Cile di Pinochet visto dalla prospettiva molto particolare delle sale da ballo. Trionfatore del 26esimo Torino Film Festival.

Santiago del Cile, 1979. Tutti i sabati Raùl Peralta tiene il suo spettacolo nelle discoteche impersonando il suo idolo, Tony Manero, la star della Febbre del sabato sera. Tuttavia l'aria che si respira nel Paese è micidiale e la dittatura di Pinochet impazza. Anche alcuni degli amici e dei colleghi di Raùl subiscono le vessazioni del regime. Ma Raùl ha uno scopo – sfondare nel mondo dello spettacolo - e per quello scopo è pronto davvero a tutto. Persino a uccidere. 

Protagonista sgradevole come pochi altri, Raúl è braccato dalla cinepresa per l’intera durata del film, in una sua completa identificazione con quegli anni violenti, sinistri, miseri, lerci e colpevoli. Pellicola politica dunque, attraversata da una tensione che diventa palpabile, per non recedere più, dal momento in cui Raúl mostra cos’è capace di fare, in una sequenza improvvisa che la messa in scena non prepara né sottolinea in alcun modo.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 2/2009

Nel Cile del 1978, dominato dalla feroce dittatura di Pinochet, un uomo s’innamora perdutamente della Febbre del sabato sera e di John Travolta. Grande l’attore Castro. Vincitore del Festival di Torino 2008

Trionfatore al Festival di Torino, dove ha vinto i premi come miglior film e miglior attore e il Fipresci, Tony Manero è l’opera seconda del cileno Pablo Larraín, anche sceneggiatore insieme al suo protagonista Alfredo Castro e a Mateo Iribarren. Principalmente un progetto del regista, la pellicola è ambientata nel Cile del 1978 quando, sotto la feroce dittatura di Pinochet, faceva furore nelle sale cinematografiche La febbre del sabato sera. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 2011-11-22 13:39:12 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto buono

