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Fa' la cosa sbagliata - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Aldo Fittante

Un adolescente che spaccia erba e uno strizzacervelli per un'amicizia fuori dal comune. Uno Shortbus non hard

Luke è uno sfigato, fotografato durante la torrida estate di New York del 1994 nel passaggio tra adolescenza e partenza per il college. Per racimolare qualche dollaro spaccia erba andando in giro per l’East Side di Manhattan con un finto baracchino per gelati. A casa ha due genitori che litigano sempre, un padre che ha perso tutti i soldi, una madre casalinga disperata. Non ha amici, non ha ancora fatto sesso «ufficialmente», però si paga alcune sedute da una sorta di psicoanalista con qualche bustina: il dottor Squires fuma, beve e manda giù qualsiasi farmaco antidolore, antidepressione, antitutto, che neanche Depp e Del Toro in Paura e delirio a Las Vegas. Il loro è un rapporto davvero strambo, un po’ padre (scellerato) e figlio (ingenuo e fessacchiotto, nonostante l’aria da adulto che si sforza di portarsi dietro), un po’ strizzacervelli e paziente, un po’ il vecchio figlio dei fiori che si sente fallito che si specchia nel giovane che non ascolta la musica buona ma solo rap e hip hop. In mezzo a loro, Stephanie, figliastra di Squires, che illude Luke per un weekend, lo svergina e lo tradisce un’ora dopo. Un’iniziazione, insomma, giocata sul registro del tipico cinema indipendente newyorchese. Una specie di Shortbus senza scene hard, e un filo più disperato.


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