Opinioni del pubblico su Achille e la tartaruga
Con Takeshi Kitano, Kanako Higuchi, Nao Omori, Kumiko Aso, Ren Osugi, Masatô Ibu, Yûrei Yanagi, Akira Nakao, Mariko Tsutsui, Eri Tokunaga
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Achille e la tartaruga (2008)
2011-08-08 23:23:14 Opinione di Marcello del Campo su "Achille e la tartaruga"
Portrait of an Artist as Achilles, questo film di Takeshi Beat chiude la trilogia autoreferenziale, narcisistica, felliniana, iniziata dopo l’irridente Zatoichi (2002). Fatta piazza pulita del mito nippon con l’avventurosa vita del Simplicissimus Zatoichi alla maniera di Grimmelshausen più che di Cervantes (non dimentichiamo il ‘comico’ nel cinema di Kitano), il regista compie una meditazione sull’arte e sull’artista che comincia con Takeshis’ (2005), prosegue con Glory To the Filmaker! (2007) e finisce con Achilles and the...
voto al film: 
2011-10-27 01:00:03 Opinione di alan smithee su "Achille e la tartaruga"
E’ quasi un decennio che l’opera di Kitano diserta completamente i grandi schermi italiani, ed e’ relegata, quando siamo fortunati, ad una frettolosa uscita in dvd o ad apparizioni sporadiche e ad ore proibitive in qualche canale un po’ piu’ lungimirante della media. Achille e’ l’ultimo film di una ideale trilogia sull’ispirazione, sulla mancanza di creativita’, sulle insicurezze dell’animo umano ed e’ a mio avviso il migliore dei tre per complessita’ di...
voto al film: 
2011-08-09 05:15:07 Opinione di yume su "Achille e la tartaruga"
La presentazione del secondo paradosso di Zenone in stile anime apre Akiresu to kame: il piè veloce Achille non può superare la lenta tartaruga partita prima di lui, le contraddizioni logiche nel tentativo di spiegare la presenza del movimento nella realtà conducono la ragione a rifiutare l'esperienza sensibile e ad affermare che la realtà è immobile. Su questa premessa Kitano dà il via ad una storia, un falso biopic, una vera allegoria, in quattro...
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2011-08-08 23:23:14 Opinione di Marcello del Campo su "Achille e la tartaruga"
Portrait of an Artist as Achilles, questo film di Takeshi Beat chiude la trilogia autoreferenziale, narcisistica, felliniana, iniziata dopo l’irridente Zatoichi (2002). Fatta piazza pulita del mito nippon con l’avventurosa vita del Simplicissimus Zatoichi alla maniera di Grimmelshausen più che di Cervantes (non dimentichiamo il ‘comico’ nel cinema di Kitano), il regista compie una meditazione sull’arte e sull’artista che comincia con...
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2011-04-03 13:40:41 Opinione di hueSaturation su "Achille e la tartaruga"
Tra le mie ultime visioni c'è il "paradossale" ACHILLE E LA TARTARUGA di un sensibile e giocoso Kitano. Riesce sempre a farmi sorridere e intenerirmi al tempo stesso.
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2011-02-14 08:14:09 Opinione di OGM su "Achille e la tartaruga"
L’arte è la cadetta di tutte le attività umane: relegata in fondo a tutte le scale di priorità, e costretta, nel giudizio della società, a rispondere a criteri tanto mutevoli quanto arbitrari. Orientarsi è impossibile, per chi, in quel campo, vorrebbe fare strada: il successo non si ottiene, infatti, né col talento, né con la disciplina; né con il conformismo, né con la stravaganza; né con...
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2010-10-22 09:26:16 Opinione di Auguste su "Achille e la tartaruga"
Un Kitano che non delude, davvero eccezionale, sicuramente tra i suoi migliori film in assoluto, il che è tutto dire(anche se a mio avviso "Dolls", "Hana-Bi" e "L'Estate di Kikujiro" restano superiori). Molto tragico nella prima parte, il film mostra - ribaltando la tesi ultima di "Scarpette Rosse"(da cui pur sempre si parte: si può morire per l'arte?) - cosa sia l'ossessione per l'arte, quanto difficoltosa sia la ricerca dell'espressione artistica e ancor più...
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2010-05-11 02:04:57 Opinione di carlos brigante su "Achille e la tartaruga"
“Achille e la tartaruga” è il terzo capitolo di una discontinua trilogia iniziata col sottovalutato “Takeshi’s” e proseguita col deludente “Kantoku banzai! (Glory to the filmaker)”. Questa volta Kitano abbandona la via metacinematografica e si riappropria del suo stile, di quel (suo) cinema che lo ha fatto apprezzare ai cinefili di mezzo mondo (o quasi). Il tema centrale (come nei precedenti capitoli) è sempre l’arte e il ruolo...
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2008-09-09 20:32:53 Opinione di Mathiasparrow su "Achille e la tartaruga"
Si attendeva da tempo una risposta concreta di Kitano alle voci che lo davano in irrecuperabile declino. E’ ancora una volta il Festival di Venezia ad offrirgli l’occasione per un rilancio, ed il regista giapponese non delude, finalmente. Il suo film-biografia è raffinato e calmo; della violenza scherzosa mostrata nelle opere precedenti è rimasto solo il lato migliore, vale a dire l’ironia contenuta e sempre puntuale che vivacizza il ritmo. La storia dello sfortunato pittore che Beat...
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