Opinione di LorCio su Frost/Nixon. Il duello
Con Michael Sheen, Frank Langella, Sam Rockwell, Kevin Bacon, Rebecca Hall, Matthew Macfadyen, Oliver Platt, Toby Jones, Holly Weber, Max Elliott Slade
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
“Veramente lei sostiene che il Presidente può fare qualcosa di illegale?” chiede l’ambizioso intervistatore David Frost. La risposta che gli dà Richard Nixon è da far ghiacciare il sangue: “Sto dicendo che se è il Presidente a farlo vuol dire che non è non è illegale”. Sta tutto qui il fulcro di questa trasposizione cinematografica di un testo evidentemente teatrale, totalmente americano nei temi, nel tono, nella natura. È lo scontro di due ambizioni e di due modi di vivere un cinismo. Ma mentre Frost rappresenta il rampantismo antipatico ma di successo di chi non si fa scrupoli a raggiungere un successo, per quanto condivisibile perché ha come obiettivo quello di smascherare il potere corrotto, Nixon è il simbolo di una disgregazione disperata, di un qualcuno che sta lentamente crollando sia fuori che dentro e che si aggrappa atrocemente ad una possibilità di salvezza irrisolta e deprimente. Come ci ha ben mostrato Oliver Stone nel fin troppo sottovalutato Nixon, il presidente più odiato dagli americani è un personaggio tragico, nevrotico e frustrato, insomma. Qui Nixon è colto nel momento più difficile della vita e nel momento che vale una vita e viene descritto con una oggettività che non dimentica né l’umanità né tantomeno la severità. Frank Langella lo incarna in una maniera spettacolare, con arroganza e discutibile vanagloria, con lo spirito di chi sa perfettamente di giocare l’ultima partita possibile, tra l’altro contro un avversario (che impersona i media, il giornalismo, la televisione) altrettanto spregiudicato come Frost, che ha il volto, la voce e le mosse di uno dei Michael Sheen migliori di sempre. Più che un duello, come indica il sottotitolo italiano, è una vera e propria guerra di sfinimento e di logoramento in cui vince chi resiste di più. Pur conoscendo tutta la storia, e nonostante qualche momento di lentezza specialmente nella prima parte, è un film che tiene la tensione e coinvolge. Anche perché il buon Ron Howard è un onesto artigiano che sa il fatto suo.
Cosa cambierei
Voto: 8.
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