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La banda Baader Meinhof (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La banda Baader Meinhof: assente
Ritmo ritmo in La banda Baader Meinhof: forte
Impegno impegno in La banda Baader Meinhof: molto forte
Tensione tensione in La banda Baader Meinhof: forte
Erotismo erotismo in La banda Baader Meinhof: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La banda Baader Meinhof

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La banda Baader Meinhof (voti: 68 media: 3,60) 68

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locandina di La banda Baader Meinhof

Trailer italiano

La banda Baader Meinhof Trailer italianoplay

La trama

Uno sguardo ravvicinato agli anni di piombo della Germania, gli anni '70, e alle vicende legate alla formazione terroristica RAF (Rote Armee Fraktion) fondata e guidata da Andreas Baader, Ulrike Meinhof e Gudrun Ensslin. 

La Banda Baader Meinhof nasce dalla volontà del produttore Bernd Eichinger di confrontarsi con la storia della RAF, muovendosi lungo le coordinate del libro Der Baader Meinhof Komplex di Stefan Aust che ha collaborato anche in qualità di consulente al progetto. Quindi non “la” storia della RAF, ma la messinscena di un libro che la rievoca. Risulta un’operazione appassionante, né revisionista né apologetica, che mette in campo due schieramenti che si dichiarano guerra e li segue sino alle estreme conseguenze.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 44/2008

Una bella messinscena alla Costa-Gavras che rievoca le gesta di Ulrike Meinhof, Andreas Baader e dei loro compagni della RAF. Un'operazione coraggiosa né revisionista né apologetica, purtroppo impensabile in Italia

Bernd Eichinger è un produttore anomalo. Nel suo curriculum figurano sia opere di registi radicali come Hans Jürgen Syberberg (Hitler. Un film dalla Germania) che la trilogia Resident Evil. La Banda Baader Meinhof nasce dalla volontà di Eichinger di confrontarsi con la storia della RAF (Rote Armee Fraktion) muovendosi lungo le coordinate del libro Der Baader Meinhof Komplex di Stefan Aust che ha collaborato anche in qualità di consulente al progetto. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 03/05/2011 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto mediocre

