Opinione di superficie 213 su The Hurt Locker
Con Ralph Fiennes, Guy Pearce, David Morse, Jeremy Renner, Anthony Mackie, Christian Camargo, Brian Geraghty, Kristoffer Ryan Winters, Malcolm Barrett, Sam Redford, Evangeline Lilly
- negative [13]
- sufficienti [13]
- positive [50]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Kathryn Bigelow e' una regista sottovalutata, tutti i suoi film,anche quelli meno riusciti - K19 o BLUE STEEL - hanno sempre la magia del cinema puro,fatto con tecnica e cuore.
Negli anni '80 il suo talento ci ha regalato l'immortale NEAR DARK e negli anni '90 il capolavoro STRANGE DAYS.
Torna dietro la macchina da presa dopo ben sei anni dal suo ultimo film ,forte insuccesso di pubblico, per continuare ostinatamente a girare con il suo stile tra il cinetico e l'indie - si pensi all'ottima ma sotttostimato IL MISTERO DELL'ACQUA - senza pensare alla possibilita' di essere capita o no dai critici e dal pubblico.
Non a caso questo suo ultimo lavoro e' stato accusato di essere addirittura "reazionario" e di propaganda dalla quasi totalita' della critica americana e non.
Niente di piu' sbagiato,la Bigelow descrive in modo incredibilmente realisitico e senza fronzoli cio' che e' la guerra : un orrore che distrugge le menti ed ammazza la gente innocente.
Non c'e' niente di eroico nei personaggi del film - si pensi alla stupenda sequenza iniziale dove la tensione rimane sempre altissima fino alla sua tragica e violenta (inaspettata?) conclusione - , solo una normalizzazione di cio' che fanno,uno spostamento dalla realta', un gioco diventa morte che a sua volta si trasforma in alienazione.
Davvero una pellicola emozionanate,che cojnvince per la sua presa di posizione quasi documentaristica, che elimina ogni possibile dubbio sul pensiero della sua autrice.
Basterebbero solo gli utlimi cinque minuti del film per capire che cio' che la regista ha intenzione di chiarare: l'uomo cerca di adattarsi alla guerra, ma e' lei che gli si incolla addosso fino a a togliergli ogni vera umanita'.
Quindi la guerra da dipendenza perche' porta assolutamente fuori dalle regole di un comportamento civile.cosi' come alcune droge.
Ce ne fossero di film cosi',che anche tacnicamente non hanno una pecca.
A tratti magistrale.
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