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Opinione di kfactor su Toy Story 3. La grande fuga

[Toy Story 3, USA 2010, Animazione, durata 103']   Regia di Lee Unkrich




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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22/07/2010 voto al film: voto ottimo

Sul film

Toy Story è un giocattolo prezioso. E’ un momento di spensieratezza senza età, un gioco continuo che coinvolge con la sua semplicità, ma che colpisce le corde dell’animo e di quel bambino che possiamo nascondere dietro alle responsabilità, in uno scatolone, nella soffitta ma che è pronto a tornare per riscaldarci e riequilibrarci. La Pixar ama il suo primo vero giocattolo, lo coccola, lo impreziosisce ad ogni capitolo. Fin dall’inizio con l’avventura immaginaria del gioco fatto dal bambino Andy, preludio alle avventure che i suoi giocattoli vivranno in seguito e che altre volte han vissuto, l’idea del gioco senza sosta percorre tutto il film. Come se Toy Story fosse un infinito ciclo ludico, che nemmeno il tempo tiranno, capace di creare nuovi interessi nei bambini o semplicemente facendoli crescere, può fermare. E i ragazzacci della Pixar ce lo anticipano con lo splendido corto “Quando il giorno incontra la notte”, un capolavoro di sintesi tra immagini e situazioni, un omaggio geniale al mondo dell’animazione, che sembra una fusione tra la linea a noi cara di Cavandoli e le nuove tecnologie 3D,ma legati con armonia e fluidità, con poesia. Perché, ci insegnano negli anni Lasseter e soci, non importa come è confezionato il prodotto, ma la passione e l’amore con cui viene fatto. Woody e Buzz nel primo capitolo rappresentavano due ere di giocattoli, il vecchio cowboy contro il tecnologico ranger spaziale, ora sono entrambi vecchi. Ma il tempo e il sacrificio che hanno dedicato accompagnando il loro padrone nella crescita, viene ripagato. Il paradiso illusorio dell’asilo, che si trasforma presto in un lager comandato da un tirannico Orso al sapore di fragola (che ricorda molto gli orsetti del cuore degli anni 80), sembra una nuova vita, perché i giocattoli non hanno esistenza senza qualcuno che giochi con loro. Ricorda più una casa di riposo all’inverso, dove il gruppo può finalmente riposare e restare per sempre a fare l’unica cosa che sa fare. E’ una storia di famiglie e di fiducia, questioni che non toccano il mondo dei bambini ma solo degli adulti, che nel buio della sala cinematografica possono sorridere e guardarsi dentro. Spassosissimo il personaggio di Ken, ambiguo, impacciato, innamorato di Barbie ma devoto al proprio guardaroba. Quello che potrebbe passare per un elemento scomodo nel film, data l’enorme e sempre più costante bacchettoneria di certi gruppi benpensanti d’oltre oceano, la leggerezza e l’umorismo con sui lo trattano lo sceneggiatore Arndt e il regista Unkrich non permette lamentele ma solo sorrisi. Molti omaggi al cinema, come sempre: la fuga dall’asilo/prigione, che tanto cita McQueen, ma anche Eastwood con la patata finta al posto di Mister Potato; il pupazzo di Totoro (quasi un omaggio al maestro Miyazaky); il bambolotto (quasi demoniaco) che si ribella al suo mentore lanciandolo nel cassonetto come Darth Vader fece con l’imperatore ne “Il ritorno dello Jedi”;Woody trascinato dal cassonetto come Reaply in “Aliens” quando viene strattona dalla madre aliena nella scena finale. Diventa sempre un piacevole gioco quello di coglierle tutte. Un altro gioco.Diverte e commuove, perciò, Toy Story 3, che forse sarà l’ultimo della saga, dato che il finale, lascia intendere un commiato. Un saluto della Pixar ai loro giocattoli che tanto li hanno fatti crescere. Un addio bellissimo, aulico. Un finale liberatorio e tenero, l’abbandono dell’adolescenza con un ultimo favoloso ed infantile immaginario gioco che fa da testimone ad una nuova bambina, unica capace di dimostrare l’amore necessario e il rispetto per i giocattoli/amici di Andy. E’ un film necessario. Di quelli che riconcilia il senso di scrittura con la regia e il budget. A dimostrazione che le grandi produzioni possono raggiungere vette artistiche impareggiabili, puntando sulla qualità. Toy Story 3 è un gioiello preziosissimo, ma con la primordiale missione di divertire e farci sorridere. E ci riesce!


SI

Commenti

  • 14 novembre 2010, 03:25 di jjb273

    ottima recensione, sono d'accordo. Nella giungla dei cartonacci di oggi è bello ritornare per una volta bambini con un cartone animato di quelli della vecchia scuola. Ed è bello vedere che oltre agli inflazionati e scontati messaggi sul valore dell'amicizia con cui cercano di darsi un tono i suddetti cartonacci ci si ritrovi anche un puro messaggio che ci spinga a buttare il cuore oltre l'ostacolo e crescere bene, dicendoci che donare agli altri (nonosrante abbiamo pieno diritto e dovere di avere a cuore ciò che è stato nostro) è la scelta più onorevole che si possa fare.

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