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La canarina assassinata (2007)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La canarina assassinata: presente
Ritmo ritmo in La canarina assassinata: presente
Impegno impegno in La canarina assassinata: minimo
Tensione tensione in La canarina assassinata: assente
Erotismo erotismo in La canarina assassinata: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a La canarina assassinata

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La trama

Un produttore cinematografico, noto per la sua spregiudicatezza e per la sua mancanza di scrupoli, trova “fortunosamente” una location a buon mercato per un film da far dirigere a un regista non più giovane ma dalla coscienza immacolata: una splendida villa immersa in un parco del viterbese. Quando il produttore, insieme ad alcuni attori e al regista, si trasferisce nella villa per la preparazione del film, incontra la proprietaria, Anna, una donna sofisticata, non più giovanissima ma ancora molto bella, che vive sola nella villa in compagnia del suo enigmatico maggiordomo, Raffaele. La finzione del mondo del cinema riverbera negli atteggiamenti e nei rapporti dei suoi protagonisti rivelando senza pietà la sua incresciosa bassezza. Ma la “vita vera”, quella che dovrebbe essere rappresentata da Anna e da Raffaele, si rivelerà non meno finta di quella cinematografica: gli ospiti “cinematografari” non sono lì per caso. Dietro la loro presenza c’è una vendetta in attesa di essere compiuta, e che si compirà, certo, a scapito della vittima designata. 

Cinema sul cinema, nel cinema e per il cinema. Gioco di parole che si realizza attraverso una mise en abîme che sceglie di tingere un noir intimista di ironia e di thriller. Tanti (forse troppi) gli ingredienti, disvelamento progressivo, e colpi di teatro che costruiscono ben tre livelli metacinematografici. Opera prima che fa ben sperare, ma il dubbio - che il pubblico ordinario, lontano dai disagi del settore, possa apprezzarla - resta.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Cristina Borsatti - FilmTV n. 42/2008

Tema sentito quello delle difficoltà produttive del cinema nostrano. Almeno dagli addetti ai lavori, a cui l’opera prima di Daniele Cascella potrebbe piacere. Cinema sul cinema, nel cinema e per il cinema. Gioco di parole che si realizza attraverso una mise en abîme (spettacolo nello spettacolo) che sceglie di tingere un noir intimista di ironia e di thriller. Tanti (forse troppi) gli ingredienti, per raccontare le disavventure di un regista italiano desideroso di realizzare il proprio film. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 10/11/2008 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto buono

Ad oggi, i migliori film italiani di questo inizio di stagione rischiano di essere due opere prime, per di più commedie. Uno è il “Pranzo di ferragosto” che ha sbancato inaspettatamente al botteghino, l’altro è questo “La canarina assassinata”. Non è un ottimo film, ma riguardo Cascella, De Gregori potrebbe dire: “il ragazzo si farà | anche se ha le spalle strette | questo altr’anno giocherà | con la maglia numero sette…”. Ebbene sì, sorpresa: abbiamo un nuovo autore. Il suo esordio semina bene un’ipoteca sul suo futuro artistico. Peccato che, neanche uscito, “La canarina assassinata” sia già finito nell’oblio dei belli e invisibili. Nonostante svariati difetti peculiari delle opere prime, è un piccolo film che merita attenzione. E poi è qualcosa di più di un film: è una ventata di aria buona. È raro vedere, nella nostra cinematografia, un racconto così sapido e a tratti beffardamente spietato che si rivolge alla “macchina cinema” con lingua biforcuta e spirito ribelle. Sotto una patina di surreale realtà, cova un animo profondamente civile: il cinema è diventato una cialtronata, il palcoscenico patetico di vite insulse ingabbiate nell’ordinaria tragedia del male di vivere, votate al suicidio (di massa) – spesso inconsapevole. Per molti resta un sogno, la messa in scena dell’immaginifico intrinseco o la concretizzazione della propria arte, fate voi. Ma c’è un bell’inghippo: “Non ho sogni di riserva”, afferma, infatti, un giovane aiuto regista (che si rivelerà imprevedibile). Amare il cinema non lascia scampo: se non si riesce a realizzarsi in esso, si battono altre strade, con insopportabile insoddisfazione. È una goduria per i cinefili: da “Psycho” a “Viale del tramonto”, passando per “Effetto notte” e “La donna che visse due volte”, con spruzzate ed omaggi reconditi a Scola e Risi. Tra l’altro, l’inizio è palesemente in tono: il Nuovo Cinema Paradiso desolatamente vuoto in cui scorrono i titoli di coda del primo film del protagonista. Compare il Dio del Cinema, che sputa crudele sui registi italiani (ormai il loro habitat naturale è la sala vuota dei cinema di periferia). Il cinema è morto, specie quello in sala. Tanto vale ricordare il passato. È un giallo, ma anche una commedia, e un film comico, e pure trasversalmente un thriller. È un concentrato d’amore, qua e là un po’ smarrito, sul come vivere la Fantasia e le sue conseguenze. L’accumulazione parsimoniosa di citazioni e rimandi, indizi e battute, ne fanno un’opera profondamente sarcastica, diversa, intelligente. Non è perfetto (nella seconda parte perde un po’ quota, inevitabilmente, dato il soggetto, finché non scorre in crescendo nel finale), ma è originale (e il titolo ne è la prova). Dote rara nella cinematografia nostrana attuale. Sottilmente, è anche un film disperato: non c’è personaggio tranquillo, sono tutti senza pace. E c’è un finale alla “Ultimo metrò” che, di primo acchito, può apparire fuorviante, ma che in realtà si rivela necessario, fatale. È un film sull’illusione del cinema, che parla di (e a) noi cinefili e del (e sul) nostro ruolo social-culturale all’interno di una società malata. È un film su dove sta andando il cinema, su dove stiamo andando noi cinefili. (E se il film è rivolto solo a noi e non al grande pubblico?).
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SI

Opinioni su La canarina assassinata


2 marzo 2011 Opinione di barabbovich su "La canarina assassinata"
barabbovich

La villa nel viterbese di una vedova in bolletta (Vertova) è il set nel quale si dovrebbe girare l'opera seconda di un regista giovane e idealista (Oliva). Il produttore (Armando) non ha una lira, il protagonista principale (De Virgilio) pensa soltanto al sesso e tra le maestranze c'è chi si innamora e chi si diverte. Ci scappa anche il morto. Il colpevole non sarà mica il maggiordomo? Tra commedia nera e grottesco, l'esilissimo film di Casella si avvale di...

voto al film: barabbovich assegna il voto mediocre a La canarina assassinata (2007)


10 novembre 2008 Opinione di LorCio su "La canarina assassinata"
LorCio

Ad oggi, i migliori film italiani di questo inizio di stagione rischiano di essere due opere prime, per di più commedie. Uno è il “Pranzo di ferragosto” che ha sbancato inaspettatamente al botteghino, l’altro è questo “La canarina assassinata”. Non è un ottimo film, ma riguardo Cascella, De Gregori potrebbe dire: “il ragazzo si farà | anche se ha le spalle strette | questo altr’anno giocherà | con la maglia numero sette…”. Ebbene sì, sorpresa: abbiamo un nuovo...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a La canarina assassinata (2007)

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