Santiago del Cile, 1979, durante la dittatura militare di Augusto Pinochet. Raùl Peralta (Alfredo Castro) rimane ossessivamente infatuato del personaggio Tony Manero interpretato da John Travolta ne “La febbre del sabato sera”. Va tutti i giorni al cinema per vedere il film ed è ormai diventato un ballerino di discreto talento. Si esibisce nella piccola sala da ballo di Wilma (Elsa Poblete) dove insieme a Goyo (Victor Morales), Cony (Amparo Noguera) e Pauli (Paola Lattus) preparano degli spettacoli per gli occasionali avventori. Alla televisione danno un programma dove cercano dei sosia di Tony Manero per una gara di ballo e premio finale. Raùl si presenta per l’audizione, perché il suo sogno più grande è quello di sfondare nel mondo dello spettacolo ricalcando proprio le orme del suo mito. E per arrivare a questo è disposto veramente a tutto. Non inganni ne il titolo ne la trama, perché “Tony Manero del cileno Pablo Larrain è un  bel pugno nello stomaco, un film dalla bellezza algida, percorso da un atmosfera febbrile che serve a farci cogliere l’essenza degenerativa del regime militare senza che si faccia diretto riferimento alla condizione politica del paese. Larrain sceglie di parlare della dittatura militare in maniera obliqua, portando ad identificare il vissuto dei protagonisti col più generale stato di imbarbarimento della società, e pedinando il passo dolente di Raùl Peralta (un grande Alfredo Castro), una specie di sognatore alieno che cammina sempre rasente i muri per non incappare nelle ronde militari, un uomo assai deviato psicologicamente, prim’ancora che dalla smania di emergere ad ogni costo, da un ambiente circostante che sembra ricordargli ogni attimo cos’è più giusto fare per realizzare più in fretta possibile i propri obiettivi. Il film e il personaggio di Tony Manero non rappresentano quindi il momento di evasione da una vita irrigimentata dal regime militare, la legittima fuga verso l’esterno, ma l’elemento che contribuisce ulteriormente ad alimentare le spinte ossessive di una personalità deviata. Nel ventre molle di un paese malato, Raùl Peralta trova un ingiustificato movente per portare a compimento le sue insane sensazioni. Pablo Larrain è stato molto bravo a fare di Raùl Peralta lo specchio emblematico di un intero paese, sia mostrandoci la crisi identitaria in atto attraverso la rincorsa ossessiva di modelli culturali effimeri e consolatori, simbolo di un disimpegno dalle sorti reali del paese, che facendo della disordinata amoralità di Raùl l’effetto assai possibile dei germi involutivi seminati dalla dittatura. Raùl Peralta agisce con imperturbabile serenità, come chi sa che le sue malefatte, se non devono rimanere impunite, possono almeno celarsi meglio nel generale clima di terrore. Lui ha uno scopo ben preciso e ogni ostacolo che vi si frappone deve essere necessariamente rimosso. Tanto, in un paese che ha regolarizzato la violenza, i suoi peccati possono passare come degli effetti collaterali facilmente assorbibili. Nel suo piccolo mondo lui è una specie di Dio, un Tony Manero dei poveri appunto, Goyo lo ammira e lo contraddice mal volentieri, le tre donne se lo contendono in amore, dalla matura Wilma alle più giovani Cony e Pauli (che sono madre e figlia), come un premio che è bello mostrare in pubblico finchè ha valore e non smette di luccicare. "Finchè si è di moda” , come dice Wilma a Raùl parlando di come si comporteranno le due "giovani donne" quando sarà passata la febbre per Tony Manero. Perché la moda può veicolare le sensazioni e i comportamenti a seconda dello stato emotivo contingente, può far esaltare se si riesce a diventarne partecipi o deprimere se vi si è tagliati fuori, può dare luce se vi si conforma passivamente o togliere patenti di cittadinanza se la si osteggia. Ma le mode passano e se uno si è fatto ubriacare troppo dalle sensazioni del momento rischia di rimanere con tante aspettative andate deluse e un cumulo di cicatrici in fondo al cuore. Proprio come succede con le dittature.
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SI

Opinioni su Tony Manero


2011-11-22 13:39:12 Opinione di Peppe Comune su "Tony Manero"
Peppe Comune

Santiago del Cile, 1979, durante la dittatura militare di Augusto Pinochet. Raùl Peralta (Alfredo Castro) rimane ossessivamente infatuato del personaggio Tony Manero interpretato da John Travolta ne “La febbre del sabato sera”. Va tutti i giorni al cinema per vedere il film ed è ormai diventato un ballerino di discreto talento. Si esibisce nella piccola sala da ballo di Wilma (Elsa Poblete) dove insieme a Goyo (Victor Morales), Cony (Amparo Noguera) e Pauli (Paola Lattus) preparano...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Tony Manero (2008)

3 commenti
[utile per 14 utenti]

2011-11-21 17:08:09 Opinione di Kurtisonic su "Tony Manero"
Kurtisonic

Questo film ha ottenuto meritati riconoscimenti festivalieri, ma anche a detta del regista, il cileno Pablo Larrain, ha creato una certa divisione fra il pubblico, dentro e fuori le mura di casa. Poichè si parla di storia recente, il Cile di Pinochet, si capisce che una pellicola dal contenuto politico un pò mascherato nel metaracconto, per un cileno sia come toccare una ferita ancora da rimarginare. Per il resto del pianeta, formata da quell'eterogeneità delimitata...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a Tony Manero (2008)

2 commenti
[utile per 9 utenti]


2011-06-19 00:34:38 Opinione di ezio su "Tony Manero"
ezio

Crudo,durissimo e mai conciliante.Premiato al festival di Torino.Descrive il Cile con uno sfondo sociale disperato e senza mezze misure.Per me da vedere assolutamente!!

voto al film: ezio assegna il voto ottimo a Tony Manero (2008)


