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Opinione di Paul Hackett su Zohan





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06/02/2012 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Zohan, sorta di supereroe dell'antiterrorismo israeliano dalla forza e dalle doti (anche sessuali) sovrumane, decide di fingersi morto durante l'ennesimo scontro con l'arcinemico Phantom per inseguire il sogno di trasferirsi in America e diventare un grande coiffeur... ma il suo passato non vorrà saperne di dargli tregua. Quarta pellicola (attualmente siamo a sette) dell'annoso (e lucrativo) sodalizio tra Adam Sandler e il regista Dennis Dugan, Zohan" è uno spassoso film demenziale che alterna buonismo e scorrettezze (come del resto nello stile dello sceneggiatore Judd Apatow, ormai una specie di marchio di fabbrica della "nuova" commedia americana) con esiti a volte disorientanti altre francamente esilaranti. Non tutto è a fuoco, la durata della pellicola è un po' esagerata e la coppia Dugan-Sandler fa decisamente meglio in altre occasioni ("Vi dichiaro marito e marito" e "Un week-end da bamboccioni") ma la commediola è simpatica, colorata, kitsch, divertente quanto basta per far passare un po' di tempo in allegria. Buono il cast, con un Adam Sandler che non ho mai amato particolarmente ma che negli ultimi anni è decisamente cresciuto come interprete, un divertito John Turturro (aveva già recitato con Dugan negli "Sgangheroni", dimenticata commedia del lontano 1992) e un bel gruppone di eccellenti caratteristi. In definitiva un filmetto che merita una sufficienza piena: peccato solo per il doppiaggio italiano che, nonostante l'indiscutibile impegno (si è evitato il deplorevole e diffuso escamotage di utilizzare i dialetti nostrani), inevitabilmente mostra la corda nel cercare di rendere nella nostra lingua il complesso slang della parlata "anglofintomediorentale" dei protagonisti.


SI

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