Surveillance (2008)
Con Julia Ormond, Bill Pullman, Pell James, Ryan Simpkins, French Stewart, Kent Harper, Kyle Briere, Hugh Dillon, Gill Gayle, Michael Ironside
La trama
Gli ufficiali federali Elizabeth Anderson (Ormond) e Sam Hallaway (Pullman) hanno un compito piuttosto gravoso. Stanno indagando su una serie di morti avvenute sulla highway e devono interrogare tre testimoni molto diversi tra loro: un poliziotto fanatico, un tossico e una bambina di otto anni. Ma non appena i due cominciano a esaminare i piccoli dettagli che ognuno dei testimoni riporta con grande precisione si rendono conto che qualcosa non quadra e che riuscire a ricomporre la verità può essere particolarmente complicato.
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 2011-08-21 00:04:59 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Sembrerà strano ma Surveillance è un road movie da camera. Be’, se Fellini (Toby Dammit) riuscì a girare una lunga sequenza di un’auto in corsa in studio, è possibile fare il contrario: nel cinema tutto è possibile. Con la differenza che Fellini aveva mezzi e genio, mentre la Lynch non ha gli uni ma soprattutto non ha nessun guizzo di genialità (alla figlia David non ha trasmesso nulla) ma neppure è molto originale; infatti, dopo il pessimo Boxing Helena del 1993, scritto e diretto a soli diciannove anni, invece di seguire i consigli paterni, – un padre ha l‘obbligo di consigliare alla figlia di smettere – a quarantadue anni suonati decide di fare un secondo film e ne sta girando un terzo, Hiss, che come questo Surveillance resterà occulto ai meno temerari del sottoscritto.
Dunque un road movie da camera o meglio, per essere più preciso, sulla strada (una infinita highway dove si sa che i poliziotti americani non scherzano se superi i sessanta orari) e il distretto di polizia (naturalmente corrotto, se lo fai dirigere da Michael Ironside - avete visto mai un film dove questo caratterista dal volto truce da Scanner in poi fa il buonuomo?).
Sulla strada due poliziotti (corrotti) e sadici si divertono a bucare le gomme di poveri sciagurati cittadini per spaventarli, e si eccitano anzi, sono proprio abbietti questi pigs.
Intanto, nel distretto di polizia due agenti della Fbi (Bill Pulmann e Julia Ormond) interrogano due testimoni (una bambina e una tossica), le uniche superstiti di una selvaggia carneficina avvenuta sulla strada. Jennifer Chambers Lynch, a dire il vero, riesce a tenere alta la suspense, grazie a uno script che pure non essendo di prima mano, riesce a irrobustire con discrete dosi di follia collettiva.
Questa opinione mi riesce faticosa perché raccontare il plot significa rischiare di far capire come va a finire la storia.
Attenti, comunque al sottotitolo del film che recita più o meno ‘chi sorveglia chi sorveglia?’
Dimenticavo: la Lynch a nove anni interpretò la bambina di Eraserhead e forse da quell’esperienza ha tratto beneficio per disegnare l’unico personaggio che non è fuori di testa in Surveillance.
Non so che altro dire.
Ah, a me il film è piaciuto, nonostante sembri il contrario. Mi è piaciuto perché è molto trucido, perché Bill Pullman imbolsito e pieno di irrefrenabili tic tourettici è molto convincente; perché c’è una Julia Ormond al calor bianco; perché Ironside non delude mai; perché poliziotti pazzoidi così non li ho mai visti; e infine, perché la colonna sonora ci regala David Lynch in veste di cantante e la stupenda Add It Up dei Violent Femmes (anno 1983).
2011-08-21 00:04:59 Opinione di Marcello del Campo su "Surveillance"
Sembrerà strano ma Surveillance è un road movie da camera. Be’, se Fellini (Toby Dammit) riuscì a girare una lunga sequenza di un’auto in corsa in studio, è possibile fare il contrario: nel cinema tutto è possibile. Con la differenza che Fellini aveva mezzi e genio, mentre la Lynch non ha gli uni ma soprattutto non ha nessun guizzo di genialità (alla figlia David non ha trasmesso nulla) ma neppure...
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