2011-02-12 18:31:39 Opinione di bradipo68 su "Tony Manero"
bradipo68

Raul è malato di febbre del sabato sera.Ma,putroppo per gli altri, è malato tutti i giorni miseri che si trova a vivere nella cimiteriale Santiago che lo circonda.Raul insegue il suo sogno americano,Tony Manero appunto,il suo vestitino bianco,i suoi ancheggiamenti,il pavimento a specchio della discoteca in cui è diventato una piccola leggenda.Raul vuole ricostruire nel suo mondo povero e squallido quell'atmosfera tutta lustrini e pailettes.Insegue il sogno americano...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Tony Manero (2008)

nessun commento
[utile per 11 utenti]


2010-11-29 12:12:46 Opinione di Winnie dei pooh su "Tony Manero"
Winnie dei pooh

Sarà che me lo sono sorbito subito dopo essermi (ri)visto L'angelo sterminatore, sarà che non capisco per quale motivo per dare la sensazione di squallore, degrado e bruttura, si debba per forza fare un film squallido e brutto; sta di fatto che - pur apprezzandone le buone intenzioni - a me è parso un film squallido e brutto. 

voto al film: Winnie dei pooh assegna il voto mediocre a Tony Manero (2008)


2010-09-04 08:43:05 Opinione di supadany su "Tony Manero"
supadany

VOTO : 7. Pellicola cruda che segue costantemente il protagonista, uno dei personaggi più negativi ed insopportabili da tollerare che il cinema degli ultimi anni ci abbia regalato, all’interno di una realtà fortemente debilitata da una dittaura che toglie ogni speranza. Il personaggio è completamente rapito dalla figura di Tony Manero e per rappresentarlo in scena, ed ambire a spettacoli più importanti (si sta preparando per uno show di sosia), è...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Tony Manero (2008)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


2010-07-29 09:10:47 Opinione di LozMovieMaker su "Tony Manero"
LozMovieMaker

Sgradevolmente e fastidiosamente bello.

voto al film: LozMovieMaker assegna il voto buono a Tony Manero (2008)


2010-07-02 18:55:00 Opinione di hallorann su "Tony Manero"
hallorann

1978, Santiago del Cile. Raul, ballerino di quart’ordine cinquantaduenne, si presenta ad un programma TV per fare Tony Manero. Il personaggio de LA FEBBRE DEL SABATO SERA interpretato da John Travolta è la sua ossessione, conosce a memoria le battute del film e prepara una coreografia sulle note dei Bee Gees. Frequenta le tavole scalcagnate di un infimo locale gestito dalla ex moglie. Nonostante l’impotenza sessuale è amato da una donna del suo corpo di ballo, a sua...

voto al film: hallorann assegna il voto buono a Tony Manero (2008)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


2010-04-21 18:22:20 Opinione di riverworld su "Tony Manero"
riverworld

Lo spunto è notevole ed il contorno sociale-politico in cui si muovono i personaggi è reso con grande crudezza ed intensità. L'interprete è eccezionalmente sgradevole quasi da far ribrezzo, assolutamente magistrale. Però la narrazione langue spesso, probabilmente perchè troppo addossata (letteralmente, visto l'uso pressochè continuo della camera a mano) al personaggio principale, e sovente il film rallenta e quasi si ferma, come se a tutti...

voto al film: riverworld assegna il voto sufficiente a Tony Manero (2008)


2010-04-13 16:12:33 Opinione di emmepi8 su "Tony Manero"
emmepi8

. Siamo in piena dittatura di Pinochet in Cile, ma per il protagonista tutto è indirizzato al mito, che  evidentemente ha saputo annebbiare i suoi pensieri quotidiani e sostituirli con una prolungamento del sogno al suo vivere. Il fatto che vuole ripetere nei minimi particolari le gestualità e la danza di Tony Manero  gli fa passare ogni moralità e sentimento, pur di raggiungere il suo scopo. Vive senza una dimora precisa, in un  contesto quotidiano da...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Tony Manero (2008)




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