La terrazza sul lago (2008)
Con Samuel L. Jackson, Patrick Wilson, Kerry Washington, Regine Nehy, Jaishon Fisher, Jay Hernandez, Keith Loneker, Robert Dahey, Ho-Jung, Mel Rodriguez
La trama
Una giovane coppia si è appena trasferita in California nella casa dei propri sogni, nel quartiere residenziale losangelino di Lakeview Terrace, quando diventa oggetto di persecuzione da parte del vicino di casa, che disapprova il loro rapporto interrazziale. Padre single e severo, questo impenetrabile ufficiale di polizia del Dipartimento di Los Angeles si è nominato guardiano del quartiere. Il suo pattugliamento notturno e i suoi occhi estremamente vigili rassicurano alcuni dei vicini, ma diventa sempre più molesto nei confronti dei giovani sposi. Quando la coppia cercherà di reagire ai soprusi l'ostilità diventerà fatale.
Qualcuno l’ha definito «Suburban Psycho-Neighbor-Noir» e la descrizione non fa una grinza, anche se nella prima mezz’ora non succede niente. È che al regista e drammaturgo Neil LaBute (La società degli uomini) piace così: non ama le scorciatoie thriller, né gli effetti speciali. Preferisce scandagliare gli affetti, lavorare sulle psicologie thriller, scavare nel torbido delle motivazioni sociologiche.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Giorgi - FilmTV n. 46/2008
Un poliziotto in crisi e la serenità di una coppia di sposini messa a dura prova. Sognando Obama e la via multietnica
L'opinione più votata
Di degoffro scritta il 18/10/2010 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
Il regista Neil LaBute è quanto meno discontinuo. Alterna infatti titoli brillanti (il feroce esordio “Nella società degli uomini”, il gradevole “Betty Love”), altri irritanti (l’insopportabile “Amici & vicini”), altri ancora inutili (il tedioso “Possession” ed il banale “Il prescelto”). Con “La terrazza sul lago” (titolo italiano al solito cretino, visto che Lakeview terrace è un quartiere di Los Angeles) riesce a sorprendere per tre quarti di film, poi butta via quasi tutto il buono fatto vedere in precedenza con il consueto finalone telefonato in cui il cattivo di turno deve per forza soccombere e i buoni prevalere. Peccato perché questa storia di razzismo all’incontrario è sottilmente inquietante e angosciante, universale nel suo esplicito e preoccupato allarmismo. Samuel L. Jackson è minaccioso, mellifluo ed ambiguo nei panni di Abel Turner, poliziotto di colore vedovo, ultra conservatore ed all’apparenza irreprensibile e molto severo (impone ai due figli un regime di vita rigidissimo tanto che la figlia maggiore afferma: “Quello che lui dice si deve fare e se ti metti a discutere dice: Come scusa, sono io la legge!”). Abel è così fermo nelle sue posizioni che non vede di buon occhio l’arrivo della nuova e progressista giovane coppia di vicini (lui bianco lei di colore): “Non gli piace l’idea di noi due insieme, come coppia” sostiene il giovane Chris che peraltro già non è ben accetto al suocero. L’azione di Abel ha uno scopo ben preciso: cacciare i due nuovi arrivati dal quartiere in cui si è autonominato massimo tutore e sorvegliante dell’ordine e della disciplina, approfittando del prestigio della sua posizione e della stima incondizionata dei vicini. All’inizio il suo agire si manifesta in modo quasi banale: le luci di sicurezza notturne che illuminano la stanza da letto dei vicini, piccole polemiche sui mozziconi di sigaretta gettati nel suo giardino, osservazioni infastidite sugli “esercizi di nuoto sincronizzato” - definizione esilarante- che i due giovani sposini fanno in piscina, gomme dell’auto tagliate, sabotaggio all’aria condizionata, frecciate velenose (sorprendendo Chris una sera, prima di rientrare in casa, mentre ascolta musica rap, Abel gli dice: “Puoi ascoltare quella roba tutta la notte ma quando ti svegli alla mattina sei sempre un bianco!”). Poi il suo comportamento provocatorio si fa sempre più arrogante, ossessivo ed invadente, ed Abel, esaurito anche sul lavoro dove viene progressivamente emarginato per i suoi modi fin troppo rozzi e brutali ed obbligato ad un periodo di forzato riposo, finisce per perdere completamente il controllo della situazione proprio mentre un troppo simbolico fuoco che incendia le colline circostanti Los Angeles si avvicina pericolosamente alle case. ESPANDI +
- sufficienti [12]
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10 aprile 2012 Opinione di uccio su "La terrazza sul lago"
Serata svogliata, e dire che stanotte ho dormito un sacco e stamattina mi sentivo fresco e riposato. Sono bastate le otto ore di lavoro per demolirmi moralmente e mentalmente se non proprio fisicamente. Sono arrivato a casa tardi, ho mangiato un toast e una mela e non avevo voglia di fare niente. Neanche di leggere che per me è molto preoccupante. Non avevo voglia di film fracassoni e volevo assolutamente stare lontano dai cartoni animati almeno per qualche giorno. Su DVD avevo questo La...
