Genova (2008)
Con Colin Firth, Catherine Keener, Hope Davis, Willa Holland, Perla Haney-Jardine, Demetri Goritsas, Kerry Shale, Trevor White, Gary Wilmes, Alessandro Giuggioli
La trama
Un uomo, che ha da poco perso la moglie in un incidente stradale, si reca con le due giovani figlie a Genova per una vacanza che dovrebbe servire a lenire un po' il dolore e al tempo stesso avvicinare e compattare il terzetto. Ma quando si trovano nel capoluogo ligure le cose prendono una piega inaspettata: la figlia minore inizia a vedere il fantasma della madre, mentre la maggiore compie i primi passi nel mondo della sessualità.
Cineasta eclettico Winterbottom. Saltella da un genere all’altro con l’abilità di un ballerino di tip tap anche se in questo caso inciampa e fa un brutto scivolone. Dopo un inizio che parrebbe interessante, la pellicola finisce per annaspare nelle acque liguri.
La recensione di FilmTv
Di Enrica Re - FilmTV n. 41/2009
L'opinione più votata
Di yume scritta il 21/02/2011 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
La città è il titolo stesso, viene fatta scoprire insidiosa, generatrice di ansia, crollata sulle sue magnifiche memorie marinare sotto il peso delle invasioni barbariche della modernità.
Si apre all’improvviso dall’alto e le piovono addosso le note scroscianti di un ensemble barocco che fa tanto Venezia.
Poi scopriamo che Winterbottom considera Genova sorella della città lagunare e la scruta in ogni angolo, putrescente e sfatta come le callette veneziane prive, ormai, di suggestioni decadenti di viscontiana memoria.
Chopin è il secondo tema sonoro, malinconia di una vita che non riesce ad essere, giovinezze perdute per sempre.
Il plot è presto detto e non è lì la fisionomia distintiva del film: lui (un Colin Firth che poteva far meglio, ma in ogni caso rende bene l’imbambolamento successivo a certe disgrazie) americano di Chicago, prof. universitario,vedovo di giovane moglie morta per incidente stradale, si trasferisce per un anno a Genova con le due figlie adolescenti in un disperato tentativo di extraterritorialità a scopi terapeutici.
Strano che un intellettuale (se ne respira l’aria nel film) non sappia che non si sfugge a sé stessi viaggiando, ma tant’è, lui ci prova.
Le fanciulle naturalmente reagiscono male, le contraddizioni vengono a galla tutte,i fantasmi della mente circolano indisturbati nelle stanze dell’appartamento del vecchio centro storico, affittato dalla buona e disponibile ex compagna universitaria (che forse, anzi certamente, ha lasciato un pezzettino di cuore al vecchio amico di un tempo),il luminoso mare ligure con bagni e sole sulle pietraie incantevoli di S.Margherita non alleggerisce incubi e pena,la grande odia la sorellina a cui attribuisce la colpa dell’incidente (si faceva un gioco in macchina, la piccola per scherzo copre con le manine gli occhi alla madre che guida, incidente su strada ghiacciata nelle distese americane a perdita d’occhio).
Mary, che ha giusti sensi di colpa, insegue la madre in un suo mondo onirico che si fonde col reale, ma la realtà è fatta di rumori, traffico che ti falcia se fai il passo sbagliato, angoli bui dei carrugi dove occhieggiano puttane e strane ombre sfuggenti di varia umanità, macchia mediterranea in cui perdersi, stazioni con treni che vanno chissà dove, bar fumosi dove combriccole di ragazzotti in perfetto stile terzo millennio accerchiano l’americanina (la sorella più grande).
Il dolore della bambina sarà immedicabile ed è questo, insieme alla tensione che regna in tutto il film,che Winterbottom riesce a trasmettere con indubbia capacità registica.
Non c’è una sequenza che dia tregua, eppure accade tutto nella prima.
La sensazione che ogni cosa debba crollare da un momento all’altro, l’impressione di essere sull’orlo della catastrofe e un attimo dopo non è accaduto nulla, è questa la cifra stilistica del film, non eccellente, a volte tirato via a mò di brainstorming su cui tornare poi a mettere ordine, ma niente di dejà vu,tiene lo spettatore a disagio per tutto il tempo, mostra il disordine irrazionale dove il caso detta legge nell’apparente ordine che tentiamo di dare alle cose.
Finale aperto, naturalmente, non ci lasciamo illudere, sembra dire “….e vivranno tutti infelici e contenti”.
Sì, ho scritto contenti, non è un refuso, le cose vanno così, è normalità pura.
