La terra degli uomini rossi (2008)
Con Claudio Santamaria, Chiara Caselli, Matheus Nachtergaele, Leonardo Medeiros, Inéia Arce Gonçalves, Temily Comar, Ambrósio Vilhava, Camila Caetano Ferreira, Alicélia Batista Cabreira, Eliane Juca da Silva
La trama
Mato Grosso do Sul (Brasile), oggi. I fazenderos conducono la loro esistenza ricca e annoiata. Possiedono campi con coltivazioni transgeniche che si perdono a vista d'occhio e trascorrono le serate coi turisti venuti a guardare gli uccelli. Ai limiti delle loro proprietà cresce il disagio degli indios che di quelle terre erano i legittimi abitanti. Costretti in riserve, soprattutto i giovani spesso si suicidano, non avendo prospettive. Proprio un suicidio scatena la ribellione. Guidati da un capo, Nadio, e da uno sciamano, un gruppo di loro si accampa all'esterno di una proprietà per reclamare la restituzione delle terre. Due mondi contrapposti si fronteggiano. Si fanno anche una guerra prima metaforica e poi reale. Ma non cessano mai di studiarsi. Sono soprattutto i giovani che hanno la “curiosità dell'altro”. Una curiosità che metterà in relazione profonda il giovane apprendista sciamano Osvaldo e la figlia di un fazendero.
Se il film non è mai didascalico o paternalistico, nell’adesione a uno spirito documentario e antropologico (ma Santamaria guardiano della fazenda è una distrazione) difetta di respiro cinematografico. La malickiana varietà delle voci degli uccelli, e gli accostamenti herzoghiani tra indios e musiche sacre, sono suggestioni che si smarriscono in numerose sequenze prive di nerbo. Un peccato perché il tema è encomiabile e la sincerità e il coraggio di Marco Bechis sono fuori discussione.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 37/2008
Encomiabile l’impegno che porta alla luce il dramma degli indios, ma messa in scena troppo orizzontale
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 2010-11-13 12:48:35 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
Pregevoli le intenzioni di Marco Bechis (da sempre un regista attento alle questioni legate alle minoranze), ma il risultato cinematografico non è all’altezza di quello che voleva essere il messaggio.
La storia vede l’impossibile integrazione tra gli indios (come ci ricorda una didascalia alla fine, decimati nel corso dei secoli e sempre più visti come un ostacolo allo sviluppo) e la società moderna, con uno sfondo che mette a stretto contatto anche le due diverse realtà all’interno del contesto geografico.
Interessante risulta essere il parallelismo tra la foresta, habitat degli indigeni e sempre più ristretta e povera di vita, e le terre coltivate, mostrate spoglie, fonte di profitto, ma anche di reale necessità.
Interessante anche il diverso approccio mostrato, tra gli anziani, assolutamente legati alle loro tradizioni (fin troppo direi), ed i più giovani che guardano con apertura al nuovo che avanza e che troppo spesso sono portati al suicidio, prede dello sconforto per non essere, da un lato capiti dai loro simili e, dall’altro, non essere accettati dal resto della popolazione.
Insomma di temi importanti ce ne sono eccome, purtroppo però Bechis non trova il bandolo dell matassa.
Troppo misurato, adotta uno stile difficile da rendere efficace (non è certo Herzog nel saper tratteggiare la natura, per quanto le belle immagini non manchino) e non riesce a far emergere appieno i momenti più salienti della storia, quelli che avrebbero dovuto marcare il ricordo indelebilmente.
Un po’ scoccia non esprimere un giudizio lusinghiero, però non è un lavoro pienamente riuscito, nonostante i temi siano importanti e giusti da riportare alla memoria dei meno attenti.
E’ un vero peccato.
- negative [11]
- sufficienti [8]
- positive [5]
- leggi tutte le opinioni
2010-11-13 12:48:35 Opinione di supadany su "La terra degli uomini rossi"
VOTO : 5,5. Pregevoli le intenzioni di Marco Bechis (da sempre un regista attento alle questioni legate alle minoranze), ma il risultato cinematografico non è all’altezza di quello che voleva essere il messaggio. La storia vede l’impossibile integrazione tra gli indios (come ci ricorda una didascalia alla fine, decimati nel corso dei secoli e sempre più visti come un ostacolo allo sviluppo) e la società moderna, con uno sfondo che mette a stretto contatto...
voto al film: 
2010-04-15 10:59:51 Opinione di emmepi8 su "La terra degli uomini rossi"
Davvero un film irrisolto, che si aggancia ad altri film di ben altro spessore e non riesce a prendere agganci da nessuna parte. Un’occasione sprecata ed anche incolore. Un’idea cinematografica al di sopra delle possibilità del regista e degli sceneggiatori. Ci sono situazioni abbastanza scoordinate, che non portano a nulla e fanno anche sorridere, nel momento proprio del dramma. Il tema del destino degli indios è davvero superficiale,...