voto al film: 
3 marzo 2012 Opinione di braddock su "La terrazza sul lago"
Thriller molto appassionante e avvincente sul quale avevo un certo scetticismo visto il regista LaBute, del quale non avevo gradito nessuno dei suoi film precedenti. La storia ricorda quella di FOLLIA OMICIDA con Charlie Sheen ma è sviluppata meglio e in maniera più intrigante. Una coppia di sposini, lui bianco lei nera, si trasferisce in una villetta nella città di Los angeles dove il marito ha trovato lavoro. Il ficino di casa è Abel Turner ( Samuel L. Jackson ) un poliziotto...
voto al film: 
20 novembre 2011 Opinione di ceo_85 su "La terrazza sul lago"
Uscito in sordina e passato praticamente inosservato, una pellicola che mescola diversi generi tra dramma, noir e poliziesco, con venature blacksploitation e da thriller da camera... Insomma, un film difficile da definire ma che riesce a mantenere una compattezza narrativa (diventando quasi didascalico in alcuni passaggi) che lo rendono solido. Ottimo lavoro sui personaggi e grande prova attoriale, per un film che punta tutto sulla tensione psicologica che intercorre tra i vari ...
voto al film: 
11 aprile 2011 Opinione di wang yu su "La terrazza sul lago"
Un poliziotto con un problema particolare, i rapporti interraziali. Fortunatamente, il film non è tanto questo, ma sulla sua disturbata personalità un frizzante, spumeggiante calderone di odio costruito verso il controllo di un mondo che non gli piace.Speriamo che esseri cosi ce ne siano pochi in questo mondo.VOTO 6
voto al film: 
5 gennaio 2011 Opinione di hank su "La terrazza sul lago"
interessante thriller .il ritmo è volutamente lento,la trama si dipana con accuratezza,un magnetico samuel l.jackson fa il resto.peccato per il finale troppo convenzionale ,dove si rasenta la banalità.
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19 dicembre 2010 Opinione di Florian Klose su "La terrazza sul lago"
7/10: ho trovato questo film abbastanza interessante e atipico, con una sceneggiatura che senza far scintille riserva qualche scorcio di buona fattura e una recitazione più che discreta. Storia non del tutto lineare e nemmeno ben sviluppata con un finale degenerativo forse eccessivo e incongruo. Ambizioso, promette e mostra qualcosa di debolmente attraente ma complessivamente finisce seppellito con quasi tutto il corpo dalla non eccessiva disponibilità di mezzi e talenti.
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21 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "La terrazza sul lago"
Chris (Wilson) e Lisa Mattson (Washington) sono una coppia apparentemente felice. Lui è bianco, lei nera, e non piacciono affatto al poliziotto loro vicino di casa (Jackson), un californiano nero passatista e parruccone rimasto vedovo e col dente avvelenato. L'uomo fa irruzione nella vita dei due in maniera sempre più sgradevole, in un crescendo di efferatezze che la coppia fatica ad arginare. Neil LaBute, ex astro ascendente del cinema indipendente americano, continua...
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18 ottobre 2010 Opinione di degoffro su "La terrazza sul lago"
“Siete fortunati: avete un poliziotto come vicino!” Il regista Neil LaBute è quanto meno discontinuo. Alterna infatti titoli brillanti (il feroce esordio “Nella società degli uomini”, il gradevole “Betty Love”), altri irritanti (l’insopportabile “Amici & vicini”), altri ancora inutili (il tedioso “Possession” ed il banale “Il prescelto”). Con “La terrazza sul lago” (titolo italiano...
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8 settembre 2010 Opinione di Mattyman su "La terrazza sul lago"
Un film con argomenti molto pesanti (trattati anche bene) in una sorte di razzismo rovesciato, per un thriller che inizialmente potrebbe apparire lento, ma dopo i 20 minuti, procede molto bene, dosando perfettamente la suspance, e trovando soluzioni imprevedibili e originali. Ottima l'interpretazione di Samuel L. Jackson, per un personaggio davvero psicopatico e molto irritante.
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29 agosto 2010 Opinione di XANDER su "La terrazza sul lago"
Un thriller avvincente pieno di suspance, ritmo modesto, ottima bravura di Samuel L. Jackson e quello che mi ha colpito di più è la trama originale con uno sfondo di attualità
voto al film: 
- sufficienti [12]
- positive [13]
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