Andreas Baader (Moritz Bleibtreu), Ulrike Meinhof (Martina Gedeck) e Gudrun Enliss (Johanna Wokalek) erano i leader della Raf (Rote Armee Fraktion), un orgonizzazione terroristica che si propose di combattere in armi contro quell'imperialismo americano avvertito come la nuova incarnazione del fascismo. Bombe, attentati dinamitardi, attacchi mirati ai luoghi simbolo del capitalismo e guerriglia urbana, divennero le caratteristiche fondative di una strategia della tensione che partiva col fine costruire una società più umana e finì, invece, col disumanizzare loro stessi. L'uomo che più riuscì a capire i motivi di fondo che resero possibile l'ascesa della banda fu Horst Herald (Bruno Ganz), che da un la fu il loro più strenuo cacciatore, dall'altro lato capì che quei giovani rappresentavano il segno di un malessere molto più vasto e profondo. "La banda Baader Meinhof" non è un brutto film se da esso ci si aspetta solo qualche ora di sano intrattenimento in compagnia di un film suffientemente avvincente sul piano del ritmo. Ma manca dell'appropriata profondità analitica, qualità fondamentale per un film che si accompagna allo scorrere della storia proponendosi di raccontarla in uno dei suoi aspetti più complessi : quando la cieca violenza viene percepita in nome di giuste rivendicazioni e occore descrivere con sapiente equilibrio il rapporto che intercorre tra le finalità politiche che si vogliono raggiungere e i mezzi che si usano per applicarle ; quando chi si propone di mettere a nudo le ingiustizie del mondo diviene schiavo del fanatismo politico che sta alla base del suo sedicente progetto rivoluzionario. Un appiglio valido è fornito dalla figura di Horst Herald, non tanto perchè sia caratterizzato meglio degli altri, ma perchè attraverso alcuni suoi dialoghi viene posta la questione principale in tutta la sua disarmante semplicità, e cioè, che in ogni momento storico, se non si rimuovono le cause di profonda ingiustizia sociale tra gli esseri umani, il terreno di coltura per le organizzazioni terroristiche rimarrà sempre fertile. Questione che sarebbe dovuta essere centrale per un film che, concentrandosi sulle gesta di un organizzazione terrorista, non avrebbe ne dovuto e ne potuto prescindere dall'analizzare accuratamente il quadro storico coevo, sia nella sua natura fenomenologica che nelle sue implicazioni sociali ; sia per ricavare notizie sui prodromi che hanno generato la deriva estremista che per capire i motivi profondi che ne hanno favorito l'ascesa. Invece, in circa due ore e venti di film, si compie una "full immersion" prodigiosa lungo tutti gli anni settanta, dove i principali eventi e personaggi della storia mondiale, insieme a diversi protagonisti delle vicende rappresentate, entrano ed escono con la velocità del lampo, senza che si riesca bene a stabilire il grado di contingenza storica dei primi, e senza che vengano delineati per bene i ruoli e le caratteristiche dei secondi. Sarà stato un mio limite, ma non mi sembrano specificati nella giusta chiarezza iconografica ne il passaggio da una forma seppur forte di disubbidienza civile all'escalation di violenza che contraddistinguerà il gruppo, ne la logica conseguenzialità tra l'indottrinamento della banda per mano dei guerriglieri di matrice islamica col successivo legame che si instaurerà tra le loro rivendicazioni e l'esperienza "dell'ottobre nero". I ragazzi che prendono le redini in mano dopo l'arresto dei leader storici poi, quelli che preparano le azioni più temerarie della banda, da dove escono ? Dov' erano prima ? Cosa li ha prodotti ? Ripeto, è un film adeguatamente avvincente e dall'alto tasso di spettacolarità, ma risulta insufficiente nell'offrire quegli strumenti critici idonei per predisporsi alla comprensione filologica di un problema. Chi, come me, parte con tali aspettative, credo, rimarrà abbastanza deluso.
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SI

Opinioni su La banda Baader Meinhof


28 luglio 2011 Opinione di Paul Hackett su "La banda Baader Meinhof"
Paul Hackett

Ricostruzione interessante ma sostanzialmente irrisolta della parabola terrorista del primo nucleo di fuoco della RAF, denominato dalla stampa tedesca "Banda Baader-Meinhof". La pellicola è intensa e diretta con mano ferma dall'esperto Uli "Christiane F." Edel ma non del tutto convincente: operazioni di questo genere pagano inevitabilmente il peccato originale di voler condensare in pochi minuti la complessità di vite intere e di dover ricostruire (e spiegare) in maniera...

voto al film: Paul Hackett assegna il voto sufficiente a La banda Baader Meinhof (2008)

nessun commento
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3 maggio 2011 Opinione di Peppe Comune su "La banda Baader Meinhof"
Peppe Comune

Andreas Baader (Moritz Bleibtreu), Ulrike Meinhof (Martina Gedeck) e Gudrun Enliss (Johanna Wokalek) erano i leader della Raf (Rote Armee Fraktion), un orgonizzazione terroristica che si propose di combattere in armi contro quell'imperialismo americano avvertito come la nuova incarnazione del fascismo. Bombe, attentati dinamitardi, attacchi mirati ai luoghi simbolo del capitalismo e guerriglia urbana, divennero le caratteristiche fondative di una strategia della tensione che partiva col fine...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto mediocre a La banda Baader Meinhof (2008)

5 commenti
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6 aprile 2011 Opinione di Tarabas su "La banda Baader Meinhof"
Tarabas

La storia della RAF tedesca, dalle contestazioni studentesche ai dirottamenti aerei, passando per un numero imprecisato di rapine, attentati, omicidi. Prescindendo dall'efficacia del ritratto generazionale (non sono tedesco e comunque non sono abbastanza vecchio), il film mi è parso un mix non riuscito di bigino di storia e cronaca nera. Una miriade di fatti storici è condensata in poche, confuse inquadrature. Gli omicidi di J.F. Kennedy e M.L. King, il Vietnam, Che...