- negative [2]
- sufficienti [4]
- positive [3]
- leggi tutte le opinioni
23 marzo 2012 Opinione di sasso67 su "Genova"
Come per Colombo, anche per il professor Joe Genova è il luogo per una partenza. Per l'americano si tratta di una nuova partenza, dopo una tragedia che ha sconvolto la sua famiglia: la morte della giovane moglie in un incidente d'auto. Per Joe e per le sue due figlie, la sedicenne Kelly e la piccola Mary (che si ritiene responsabile del decesso della mamma e, non per nienre, in Italia resta impressionata dagli altari delle chiese dedicati alla Madonna), accettare Genova significa elaborare...
voto al film: 
21 febbraio 2011 Opinione di yume su "Genova"
Già un inglese che non parla di Firenze meriterebbe la visione del suo film a scatola chiusa, poi aver scelto Genova, una delle meno gettonate capitali d’Italia, se escludiamo il G8, è cosa di per sé intrigante. La città è il titolo stesso, viene fatta scoprire insidiosa, generatrice di ansia, crollata sulle sue magnifiche memorie marinare sotto il peso delle invasioni barbariche della modernità. Si apre all’improvviso dall’alto...
voto al film: 
26 maggio 2010 Opinione di riverworld su "Genova"
Winterbottom compie il grave errore di innamorarsi troppo della location e finisce con il dimenticarsi che sta facendo un film. Se avesse dovuto fare uno spot turistico su Genova (la mia città....) non gli sarebbe venuto meglio. A cominciare dall'arrivo in aereo, che prima accarezza la città dolcemente e di striscio dal mare e poi scende in quella pista d'atterraggio cortissima e da brividi, per passare alle riprese dei carruggi, i loro angoli bui, gli squarci di cielo in...
voto al film: 
26 aprile 2010 Opinione di baraduka su "Genova"
Le premesse c'erano, la trama mi aveva interessato..poi ho visto il film ed ho faticato ad appassionarmi. Le tipologia della ripresa, con videocamere in movimento non mi ha permesso di apprezzare il film, sembra quasi un filmino amatoriale (ma forse era questa l'idea del regista. Ci sono poi troppi temi lasciati in sospeso, tipo il rapporto tra padre e figlie che no si capisce come evolve, il finale è un pò improvviso, come se fosse finita la pellicola... Non convincente il...
voto al film: 
10 marzo 2010 Opinione di almodovariana su "Genova"
Una storia che prende emotivamente,con qualche stereotipo a proposito degli italiani e qualche tocco melò; Winterbottom ci racconta il diario di un dolore profondo con silenzi e momenti di leggerezza.Genova è un set discreto che acuisce le intenzioni minimaliste.
voto al film: 
12 febbraio 2010 Opinione di marialuisa su "Genova"
Film "pasticciato" dall'incredibile, se pur scontata, trama. Forse Winterbottom un giorno è venuto a Genova ed è rimasto affascinato da questa bellissima città ed ha voluto fotografarla. Infatti c'è riuscito egregiamente e le sue riprese colgono perfettamente le luci, i colori, i rumori, perfino gli odori dei caruggi genovesi. Avrebbe potuto farne un ottimo documentario invece di scomodare il pur bravo Colin Firth in un film spiazzante, a tratti...
voto al film: 
30 ottobre 2009 Opinione di michele75roma su "Genova"
Il film racconta di un disperato tentativo di risalita di una famiglia dal dramma di una perdita. Per Michael Winterbottom si tratta di una storia profondamente intimista e personale, drammatica, ed in questo ha i suoi pregi e i suoi difetti. Il film è comunque di grande impatto emotivo: riesce a coinvolgere lo spettatore che si immedesima del dolore straziante di una famiglia disperata. Il padre è rappresenta l'equilibrio, ed insieme il disperato tentativo di andare avanti,...
voto al film: 
25 luglio 2009 Opinione di billykwan su "Genova"
Sulle gelide strade della brughiera d’oltremanica un gioco innocente si muta in tragedia. Una giovane madre muore e il marito, un professore universitario inglese, decide di passare un anno a Genova, lontano dai luoghi del lutto, per ricostruire se stesso e tenere in carreggiata due figlie dolorosamente allo sbando. Kelly, la più grande, si aggrappa alla vita consumando un’adolescenza spensierata, fatta di amori e rifuggendo le responsabilità. Mary, la minore,...
voto al film: 
23 ottobre 2008 Opinione di ...Paola... su "Genova"
A partire dagli avvincenti primi minuti del film, “Genova” trascina lo spettatore nella drammatica realtà di una famiglia americana, costretta a ricomporre se stessa a seguito di un tragico incidente. Joes (Colin Firth) é un professore universitario che decide di trasferirsi per un anno in Italia, da Chicago, con la speranza di portare una ventata di freschezza nella vita sua e delle due giovani figlie. Manca un mese all’inizio della scuola e le due sorelle, Kelly di sedici anni...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [4]
- positive [3]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:



























