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Opinione di M Valdemar su The Rocker. Il batterista nudo





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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06/01/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Parto dalla fine: i celebrati e famosi “Vesuvius” (però, gran bel nome per una band … a quando gli Strombolus, i Flegreius, i Krakatoius?…) non hanno bisogno, anche per via del loro status, di cantare dal vivo e quindi si esibiscono in playback, e proprio in occasione del loro ingresso nella “Rock and Roll Hall of Fame”!
Ecco, la morte della musica. Certo, se sei un qualsiasi inutile cantante italiano o straniero che fa “musica” (le virgolette sono d’obbligo) tipo melodico o rap o dance o merd, chi se ne frega! Ma il rock signori, e no, il rock va suonato e cantato dal vivo!
Vero Rolling Stones?

Un gruppo che suona rock e lo fa in playback, anche parzialmente (ad esempio con l’ausilio di basi preregistrate, per cori o assoli o per irrobustire il sound), è oltraggioso, anzi di più: è un crimine contro l’umanità e come tale va condannato e punito, applicando all’uopo pene corporee.
Ma ora veniamo (come veniamo? chi altro c‘è? ma quanti siamo in un unico corpo? AAA esorcista cercasi …) al film.
Commediola simpatica che contiene i difetti tipici di tutti i prodotti simili, e cioè, lieto fine, nessuna reale trasgressione, buonismo di fondo e di superficie, ammiccamenti per il pubblico giovane e così via.
E però … però un’ignoranza, sana e innocua, pervade (non sempre, purtroppo) il film. Un’ ignoranza che dà quel buon gusto di ridere a scene e battute stupide, neanche ben congegnate o orchestrate, ma che arrivano dritto all’obiettivo: tirar fuori il deficiente che c’è in noi.
In The Rocker di deficiente c’è sicuramente il protagonista, Fish, batterista di una band di hair metal (e con l’hair metal, e in genere con tutta la schifosa musica anni ’80, la deficienza ha raggiunto il suo apogeo), che viene cacciato per motivi di nepotismo dai “Vesuvius”, proprio appena prima della firma del loro primo contratto con una casa discografica. Loro diverranno delle superstar, mentre il nostro deficiente rimarrà uno sfigato. Avrà una seconda occasione con una band pop-rock dello smilzo nipote, gli A.D.D., grazie al quale potrà vivere i suoi sogni di gloria, che gli erano stati negati venti anni prima.
Dicevamo (sempre noi …) della deficienza, intesa come chiave di lettura antropologica che ci permetta di ascrivere la risposta istupidita dello spettatore nel novero del semplice, cafone, buzzurro intrattenimento. Nessuna pretesa, nessuna ambizione, nessuna intelligente architettura di piani di scrittura.
Fish è un idiota, un individuo che fa della propria, consapevole, imbecillità, un’efficace e inoffensiva arma di svago, per sé e per gli altri. Insomma, quando al ballo della scuola (il primo concerto con gli A.D.D.), al termine dell’esecuzione, lancia le bacchette in mezzo al pubblico e colpisce un impomatato manichino, non sarà né originale né complesso né cervellotico, però si ride davvero alla grande. E scene del genere ce ne sono altre, in realtà costituiscono le cose migliori del film.
Impagabili sono le sue buffe espressioni mentre suona la batteria, chi è attento e sapiente avrà colto i dovuti riferimenti.
Fish sei tutti noi, dai tutto te stesso, picchia sulle pelli più forte che puoi e vedrai che i dei della batteria, John “Bonzo” Bonham e Keith Moon, saranno con te!

Sull'interpretazione di Rainn Wilson

Perfetto nel ruolo, la sua mimica facciale (e non solo quella ...) è divertente e colpisce nel segno. Irresistibile coi suoi vestiti sgargianti da tardo-glam.

Sull'interpretazione di Emma Stone

Mi ha ricordato parecchio la rossa esplosiva Melissa Auf Der Maur. Già solo per questo, valutazione più che positiva.

Sulla colonna sonora

Punto debole. Generalmente rock o hard rock degli anni '80 significa cattiva e irricevibile musica. Non va molto meglio col pop-rock dai risvolti emo degli A.D.D.


SI

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