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Opinione di howl su Transsiberian





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19/08/2008 voto al film: voto buono

Sul film

Brad Anderson, già regista del riuscito Session 9 e dell'inquietante L'uomo senza sonno, c regala un'altra esperienza da inkubo. Il treno ke attraversa la Siberia è klaustrofobiko kome solo l'Orient Express d Agatha Christie prima d lui. La sensazione ke si avverte è quella d un viaggio attraverso lo spazio in kui il tempo nn solo si è fermato, ma è tornato addirittura indietro, in partikolare ai tempi in kui i banditi nn erano il destino peggiore d un viaggiatore inkauto. Una leggera paranoia invade ogni spazio lasciato libero dall'immaginazione e presto i protagonisti dovranno fare i konti kon le verità terribili celate sotto la leggera patina d normalità ke rikopre la loro situazione. Il treno, metafora e segno d un tempo ke nn è +, assume la valenza d rikordare a ki xkorre il kammino, ke nn sempre il progresso è kosa buona x ki si trova a vivere i momenti d transizione ke lo akkompagnano. L'ingenuità, a tratti irritante, dei 2 amerikani fa da degno kontrasto alla scaltrezza d ki vive una realtà impossibile da immaginare fuori dalle macerie del krollo recente d un vekkio grande impero. I poliziotti mafiosi, ke sorreggono il sistema ekonomiko illegale attraverso la loro autorità, sono impensabili in una situazione d normalità, ma qui d normale nn c'è nulla. Nella kornice ovattata d un panorama immakolato, le scene sul treno vuoto hanno un tokko magiko e terribile nello stesso tempo, mentre la konsapevolezza, ke lenta emerge nelle menti addormentate d 2 sciokki viaggiatori, la dice lunga sulla diversa visione del mondo ke alberga in xsone distanti nn soltanto geografikamente. La regia krea quell'alkimia ke rende avvincente una storia alla fine semplice, mentre il suxbo utilizzo dei limiti espressivi degli attori finisce x avvallare la possibilità d una deriva, perikolosa proprio xkè mai immaginata neanke x un momento kome possibile. Basti pensare alla faccia perennemente sorridente e fuori luogo d Woody Harrelson, ke spikka x ingenuità nel marasma d malizia suggerito e, a volte, urlato prima da Noriega e infine dal grandissimo Ben Kingsley.


SI

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