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Achille e la tartaruga (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Achille e la tartaruga: assente
Ritmo ritmo in Achille e la tartaruga: assente
Impegno impegno in Achille e la tartaruga: assente
Tensione tensione in Achille e la tartaruga: assente
Erotismo erotismo in Achille e la tartaruga: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Achille e la tartaruga (voti: 19 media: 4,05) 19

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La trama

La storia di Machisu, un pittore privo di talento, che - nonostante non riesca a vendere nemmeno un quadro - continua a coltivare con costanza i suoi sogni d’artista supportato dalla moglie perennemente malata. 

L'opinione più votata

Di Marcello del Campo scritta il 08/08/2011 - utile per 18 utenti

Voto al film: voto buono

 
Portrait of an Artist as Achilles, questo film di Takeshi Beat chiude la trilogia autoreferenziale, narcisistica, felliniana, iniziata dopo l’irridente Zatoichi (2002).
Fatta piazza pulita del mito nippon con l’avventurosa vita del Simplicissimus Zatoichi alla maniera di Grimmelshausen più che di Cervantes (non dimentichiamo il ‘comico’ nel cinema di Kitano), il regista compie una meditazione sull’arte e sull’artista che comincia con Takeshis’ (2005), prosegue con Glory To the Filmaker!  (2007) e finisce con Achilles and the Tortoise (2008).
La trilogia, apparentemente confusa, velleitaria, ma densa di momenti memorabili, trova nell’ultima pala del trittico il filo conduttore di una meditazione sul rapporto arte-vita che raramente ha dato nel cinema esiti così intellettualmente elevati, ad eccezione di cineasti come Raoul Ruiz, Straub-Huillet o nelle accidentali incursioni scorsesiane di New York Stories e, in omaggio ad Akira Kurosawa, in Dream.
La premessa del film è occidentale, canonica, platonica: l’arte è imitazione della vita, la vita è il riflesso opaco del mondo ideale.
Si può discutere, e a lungo, se questa concezione dell’arte ci appaghi, ma Kitano mostra di essere un idealista in corsa per il raggiungimento di un obiettivo che, come l’Achille di Zenone, è sempre una lunghezza indietro rispetto alla corsa della tartaruga.  Ma Kitano non ambisce alla risoluzione dell’aporia, gli preme porre l’attenzione sulla natura aleatoria del successo di un artista e come a questo si arrivi.
Machisu Kuramochi (Yurei Yanagi - Machisu adolescente) ha mostrato, fin dalla tenera infanzia, un’irrefrenabile propensione alla pittura. A scuola ci va solo per ‘scaldare il banco’ o meglio, per distrarsi totalmente dalle lezioni e immergersi nel suo mondo di piccolo artista. Disegna, mentre gli allievi seguono le lezioni. A lui non interessano i fregi sulla lavagna, le frazioni matematiche non hanno nessun appeal, meglio il mondo esterno, la vita fuori dalle finestre dell’aula, le nuvole nel cielo. Machisu porta sul capo un basco d’artista che lo separa dal mondo infantile, il basco di Picasso è il segno della frattura tra lui e gli altri.  Figlio di un ricco banchiere, Tomisuke Kuramochi (Ren Osugi), collezionista, mecenate e amico di un artista di successo (interpretato da Nao Omori, anche in Dolls), Machisu gode del vantaggio di agire in piena libertà a scuola e dello svantaggio di subire il giudizio estetico di Omori che incomberà sulla sua vita fino all’età adulta: l’artista di successo rappresenta, in veste di critico, l’ostacolo perenne all’affermazione di Machisu nel mercificato mondo dell’arte; Omori, dall’alto della sua iattanza di artista di successo, rappresenta la tartaruga del paradosso. Omori riconosce nei disegni naif del piccolo Machisu le doti che potrebbero costituire una futura minaccia al suo primato e mentre finge di spronarlo a migliorare, lo rende succubo del suo giudizio immancabilmente negativo, ponendolo a confronto, man mano che Machisu avanza con l’età, con gli artisti supremi dell’Impressionismo, Espressionismo, Pointillisme, Art Brut, Pop Art, Graffiti, Installazioni, ecc. ESPANDI +
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Opinioni su Achille e la tartaruga


