Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Un giorno perfetto - La recensione di FilmTv




locandina di Un giorno perfetto

Acquista Un giorno perfetto

Scegli tra i formati disponibili

Un giorno perfetto disponibile in DvdUn giorno perfetto non disponibile in Blu-RayUn giorno perfetto non disponibile in Umd

La recensione di FilmTv

di Mauro Gervasini

Clamoroso passo falso di Özpetek, che mortifica una storia con dialoghi imbarazzanti e uno stile saturo

Gruppo di famiglia sfasciato in un interno. Lui e lei separati, i due bambini dalla nonna, tensioni che si allargano a macchia di leopardo coinvolgendo l’umanità che intreccia il proprio destino a quello dei protagonisti. Finale di una tragicità inaudita, che riporta alla mente fatti di cronaca anche recenti ma in realtà rimanda alle storie pedinate in un romanzo, omonimo, di Melania Mazzucco. Un giorno perfetto racconta le ventiquattro ore di donne, bambini e uomini alla deriva, per alcuni le ultime. Valerio Mastandrea è il poliziotto che la separazione ha trascinato in un vortice di follia e depressione, Isabella Ferrari la moglie sciatta che quello stesso giorno perde il lavoro, rischia lo stupro, resta in attesa mentre si consuma l’indicibile. Da un altro film (Non ti muovere) entra in scena anche l’angelica Finocchiaro, medico del pronto soccorso, muta testimone delle varie disperazioni. Nell’agghiacciante campionario una spaesata Monica Guerritore di cui si intuisce la crisi, un bravissimo Valerio Binasco, l’onorevole, al quale si sono dimenticati di scrivere la parte, una intensa Stefania Sandrelli alla quale, senza pudore alcuno, il regista fa intessere un aquilone mentre prosegue la mattanza, più altri parenti, amici, comparse confusi in una o più stanze. La tragedia è incandescente e Özpetek, nel maneggiarla, si scotta di brutto, filmando il non filmabile. Cosa non è la pallina con il pesciolino Luigi che cade dalla mano insanguinata del bambino! Dobbiamo veramente tornare al carrello di Kapò? Il rigore, la pietas che una storia del genere esigeva vengono mortificate da uno stile sempre più saturo, da una ronde nevrotica e allucinata che non risparmia niente. A partire dai dialoghi: quello tra Nicole Grimaudo, giovane compagna dell’onorevole, e Federico Costantini, figlio di lui innamorato di lei, è così forzatamente “falso” da stonare anche nella più stucchevole fiction Tv. Per il regista turco, autore in passato di un cinema tutt’altro che disprezzabile, un clamoroso passo falso.


Commenti

  • 13 settembre 2008, 18:17 di LorCio

    La recensione è perfetta e non la condivido per niente. Comunque, Gervasini è Gervasini ed è uno dei migliori in circolazione. Però... Mi pare sia lo stesso trattamento riservato al pur mediocre OVUNQUE SEI. E daje addosso! Continua il gioco al massacro di Ozpetek.

    cancella commento cancella commento e blacklista LorCio

Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?