Angeli e demoni - La recensione di FilmTv
Con Tom Hanks, Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Pierfrancesco Favino, Stellan Skarsgård, Armin Müller-Stahl, Nikolaj Lie Kaas, Thure Lindhardt, David Pasquesi, Cosimo Fusco, Masasa Moyo, Victor Alfieri, Yan Cui, Shelby Zemanek, Jonas Fisch, Kristof Konrad
La recensione di FilmTv
Un blockbuster iperprodotto, falsamente colto e sostanzialmente innocuo. Buon cast con il nostro Favino
Morto un Papa, se ne fa un altro. Fosse facile... Pare infatti che gli Illuminati, setta di teologi scienziati di cui fece parte Galileo, siano tornati per vendicarsi delle “purghe” subite in un passato lontano. Minacciano di far esplodere il Vaticano durante il Conclave, e intanto rapiscono e uccidono, seguendo una trama precisa, i cardinali (letteralmente) papabili. Chiamato dall’Ispettore Favino, ecco arrivare baldanzoso dagli Stati Uniti Tom Hanks per sbrogliare la matassa insieme alle guardie svizzere. Il Codice Da Vinci, primo film tratto da Dan Brown, incassò uno sproposito pur essendo di rara bruttezza. Merito del traino di un libro che risulta essere il più venduto al mondo dopo La Bibbia, cosa che provoca un brivido lungo la schiena data la sua pochezza. Resta infatti un thrillerino elementare basato sulla ripetizione dei cliffhanger, affascinante tutt’al più come guida turistica di luoghi religiosi. Angeli e demoni, pur rispettando uno schema simile a quello del Codice (un potentissimo e insospettabile mandante, un killer solitario psicopatico, una detection deduttiva e noiosetta, finale pirotecnico, doppio finale prevedibilissimo) diverte un po’ di più, merito di un cast azzeccato e multiforme che strizza l’occhio alla realtà (Mueller-Stahl è ovviamente Ratzinger), nonostante il contesto fantasioso. Vera protagonista però è Roma, mai così eterna anche se spesso ricostruita a Hollywood (con qualche licenza poetica, per esempio la Cappella Sistina è palesemente contraffatta...), dato che il Vaticano (quello autentico) non ha permesso riprese in casa. Resta un mistero l’apporto di Ron Howard, un onesto professional hollywoodiano, magari più simpatico della media e capace di exploit interessanti (The Missing, Frost/Nixon. Il duello), ma del quale sarebbe forzato ricercare una qualunque cifra stilistica particolare. Questo è Angeli e demoni: un blockbuster iperprodotto e falsamente colto, sostanzialmente innocuo (per favore, lasciamo perdere seconde letture “anticattoliche”, tutte inopportune), da vedere solo se la sala dove danno Star Trek è piena.
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