voto al film: 
2010-03-25 19:09:56 Opinione di ed wood su "La terra degli uomini rossi"
Dai, non è male questo film. C'è stile, misura, decoro. Molto riuscita, poetica e densa di contenuto metaforico la scena in cui l'indio mangia la terra di fronte al fazendero: è una trasparente riflessione sulla differenza fra economia primitiva (il cui si consuma direttamente ciò che si produce) ed economia capitalitica (in cui la terra è solo un mezzo di produzione e il consumo passa attraverso la mediazione dei processi produttivi e del mercato, come si...
voto al film: 
2009-12-27 13:10:03 Opinione di bradipo68 su "La terra degli uomini rossi"
Le buone intenzioni,da sole,non bastano a fare un buon film.E il film del militante Marco Bechis,autore di alcuni tra i più belli film su temi politici degli ultimi anni,è un film a cui non difettano le buone intenzioni.Quello che difetta è la cinematografia.Birdwatchers è il classico film che ha l'aspetto dell'opera fabbricata su misura per i festival,che solleva giustamente indignazione ma che poi affonda nelle sabbie mobili della retorica in un brutto finale.E...
voto al film: 
2009-02-02 08:16:09 Opinione di OGM su "La terra degli uomini rossi"
Film-denuncia che si risolve in una infelice imitazione del cinema indigeno. L'opera, purtroppo, è viziata da una visione prettamente occidentale, di matrice "turistica", che unisce ad una curiosità morbosa per ogni dettaglio della quotidianità degli indios, un evidente senso di colpa per i soprusi perpetrati a loro danno. A ciò si mescola un muto compiacimento nell'atto di scoprirli, in fondo, così simili a noi, pur nella loro pittoresca diversità. Gli "uomini rossi" sono, e...
voto al film: 
2009-01-19 20:53:56 Opinione di NoRemorse su "La terra degli uomini rossi"
Da rispettare e ammirare l'impegno nel farci conoscere una realtà di cui i media non ne parlano (mentre tette e grande fratello vanno alla grande...che televisione del c...o...), una realtà che io personalmente non conoscevo. Purtroppo il film in sè non è affatto un gran film, ritmo lentissimo, monotono e registicamente parlando non il massimo...(anche la sceneggiatura lascia perplessi, con uno spirito maligno e le donne che parlano solo di uccelli lunghi...perchè????)... Molto...
voto al film: 
2008-11-19 19:47:03 Opinione di ROTOTOM su "La terra degli uomini rossi"
Non vedevo un film così brutto da Rapa Nui , 1994. Marco Bechis regista di film necessari, film di impegno civile, abbraccia con trasporto la causa degli indio del mato grosso sradicati dalla loro terra e costretti a vivere al margine della società. Non inseriti nella modernità, cacciati dalla legittimità atavica della proprietà della terra, il nucleo di indio protagonisti della storia vive accampato tra un nastro d’asfalto e la recinzione di un campo arato per la semina della soia...
voto al film: 
2008-10-24 19:26:07 Opinione di slim spaccabecco su "La terra degli uomini rossi"
Il film cerca di suscitare tensioni nelle nostre coscienze, ma rimane in un limbo e tutto questo per cercare di non prendere la parte di nessuno. Si rimane come gli indios del film, incapaci di scegliere tra il progresso che li ha privati delle loro vecchie terre e la tradizione di una cultura che scompare come le foreste nelle quali vivevano.
voto al film: 
2008-10-24 19:25:46 Opinione di slim spaccabecco su "La terra degli uomini rossi"
Il film cerca di suscitare tensioni nelle nostre coscienze, ma rimane in un limbo e tutto questo per cercare di non prendere la parte di nessuno. Si rimane come gli indios del film, incapaci di scegliere tra il progresso che li ha privati delle loro vecchie terre e la tradizione di una cultura che scompare come le foreste nelle quali vivevano.
voto al film: 
2008-10-10 18:30:41 Opinione di cippags su "La terra degli uomini rossi"
Un film che mi h un po' deluso. Avevo apprezzato Bechis nei film di denuncia precedenti; anche questo lo è, certamente, ma qualcosa non ha fatto scattare il mio interesse e sono uscito dalla sala con addosso una certa indifferenza nei confronti della storia e dei motivi che possono essere stati alla base del progetto: non mi ha preso. 6-
voto al film: 
- negative [11]
- sufficienti [8]
- positive [5]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:
































