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Ember. Il mistero della città di luce - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Andrea Fornasiero

Una struttura fiabesca realizzata con garbo e avvolta in un luogo originale e meraviglioso. Produce Tom Hanks

Tratto dall’omonimo romanzo di Jeanne DuPrau, Ember. Il mistero della città di luce è l’esordio nel lungometraggio live action di Gil Kenan, già regista del cartoon Monster House. Come quella produzione di Zemeckis e Spielberg anche questa pellicola, della Playtone di Tom Hanks, è un’avventura per ragazzi, con mappe misteriose, enigmi, vasti sotteranei e un sano sense of wonder (anche a costo di soluzioni improbabili). Protagonisti sono due ragazzi, Doon e Lina, che hanno appena raggiunto l’età per lavorare nella città sotterranea di Ember, dove si sono rifugiati dall’apocalisse oltre duecento anni prima gli ultimi esseri umani. Se gli adulti sono persi in giochi di potere e avidità, schiacciati dalla disillusione o inebriati da fantasie mistiche, non resta ai due giovani che cercare una via di fuga dalla città, il cui generatore di energia si sta disfacendo. Intorno a loro sono piacevoli accessori Murray, Robbins, Landau, Jones e la Jean-Baptiste, mentre la parte del leone spetta alla città stessa, dalle scenografie varie, molto vaste e dal gusto quasi steampunk, con tubature, lampadine e lerciume ovunque. Certo si tratta della più classica delle strutture fiabesche, ma realizzata con garbo e ambientata in luogo originale e meraviglioso.


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