Dante 01 - La recensione di FilmTv
Con Lambert Wilson, Linh Dan Pham, Dominique Pinon, Yann Collette, Bruno Lochet, François Levantal, Simona Maicanescu, Gérald Laroche, François Hadij-Lazaro, Lotfi Yahya Jedidi
La recensione di FilmTv
Caro senza Jeunet non è la stessa cosa. E infatti, malgrado gli sfondi assai familiari, il regista
francese si perde e si smarrisce. Tra misticismi e oscurità e filosofie ai limiti della comprensione
Un tempo si aggirava, con Jean-Pierre Jeunet, tra gli appartamenti di un condominio diroccato e assetato di sangue. Erano i tempi di Delicatessen, e del successivo La città perduta. Ora Marc Caro viaggia da solo in un luogo imprecisato del futuro, ed è ancora un luogo allucinato e raffinato, buio e brulicante di estetica pubblicitaria e informatica. C’era da aspettarselo da Caro, che a inizio carriera disegnava fumetti per “Metal Urlant”. È ancora la costruzione di un mondo chiuso, eppure la presenza di Jeunet manca, eccome. La prigione è da immaginario fantascientifico, e ricorda la base di Spazio 1999. Qui sono stati incarcerati alcuni tra i criminali più pericolosi dell’intero sistema, trattati come cavie per esperimenti scientifici di varia natura. Qui sopraggiunge un misterioso detenuto che a causa dell’incontro con un’entità aliena è venuto in possesso di un immenso potere. Dante 01 resta sospeso, tra science fiction e thriller, tra Gattaca e The Cube, tra 2001: Odissea nello spazio e La Divina Commedia. Mistico e oscuro, metafisico. Filosofico ai limiti della comprensione. Sensoriale. All’affascinante mosaico di immagini e suoni manca però Jeunet, e una trama che ti faccia entrare nell’immaginario evocato.
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