27 ottobre 2011 Opinione di alan smithee su "Achille e la tartaruga"
alan smithee

E’ quasi un decennio che l’opera di Kitano diserta completamente i grandi schermi italiani, ed e’ relegata, quando siamo fortunati, ad una frettolosa uscita in dvd o ad apparizioni sporadiche e ad ore proibitive in qualche canale un po’ piu’ lungimirante della media. Achille e’ l’ultimo film di una ideale trilogia sull’ispirazione, sulla mancanza di creativita’, sulle insicurezze dell’animo umano ed e’ a mio avviso il migliore dei tre per complessita’ di...

voto al film: alan smithee assegna il voto buono a Achille e la tartaruga (2008)

nessun commento
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9 agosto 2011 Opinione di yume su "Achille e la tartaruga"
yume

La presentazione del secondo paradosso di Zenone in stile anime apre Akiresu to kame: il piè veloce Achille non può superare la lenta tartaruga partita prima di lui, le contraddizioni logiche nel tentativo di spiegare la presenza del movimento nella realtà conducono la ragione a rifiutare l'esperienza sensibile e ad affermare che la realtà è immobile. Su questa premessa Kitano dà il via ad una storia, un falso biopic, una vera allegoria, in quattro...

voto al film: yume assegna il voto buono a Achille e la tartaruga (2008)

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8 agosto 2011 Opinione di Marcello del Campo su "Achille e la tartaruga"
Marcello del Campo

  Portrait of an Artist as Achilles, questo film di Takeshi Beat chiude la trilogia autoreferenziale, narcisistica, felliniana, iniziata dopo l’irridente Zatoichi (2002). Fatta piazza pulita del mito nippon con l’avventurosa vita del Simplicissimus Zatoichi alla maniera di Grimmelshausen più che di Cervantes (non dimentichiamo il ‘comico’ nel cinema di Kitano), il regista compie una meditazione sull’arte e sull’artista che comincia con...

voto al film: Marcello del Campo assegna il voto buono a Achille e la tartaruga (2008)

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3 aprile 2011 Opinione di hueSaturation su "Achille e la tartaruga"
hueSaturation

Tra le mie ultime visioni c'è il "paradossale" ACHILLE E LA TARTARUGA di un sensibile e giocoso Kitano. Riesce sempre a farmi sorridere e intenerirmi al tempo stesso.

voto al film: hueSaturation assegna il voto buono a Achille e la tartaruga (2008)



14 febbraio 2011 Opinione di OGM su "Achille e la tartaruga"
OGM

L’arte è la cadetta di tutte le attività umane: relegata in fondo a tutte le scale di priorità, e costretta, nel giudizio della società, a rispondere a criteri tanto mutevoli quanto arbitrari. Orientarsi è impossibile, per chi, in quel campo, vorrebbe fare strada: il successo non si ottiene, infatti, né col talento, né con la disciplina; né con il conformismo, né con  la stravaganza; né con...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Achille e la tartaruga (2008)

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22 ottobre 2010 Opinione di Auguste su "Achille e la tartaruga"
Auguste

Un Kitano che non delude, davvero eccezionale, sicuramente tra i suoi migliori film in assoluto, il che è tutto dire(anche se a mio avviso "Dolls", "Hana-Bi" e "L'Estate di Kikujiro" restano superiori). Molto tragico nella prima parte, il film mostra - ribaltando la tesi ultima di "Scarpette Rosse"(da cui pur sempre si parte: si può morire per l'arte?) - cosa sia l'ossessione per l'arte, quanto difficoltosa sia la ricerca dell'espressione artistica e ancor più...

voto al film: Auguste assegna il voto buono a Achille e la tartaruga (2008)

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11 maggio 2010 Opinione di carlos brigante su "Achille e la tartaruga"
carlos brigante

“Achille e la tartaruga” è il terzo capitolo di una discontinua trilogia iniziata col sottovalutato “Takeshi’s” e proseguita col deludente “Kantoku banzai! (Glory to the filmaker)”. Questa volta Kitano abbandona la via metacinematografica e si riappropria del suo stile, di quel (suo) cinema che lo ha fatto apprezzare ai cinefili di mezzo mondo (o quasi). Il tema centrale (come nei precedenti capitoli) è sempre l’arte e il ruolo...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Achille e la tartaruga (2008)

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