voto al film: Tarabas assegna il voto mediocre a La banda Baader Meinhof (2008)


6 aprile 2011 Opinione di emmepi8 su "La banda Baader Meinhof"
emmepi8

  Uno sguardo difficile, nel senso che prende in considerazione gli anni di piombo in Germania, che non ebbero niente da invidiare a i nostri. Un racconto quasi documentaristico, ma che non perde mai di vista i personaggi che lo compongono. Il film è tratto da un libro di Stefan Aust, che ne aveva fatto un libro inchiesta, e che partecipa, assieme al produttore, alla scrittura in maniera discreta e senza alterazioni e comprensionismi inutili. Regia e sceneggiatura compongono...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a La banda Baader Meinhof (2008)

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14 marzo 2011 Opinione di MOMOTARO su "La banda Baader Meinhof"
MOMOTARO

Visto (colpevolmente da parte mia) solo a marzo 2011 in prima serata grazie a RAI4 (Ottimo Freccero che sembra urlare al proprio target di riferimento :"svegliatevi giovani!!"). Lacrime agli occhi. E  sangue. Film a suo modo "rivoluzionario" e "giovanile" che fà della dolorosa canzone 'Child in time' urlata, sussurata, pianta dai Deep Purple un inno di una generazione (im)mortale e (mai) perduta. La durata generosa dà modo di entrare nella carne, nel dolore rimosso...

voto al film: MOMOTARO assegna il voto ottimo a La banda Baader Meinhof (2008)

2 commenti
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5 marzo 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "La banda Baader Meinhof"
giorgiobarbarotta

Nascita vita e morte del terrorismo politico di estrema sinistra in Germania, dal movimento di protesta studentesco fino agli "omicidi di stato" dei suoi fondatori, trovati suicidi in carcere alla fine degli anni settanta. Filato e convincente da un lato (soprattutto nelle sequenze di montaggio alternato tra fiction, immagini di repertorio e inserti di giornale o foto d'epoca), il film presenta dall'altro un andamento piuttosto didascalico e televisivo che tocca il punto più basso...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto sufficiente a La banda Baader Meinhof (2008)

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24 novembre 2010 Opinione di almodovariana su "La banda Baader Meinhof"
almodovariana

Film teso che non perde mai il ritmo con ottimi interpreti; pellicola che ci riporta ad anni di estrema violenza in cui i terroristi si sentono invincibili e sono spregiudicati.

voto al film: almodovariana assegna il voto buono a La banda Baader Meinhof (2008)

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2 settembre 2010 Opinione di Florian Klose su "La banda Baader Meinhof"
Florian Klose

8,5/10: bellissimo spaccato degli anni di piombo tedeschi, malinconico, crudo, desolato, tristissimo, a tratti lascia senza parole. Grande interpretazione dii tutto il cast, con una predilezione (mia) per Martina Gedeck. Straordinarie sia la regia che la sceneggiatura.

voto al film: Florian Klose assegna il voto buono a La banda Baader Meinhof (2008)



6 giugno 2010 Opinione di Stuntman Miglio su "La banda Baader Meinhof"
Stuntman Miglio

Altro bel film che offre un interessante e non troppo conosciuto spaccato di storia contemporanea. Questa volta è il turno della Germania e dei suoi anni di piombo che videro la nascita, l' affermarsi e l' infuriare della RAF. Basata su concetti e teorie della giornalista Ulrike Meinhof ed estremizzata dalla lotta armata guidata ed impersonificata da Andreas Baader e dalla sua compagna Grunde, l' azione terroristica di questo movimento insanguinò e segnò la nazione...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto buono a La banda Baader Meinhof (2008)

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20 febbraio 2010 Opinione di Frantic su "La banda Baader Meinhof"
Frantic

Assolutamente da vedere, soprattutto come punto di partenza per approfondire una parte della storia della Germania. Il film ha ritmo e gli attori sono bravissimi. Spiccano Martina Gedeck e Bruno Ganz, i quali personaggi sono i più interessanti e complessi.

voto al film: Frantic assegna il voto buono a La banda Baader Meinhof (2008)




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